TRAMA
Difficile delineare una
trama lineare per un film che non si costruisce come un preciso
racconto ma come uno spaccato nella vita e nella mente di un killer.
Il film inizia con le forti immagini di una donna morta, l'ultima
vittima di Henry. Quindi vediamo Henry tornare a Chicago in un
appartamento che divide con Otis. Entarmbi sono criminali, ma
mentre Henry è un killer seriale che uccide per un trauma
infantile (che cambia ogni volta che lo racconta), Otis è
solo uno psicopatico desideroso di dare una botta di vita alla
sua esistenza. La sorella di Otis, Becky, non sa nulla della vita
dei due e si invaghisce di Henry e dei suoi modi molto più
gentili rispetto a quelli del fratello. Questa relazione porterà
ad ulteriori drammi.
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HENRY
- Pioggia di sangue |
(titolo
or.: Henry - Portrait of a serial
killer - USA - 1990 - 82min - Colore) |
di John
McNaughton |
| GENERE |
HORROR - DRAMA |
| IN BREVE |
Un impietoso viaggio
nella mente di un killer, un film che non regala nulla
allo spettatore |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Henry - pioggia di sangue (un titolo italiano
davvero stupido, come spesso accade) è vagamente
basato sulla vera storia del serial killer Henry Lee Lucas
e la sua eccezionalità sta nel suo crudo realismo
e nel suo punto di vista distaccato e amorale, oltre che
alla performace degli attori ed alla buona tecnica di
ripresa, questi ultimi due fattori sono notevoli soprattutto
in rapporto al budget limitatissimo con il quale è
stato prodotto questo lavoro. Lo stile della narrazione,
ovvero un atteggiamento anti-exploitativo, fanno di Henry
una delle più disturbanti pellicole mai prodotte
sull'argomento dei serial killer. Il film, in effetti,
è molto sottotono rispetto agli eccessi dello slasher
gore tipico della fine degli anni '80 e molti "amanti"
dell'horror, forse anche irretiti dal titolo italiano,
potrebbero rimanere delusi dalla poca presenza del sangue.
In verità questo film si costruisce in maggior
misura come uno spaccato freddo, al limite della documentaristica,
delle azioni illogiche, immotivate ma estremamente violente
del team-killer che risponde solamente al proprio impulso
di dare morte. Scordatevi le figure seducenti di killer
come Hannibal Lecter, questo Henry è più
vero del vero, proprio perché se ne frega di piacere
o disgustare lo spettatore, semplicemente fa quello che
"deve" fare, forzando lo spettatore a riflettere
sull'insano fascino che i serial killer godono nella nostra
cultura. Ottima la prova d'attore del protagonista che
si concede lo stereotipo (reale, però...) dell'attegiamento
manipolativo dello psicopatico mentre parla della sua
infanzia con Becky, ma questo lo fa in una squallida cucina
e non in una cella di vetro con alle pareti panorami di
Firenze masticando grossi paroloni latini. E' spettacolare,
inoltre, il raffronto fra le due psicopatie: quella di
Otis e quella di Henry. Otis rappresenta paradossalmente
il wildside del serial killing con la sua perversione
attuata come stupro, incesto, necrofilia; atteggiamenti,
questi, che disturbano anche Henry ed in questo, ancor
più paradossalmente, Henry riesce ad entrare in
contatto empatico con lo spettatore. Ma non è certo
in quella medesima forma poetica e patinata tipica di
Hannibal. L'uccisione di Otis (con relativo trauma oculare
e testa segata) ci ricordano immediatamente che il "nostro
eroe" vive davvero sull'altra sponda della salute
mentale. La scena più forte è sicuramente
quella della citazione di Arancia Meccanica in
cui i due uccidono la famiglia borghese riprendendo tutto
con la telecamera per poi rivedere tutto in TV; quando
noi, gli spettatori, pensiamo sia tutto finito, ecco che
Otis vuole rivedere la scena un'altra volta. Anche l'uccisione
delle prostitute e della seguente mangiata di patatine,
con l'idiosincrasia (ma solo per lo spettatore) fra morte
e gesto comune non è per nulla male. L'ultima scena,
con la valigia abbandonata sul ciglio della strada (e
quello che contiene!), rappresentano l'abbandono dell'ultima
speranza di costruire una vita normale per addentrarsi,
invece, in una vita costellata unicamente dalla morte.
Questo Henry - Pioggia di sangue è, visivamente,
un film per (quasi) tutti visto che il mainstream è
ormai abituato a ben altri livelli di sangue, eppure,
nel medesimo tempo, è una pellicola che consiglio
a pochi: a coloro che sopportano un certo grado di violenza
psicologica visibile o intuibile e che sanno andare al
di là dei gioiosi dipinti che Hollywood ha, troppo
spesso, costruito intorno al fenomeno del serial killing.
Si segnala un seguito (non all'altezza del primo,
guarda caso) Henry Portrait of a Serial Killer
2 - Mask of Sanity.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film è stato girato nel 1986,
in 28 giorni, e distribuito quattro anni dopo. In Italia
è arrivato nel 1992.
Quando uscì il film fu pesantemente
tagliato. I tagli riguardavano: la ragazza uccisa nel
bagno, i due killer che si riprendono quando uccidono
la famiglia, il televisore spaccato sulla testa del
ricettatore e qualcos'altro. In più in alcune
versioni compare una scritta che sostiene che il film
è solo vagamente ispirato alle confessioni di
Henry Lee Lucas ma in altre versioni questa scritta
non c'è. La versione definitiva non censurata
apparve solo nel 2003. Attualmente le due very uncut
version sono quelle USA DVD della MPI e quella Olandese
della Cult Epics.
Il protagonista, Michael Rooker è
più noto per il ruolo che ha fatto in Cliffhanger
con Stallone e per Giorni di Tuono con Cruise.
Towels compare nel remake del 1993 de La notte dei
morti viventi.
Dopo aver girato la scena delle violenze
alla famiglia, l'attrice che aveva il ruolo della madre
fu mandata all'ospedale in via precauzionale perché
si temeva un trauma al collo. Col tempo questa storia
è stata montata fino ad arrivare a dire che la
donna era finita all'ospedale perché in stato
di shock per la scena girata.
Il film è tratto solamente in
modo vago alla vera vita di Lucas e Otis. In verità
Becky era la nipotina preadolescente di Otis e non sua
sorella venticinquenne. Inoltre, Otis morì in
prigione per una patologia al fegato e non per mano
di Lucas.
Il film trasmesso in TV prima che Otis
la spacchi è Becket e il suo re (1964),
con Richard Burton e Peter O'Toole, la storia di un'amicizia
che va a rotoli.
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