TRAMA

Tyler (Tad Hilgenbrink) vuole risalire alle origini del misterioso horror The Hills Run Red. L'aggancio è Alexa (Sophie Monk) la figlia del regista, che guida Tyler e due amici in una foresta, l'originale location del film. Là le colline grondano ancora sangue.


THE HILLS RUN RED
titolo or.: The Hills Run Red - USA - 2009 - 81' - Colore

di Dave Parker

GENERE
HORROR
IN BREVE
Parker meta-gioca e meta-cita horror a destra e a manca. E il rischio non schivato è che poi manchi pure la paura.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Everybody is expendable for the good of the film. Everybody"*

Se Cigarette Burns (in Masters of Horror I) di Carpenter ha insegnato una cosa, questa è che certi film, per la precisione i film horror maledetti e perduti, vanno lasciati macerare nell'oblio. Tad Hilgenbrink, però, non ne vuole sapere di starsene a casa con suo fratello Stiffler a cuocersi una nuova American Pie (...Band Camp, 2005), ma preferisce calarsi nei panni del cinefilo curiosone in cerca di un secco colpo d'ascia fra le scapole. The Hills Run Red è, per così dire, una tarantinata dello slasher, pellicola metafilmica di quelle che, dai tempi di Scream (1996), piacciono tanto agli appassionati perché, se non altro, possono essere usate come strumento per fare a gara a chi ce l'ha più lungo, intendendo il curriculum di spettatore di pellicole horror. Il meta-slasher è altresi mezzo per gli addetti ai lavori di dimostrare, a loro volta, la capacità di prendersi gioco del genere così tanto amato, con rimandi cinefili per cinefili, in un cortocircuito autoreferenziale che un po' ha anche stancato. E' bello riconoscersi nel regista e riconoscere in lui la nostra stessa passione per le pellicole cult, però un horror del 2009 non ha più tutta questa convenienza, né originalità, a porsi come antologia di citazioni, dato che ormai sono almeno 15 anni che si gioca su questa cosa. Di buono c'è che Parker, lo stesso di The Dead Hate the Living! (2000) altro citazionista, sa orchestrare la cosa con rispetto e capacità, cercando posizioni di ripresa anche eleganti e curando i particolari (compare anche una locandina italiana). La pellicola è così satura di riferimenti che la sua natura è quasi quella di un collage postmoderno, un mostro di Frankenstein composto da parti dissimili unite però in modo così competente da riuscire a muovere la creatura nella sua complessità. Non ha però la capacità di trascendere davvero il genere a cui fa riferimento, così come invece era riuscito a Glosserman con Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon (2006) che citava, citava, citava ma poi ricomponeva tutto in modo che la comunicazione fosse davvero "meta". Alla fine The Hills Run Red, con i suoi fiumi di sangue alla Shining (1980), con le sue Le Colline Hanno gli Occhi (1977), il suo Venerdì 13 (1980), il suo Non Aprire Quella Porta (1974), Il Seme della Follia (1994), qualcosa degli ultimi torture-porn e cos'altro, rimane uno slasher con al centro i soliti ragazzi in fuga da un mostruso figuro che vuole affettarli. E così come slasher o backwood brutality alla Un Tranquillo Weekend di terrore (1972), The Hills Run Red si dimentica di fare paura, di tentare di terrorizzare lo spettatore, còmpito principale delle pellicole prese a riferimento. In compenso c'è lo splatter e la tortura, ovvio (?) modernismo, a compensare lo sbalzo emotivo. Il film di Glosserman si poteva permettere di dimenticarsi il fear-level, perché portava il discorso su piani nettamente superiori, ma Parker avrebbe fatto bene a citare uno o due film in meno e a costruire paura in più. E dire che la maschera di Babyface è davvero azzeccata e sinsitra; un "mostrum" cinematografico che se solo fosse nato qualche anno prima (diciamo anche qualche decennio prima) sarebbe stato accolto con facilità nel gotha dei cattivi di culto (Jason, Michael & Co.). Buoni anche i dialoghi e il livello recitativo degli attori, con il veterano William Sandler che si distingue fra gli altri. Il film, in Italia, passa direttamente in cassetta, lasciando spazio in sala a tante pellicole che meriterebbero molto meno, tuttavia non pare che The Hills Run Red abbia tutte le carte in regola per diventare un cult come i film ai quali fa così accorato riferimento.

* Trad.: "Tutti sono sacrificabili per il bene del film. Tutti."

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato presso Sofia (Bulgaria).

Nel film viene detto: "Then these ass-loving rednecks come out of nowhere and fuck them all to death (quindi saltano fuori dal nulla questi campagnoli sodomiti e li fottono tutti a morte)". Il riferimento è a Un Tranquillo Weekend di Paura (1972).

Nel cinema si vede il poster di Paura.com (2002).

Il killer del film viene chiamato Babyface e indossa una maschera da cherubino. Nel videogioco Manhunt, uscito nel 2003, nel gruppo degli Innocentz c'è una divisione composta dai Babyfaces che indossa maschere da cherubino.

Due persone guardano in tv La Casa dei Fantasmi (1959).

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