TRAMA

Anjo, un boss della Yakuza, sparisce con 100 milioni di yen. La sua gang, capeggiata dal folle Kakihara, inizia a cercare il capo ma i metodi che usa (e che usa soprattutto Kakihara) iniziano a dar fastidio agli altri gruppi della Yakuza. Contemporaneamente l'ambiente della malavita è messo "a ferro e fuoco" da Ichi, un killer psicopatico che sfoga la sua rabbia di essere stato, da giovane, vessato da dei bulletti mentre osservava una ragazza stuprata che lui non è riuscito ad aiutare, anzi ha avuto un orgasmo. Ma le mosse di Ichi, che ora è nelle mire di Kakihara, è manipolato da un ex boss della Yakuza...

 

 


ICHI THE KILLER
titolo or.: Koroshiya 1 - Giappone - 2001 - 129min - Colore

di Takashi Miike

GENERE
CRIME - HORROR - ACTION - COMEDY
IN BREVE
Estremamente violento, estremamente sanguinario, estremamente ben girato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Listen, when you're giving pain to someone, don't think the pain that person is feeling, just concentrate on how good it feels to be causin' someone pain. That's the best thing you can do for a true masochist."*

Qui si tratta dell'UNCUT version, e siamo nel campo dell'estremo: estremamente violento, estremamente sanguinario, estremamente ben girato. Miike muove la telecamera con maestria e cita, più o meno involontariamente, Tarantino, Kitano e altri ma decide di non fermarsi dove altri non hanno osato e questo fin dalle prime scene che ci "regalano" la vista di una ragazza percossa a morte e la macro di una pozza di sperma (si dice che fosse vero!) da cui sorge il titolo del film. Tratto da un manga di Hideo Yamamoto, Ichi (che in giapponese vuol dire "uno", ecco il perché del numero sulla tuta) è un antieroe psicotico ed incontrollabile, che dovrebbe vendicare i torti memore del torto subito in giovane età, ma in realtà ha gravi problemi di controllo degli impulsi e finisce per fare scempio dei corpi dei cattivi ma anche degli innocenti. Il personaggio di Ichi è oscurato dal personaggio del sadico Kakihara, che ruba in effetti ad Ichi il ruolo di protagonista, si a livello di presenza sullo schermo, sia per la perversa magneticità dell'interpretazione...un po' come accadeva in Leon (1994) di Besson per cui il personaggio di Oldman era più "stuzzicante" di quello di Reno. Le opere di questo maestro del sadismo, più che gli sfoghi insani ed incontrollati di Ichi, ci "regaleranno" i momenti più crudi del film: un uomo appeso a dei ganci di ferro al quale viene versato dell'olio bollente sulla schiena, un altro il cui volto viene usato come un puntaspilli, un altro giovine a cui viene letteralmente presa in bocca la mano e scarnificata (non dico di più, non voglio togliervi la sorpresa di vedere questa scena che mi ha fatto davvero impressione). Altre scene nel film sono estremamente violente, fra queste di certo quelle che riguardano la violenza alle donne, stuprate, pestate ed uccise; mai con una loro dignità ma davvero belle! Va detto che a volte la violenza (e il modo di recitare, ma questo accade spesso nei film giapponesi) assume una forma cartoonistica e solo apparentemente divertente (alcune scene invece lo sono dichiaratamente come quelle che riguardano il boss dei boss), o facilmente metabolizzabile. Più volte succede, invece, che la violenza superi i limiti di sopportazione, divenga parossistica ma (forse) mai fine a sé stessa. O (forse) è proprio violenza priva di qualsiasi giustificazione e allora questo è il cinema del parossismo, dell'eccesso, un cinema che si autogiustifica ontologicamente, portando lo spettatore ad estraniarsi da ciò che vede e a non percepire più la violenza nel momento in cui l'immagine ha portato il significato alla saturazione: Kakihara si perfora i timpani e poi non sente più nulla. In una specie di circolo vizioso, all'estremo dell'estremo c'è la pace estrema. Forse. Va comunque detto che se non si ha la necessità di trovare necessariamente un valore morale nella pellicola (è sempre necessario?) Ichi the Killer rimane un prodotto ben realizzato, di grande pregio estetico che si discosta ampiamente e senza dubbio alcuno da qualsiasi pellicola ultragore di serie Z. Ottimi SFX, un film di grande tensione e violenza non adatto a tutti (o sarebbe meglio dire adatto a pochi) che non deluderà certo coloro che amano il cinema del Sol Levante, le pellicole "strane" e coloro in cerca di sangue-on-screen. Consigliato, ma solo a quelli dallo stomaco forte.

* Trad - "Ascolta, quando stai facendo male a qualcuno, non pensare al dolore che quella persona sta provando. Concentrati invece su quanto bello sia far del male a qualcuno. Questa è la cosa migliore che tu possa fare per un vero masochista."

FORSE NON TUTTI SANNO CHE..

Come trovata per catturare il pubblico, alle persone che aspettarono la proiezione di mezzanotte al Toronto International Film Festival (TIFF) furono distribuiti dei sacchetti per il vomito.

Il regista Miike ha rivelato nella USA TokyoShock DVD release che lo sperma usato nella scena iniziale (quando si vede il titolo sorgere dal liquido seminale) era vero!!!

Per la sequenza per cui il suo personaggio sta sospeso per mezzo di uncini attaccati alla pelle, l'attore Susumu Terajima ha avuto bisogno di 12 ore di make-up ed altre per la preparazione, e quindi ancora 12 ore per girare la scena.

La recinzione di metallo sul tetto che si vede alla fine del film (la resa dei conti) è la stessa che si vede in un altro film di Miike, ovvero Dead or Alive (1999), nella scena in cui tre poliziotti parlano di omicidio e di Yakuza.

Quando suono il cellulare di Kakihara, la suoneria è il tema musicale del film stesso

Il regista Miike all'inizio avrebbe voluto avere l'autore originale del manga, Hideo Yamamoto, come autore dello script del film ma l'idea finì in nulla quando Yamamoto disse che non poteva lavorare a causa del blocco dello scrittore.