TRAMA

Dopo aver trovato in cantina una cassa del misterioso alcolico "Viper", un commerciante decide di vendere il prodotto ai barboni che bazzicano nei dintorni, non consapevole delle conseguenze. Bere il Viper causa il totale ed immediato scioglimento del corpo! Nel frattempo la baraccopoli in cui vivono i senzatetto è scossa dalle gesta del folle Bronson, un veterano del Vietnam.


HORROR IN BOWERY STREET
(titolo or.: Street Trash - USA - 1986 - 91min - Colore)

di J. Michael Muro

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
Irriverente e scombinato film di grande energia visiva.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Quelli che lavorano con il computer sono tutti spazzatura!"

Diversi sono stati i tentativi di fare film oltraggiosi e divertenti, alcune pellicole di questa categoria sono più riuscite di altre, alcuni registi ne hanno fatto una singola esperienza nella loro carriera e altri (Loyd Kaufam con la Troma) ne hanno fatto addirittura una missione di vita. Horror in Bowery Street potrebbe essere messo in double bill con pellicole quali Bad Taste (1988) di Peter Jackson o Re-Animator (1985) di Stuart Gordon per la ferocia di ciò che viene proposto e per il modo delirante in cui ciò viene fatto. A provarci nel 1986 fu J. Muro che decise di mettere su pellicola uno sgradevolissimo spaccato di vita nelle baraccopoli ai margini di New York City. L'idea nacque da un corto di dieci minuti che Muro aveva girato come compito scolastico e per quanto, al tempo, Muro fosse solo un giovane operatore di macchina (specializzato nell'uso della steadicam), mostrò con questo film di saperci fare anche come regista. Nonostante il plauso che da più parti Muro ottenne con Street Trash, questo film rimane l'unico girato da Muro che ha preferito continuare la sua carriera come operatore di camera: saranno moltissimi i film per i quali lavorerà (JFK, 1991; Casinò, 1995; Heat - La Sfida, 1995; per dirne tre) e apprezzatissime saranno le sue capacità, basti pensare che è stato direttore della fotografia della seconda unità nel film Miami Vice (2006) validissimo film che ha il suo punto di forza proprio nella fotografia. Nonostante i meriti che può vantare Horror in Bowery Street, meriti che vanno da una buona tecnica di ripresa a degli ottimi e creativi SFX, la mancanza di un plot coeso e il susseguirsi di sketch al limite del demenziale lasciano un po' attoniti. Molti gli "attentati" al buon gusto e alla sensibilità del pubblico: violenze sessuali, necrofilia, scioglimenti di corpi e anche un pene reciso che viene lanciato di mano in mano come fosse una palla da baseball (parodia della scena dell'osso di 2001: Odissea nello spazio, 1968). Nonostante tutti questi momenti crudi, il weird sembra fine a se stesso, incapace di contestualizzarsi in una logica narrativa: il risultato è che, guardando il film, si attende smaniosi di poter assistere alle scene in cui i poveri barboni si squagliano creando gelatinose composizioni che paiono quadri moderni. E' la poetica del brutto e la logica dell'accumulo visivo che però, compreso il gioco irriverente in pochi minuti, manda film e spettatore alle corde. Si segue un plot e ci si trova di colpo in un altro, se ne possono rintracciare almeno tre: quello che riguarda l'alcolico Viper, le gesta del veterano Bronson e le beghe del giovane portiere James Lorinz (Frankenhooker, 1990) alle prese col solito italiano mafioso, il tutto tenuto insieme dalle peripezie del barbone Fred (Mike Lackey). Quindi cos'è Street Trash? Non è un "bel" film, almeno nel senso canonico del termine, ma per l'energia visiva che esprime e per la carica iconoclastica ha un suo valore catartico che forse in questi anni di disullosione non si avverte più così forte ma negli anni '80, in cui il massimo del sarcastico era (almeno in Italia) il Drive In di Greggio e D'Angelo, Street Trash era una bella botta. Da scoprire per coloro che non l'hanno mai visto e da ricordare per quelli che ci hanno già avuto a che fare. A modo suo è un film cult.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Girato al quartiere Greenpoint, Brooklyn (New York City, New York).

Il film è in qualche modo ispirato a Dodes'ka-den (1970) di Kurosawa.

Nei credits finali si legge: "Thanks, Anita, for taking me to see I Drink Your Blood when I was six" (Grazie, Anita, per avermi portato a vedere I Drink Your Blood quando avevo sei anni).

I produttori ebbero grosse difficoltà a trovare degli sponsor che procurassero loro i beni di consumo necessari durante la produzione. L'unica interessata fu la ditta che produceva la Drakes Cakes (uno snack), e tale ditta spediva alla crew ogni settimana una grossa scatola piena di merende. Dopo tre mesi di riprese, tutti avevano mangiato così tanti snacks che quando arrivò il momento di girare la scena in cui uno dei barboni esplode, il manichino di questo fu riempito di scatole e scatole di Drakes Cakes.

Il produttore nonché sceneggiatore Roy Frumkes compare nel film nei panni del manager il cui volto viene sfigurato dalla melma colata dalla scala antincendio.

eXXagon fecit MMVII