La Frase dal Film:
"Quegli esseri sono cadaveri animati come quelli
che girano nei film di Romero" "Dove?"
"Nei film di Romero. Hai presente la trilogia degli
zombi? Dicevano che avrebbe fatto il quarto prima o poi,
ma io non credo"
E grazie a Dio, invece, Romero ci ha mostrato
la sua La Terra dei morti
viventi (2005) così che i patiti di horror abbiano film di spessore sull'argomento
zombie e non questa putrescente fetecchia che va sotto il
nome di House of the Dead. Ma prima facciamo un
po' di storia sull'operato del regista in modo da avere
i giusti parametri. Dunque, Uwe Boll, vien dalla Germania
e ha una insana passione per la riduzione cinematografica
dei videogiochi. Farina del suo sacco sono, fra gli altri,
BloodRayne (2005), Alone in the Dark (2005), Postal
(2007) e Far Cry (2008). Insomma, tutta roba che
l'hardgamer conosce bene. Dovete sapere che i primi due
titoli sono inseriti nella hit 100 dell'IMDB relativa ai
film più brutti in assoluto e, nella fattispecie,
House of the Dead è, nella medesima lista,
al 16° posto (dati aggiornati al 1/4/2006). Traguardi
ragguardevoli! Non per nulla Uwe Boll si è guadagnato
il soprannome di "The Master of Error"; c'è
pure chi vorrebbe impedirgli di girare altre minchiate ma
lui ha fondato la Boll KG e finché bancarotta non
lo coglierà, il mondo del cinema dovrà vedersela
con la sua inettitudine. House of the Dead è
un action-horror che mescola nudità (contenute),
dialoghi mentecatti, pistole a proiettili infiniti, zombi
dal trucco osceno, splatter innocuo ed un plot senza nè
capo nè coda. Triste l'uso del bullet-time con velleità
"matrixiane" ma ancor più deprecabile l'uso
di uno pseudo-bullet-time che consiste nella rotazione della
mdp a 360 intorno all'interprete filmando al rallenty per
dare appunto l'impressione dell'effetto reso noto da Matrix
(1999): davvero scadente. Sconci pure gli inserti presi
dal videogioco che dovrebbero far salire l'adrenalina ma
che, vista pure la bassa qualità grafica del gioco,
risultano massimamente indecenti soprattutto se usati come
effetti di transizione fra le scene. Non è ben chiaro
a quale target fosse diretto questo film, dal momento che
qualsiasi appassionato di horror un minimo competente potrebbe
confermarvi che House of the Dead è davvero
improponibile. Forse "l'opera" era dedicata ai
videogiocatori ma il gioco della SEGA da cui è derivata
la pellicola è abbastanza vecchio perché gli
adolescenti (gli unici a poter essere attirati almeno dalle
tette delle protagoniste) possano aver giocato con House
of the Dead, bel coin-up da salagiochi con tanto di
pistola per te ed il tuo amico da spenderci una fortuna
in 500 lire vecchio conio (bei tempi...). Rifuggite come
la peste e non fate l'errore di comprare questo film che
ha dalla sua solo la musica jungle dei Codetrasher. Citando
una delle frasi conclusive di House of the Dead
dico: "Game over, stronzo!"....che squallore...
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film si svolge prima degli eventi narrati
nel relativo videogioco.
Sono stati inseriti 32 brevissimi spezzoni
presi dal videogioco. 26 di questi sono stati piazzati ad
intramezzare la battaglia di 10 minuti fuori dalla casa.
Gli altri 6 sono stati usati come "effetti" di
transizione da una scena all'altra.
I due "uomini in nero" che scendono
dall'elicottero alla fine del film sono un riferimento al
videogioco, in cui i protagonisti sono due agenti speciali.
Il film è stato girato a Vancouver,
Canada, dal 10 maggio 2002 al 10 giugno 2002. E' costato
circa 7 milioni di dollari.
Salish (Clint Howard) con finto uncino
e cerata gialla è un riferimento al film slasher
So cosa hai fatto
(1997). Per la cronaca, Clint Howard è fratello del
noto regista e produttore Ron Howard e quest'ultimo, per
inciso, è il Ricky Cunningham del serial Happy Days.
All'inizio del film Greg dice che il capitano
Viktor Kirk (Jürgen Prochnow) sembra il capitano del
Das U-boat. Prochnow era il capitano nel film U-Boot
96 (Das Boot, 1981).
Nel rave si vede il logo della SEGA che
è la compagnia produttrice del videogioco House of
the Dead.
Il film ricevette delle critiche così
negative che nessun cinema danese acquistò la pellicola.
Saggi nel paese di Amleto...