LA FRASE dal film: "Listen,
when you're giving pain to someone, don't think the pain
that person is feeling, just concentrate on how good it
feels to be causin' someone pain. That's the best thing
you can do for a true masochist."*
Qui si tratta dell'UNCUT version, e siamo
nel campo dell'estremo: estremamente violento, estremamente
sanguinario, estremamente ben girato. Miike muove la telecamera
con maestria e cita, più o meno involontariamente,
Tarantino, Kitano e altri ma decide di non fermarsi dove
altri non hanno osato e questo fin dalle prime scene che
ci "regalano" la vista di una ragazza percossa
a morte e la macro di una pozza di sperma (si dice che fosse
vero!) da cui sorge il titolo del film. Tratto da un manga
di Hideo Yamamoto, Ichi (che in giapponese vuol dire "uno",
ecco il perché del numero sulla tuta) è un
antieroe psicotico ed incontrollabile, che dovrebbe vendicare
i torti memore del torto subito in giovane età, ma
in realtà ha gravi problemi di controllo degli impulsi
e finisce per fare scempio dei corpi dei cattivi ma anche
degli innocenti. Il personaggio di Ichi è oscurato
dal personaggio del sadico Kakihara, che ruba in effetti
ad Ichi il ruolo di protagonista, si a livello di presenza
sullo schermo, sia per la perversa magneticità dell'interpretazione...un
po' come accadeva in Leon (1994) di Besson per
cui il personaggio di Oldman era più "stuzzicante"
di quello di Reno. Le opere di questo maestro del sadismo,
più che gli sfoghi insani ed incontrollati di Ichi,
ci "regaleranno" i momenti più crudi del
film: un uomo appeso a dei ganci di ferro al quale viene
versato dell'olio bollente sulla schiena, un altro il cui
volto viene usato come un puntaspilli, un altro giovine
a cui viene letteralmente presa in bocca la mano e scarnificata
(non dico di più, non voglio togliervi la sorpresa
di vedere questa scena che mi ha fatto davvero impressione).
Altre scene nel film sono estremamente violente, fra queste
di certo quelle che riguardano la violenza alle donne, stuprate,
pestate ed uccise; mai con una loro dignità ma davvero
belle! Va detto che a volte la violenza (e il modo di recitare,
ma questo accade spesso nei film giapponesi) assume una
forma cartoonistica e solo apparentemente divertente (alcune
scene invece lo sono dichiaratamente come quelle che riguardano
il boss dei boss), o facilmente metabolizzabile. Più
volte succede, invece, che la violenza superi i limiti di
sopportazione, divenga parossistica ma (forse) mai fine
a sé stessa. O (forse) è proprio violenza
priva di qualsiasi giustificazione e allora questo è
il cinema del parossismo, dell'eccesso, un cinema che si
autogiustifica ontologicamente, portando lo spettatore ad
estraniarsi da ciò che vede e a non percepire più
la violenza nel momento in cui l'immagine ha portato il
significato alla saturazione: Kakihara si perfora i timpani
e poi non sente più nulla. In una specie di circolo
vizioso, all'estremo dell'estremo c'è la pace estrema.
Forse. Va comunque detto che se non si ha la necessità
di trovare necessariamente un valore morale nella pellicola
(è sempre necessario?) Ichi the Killer rimane
un prodotto ben realizzato, di grande pregio estetico che
si discosta ampiamente e senza dubbio alcuno da qualsiasi
pellicola ultragore di serie Z. Ottimi SFX, un film di grande
tensione e violenza non adatto a tutti (o sarebbe meglio
dire adatto a pochi) che non deluderà certo coloro
che amano il cinema del Sol Levante, le pellicole "strane"
e coloro in cerca di sangue-on-screen. Consigliato, ma solo a quelli dallo stomaco forte.
* Trad - "Ascolta, quando stai facendo
male a qualcuno, non pensare al dolore che quella persona
sta provando. Concentrati invece su quanto bello sia far
del male a qualcuno. Questa è la cosa migliore che
tu possa fare per un vero masochista."
FORSE NON TUTTI SANNO CHE..
Come trovata per catturare il pubblico,
alle persone che aspettarono la proiezione di mezzanotte
al Toronto International Film Festival (TIFF) furono distribuiti
dei sacchetti per il vomito.
Il regista Miike ha rivelato nella USA
TokyoShock DVD release che lo sperma usato nella scena iniziale
(quando si vede il titolo sorgere dal liquido seminale)
era vero!!!
Per la sequenza per cui il suo personaggio
sta sospeso per mezzo di uncini attaccati alla pelle, l'attore
Susumu Terajima ha avuto bisogno di 12 ore di make-up ed
altre per la preparazione, e quindi ancora 12 ore per girare
la scena.
La recinzione di metallo sul tetto che
si vede alla fine del film (la resa dei conti) è
la stessa che si vede in un altro film di Miike, ovvero
Dead or Alive (1999), nella scena in cui tre poliziotti
parlano di omicidio e di Yakuza.
Quando suono il cellulare di Kakihara,
la suoneria è il tema musicale del film stesso
Il regista Miike all'inizio avrebbe voluto
avere l'autore originale del manga, Hideo Yamamoto, come
autore dello script del film ma l'idea finì in nulla
quando Yamamoto disse che non poteva lavorare a causa del
blocco dello scrittore.