Una pellicola che è passata un po'
in sordina e probabilmente "una locandina" alla
quale poche persone danno credito quando vanno a scegliere
i loro noleggi per passarsi una Blockbuster night. Peccato.
Identity è davvero una riuscitissima fusione
di elementi di puro horror, con altri provenienti dal thriller
e dal mystery. Difficile descrivere questo film senza non
rivelare particolari importanti e d'altro canto, limitandosi
a descrivere la trama, sembra di parlare di un semplice
clone di Dieci Piccoli Indiani o di un tipico slasher con
maniaco che si aggira nei dintorni. Assolutamente no! Date
credito a questo prodotto perché è uno di
quei film che lasciano piacevolmente sbigottiti quando si
spegne lo schermo e rimane in testa per parecchio tempo.
Una delle cose più simpatiche che succede vedendo
Identity è notare come difficilmente si
riesca a capire chi è il colpevole ed anche se ci
si riuscisse sarebbe solo per puro caso, visto che il movente
è davvero singolare! Il consiglio è di lasciarsi
trasportare dalla storia e di non scervellarsi per scoprire
in anticipo il finale solo per fare la figura dell'intelligentone,
che tanto non frega a nessuno...questo vale per tutti i
film. Gli attori fanno tutta una buona figura, particolarmete
Liotta che con la faccia che ha becca sempre ruoli ambigui,
e Cusack che fa davvero un ottimo lavoro. A differenza di
molti prodotti del genere, anche se pochi sono simili, Identity
riesce ad essere lineare rispetto alle premesse e mantiene
una logica sufficientemente ferrea il che è starno
visto il tema che regge la storia. Il finalone (il twist
finale) è molto inquietante anche se alcuni sostengono
che si sia voluto strafare, ma sono certo che non mancherà
di farvi saltare sulla poltrona. Questo film è davvero
un'ottimo esempio di come si possa conciliare uno psico-thriller
ed un horror, mescolando - ammetto - suggestioni già
viste in altri film (non dico per non suggerire...), ed
ottenere un prodotto mainstream di qualità. Suggerisco
di guardarlo da soli per "gustare" meglio i momenti
di tensione, intrigherà non poco gli studenti di
psicologia.Valido per l'acquisto, validissimo per il noleggio.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Parecchi finali furono filmati in modo
da tenere il vero finale nel mistero.
La poesia ("As I was going up the
stair / I met a man who wasn't there. / He wasn't there
again today / I wish, I wish he'd go away") che uno
dei protagonisti sostiene di aver inventato quando era giovane,
è una poesia di Huges Mearns.
Alcune locations usate nel film si trovavano
a Lancaster e altre nella Contea di Los Angeles, ma la maggior
parte del film è stato girato nell'enorme teatro
di posa del Sony Studios a Culver City (lo stesso che fu
usato per la Città di Smeraldo ne Il Mago di
Oz, 1939).
Il libro che si vede nella macchina di
Ed è L'essere e il nulla di Sartre.
Fu creto un manichino a misura d'uomo per
ricreare Jake Busey con la mazza da baseball in gola. Un
manager degli studios chiese di tenersela come souvenir
e si mise il manichino in uno stanzino dell'ufficio. Una
notte una donna delle pulizie aprì lo stanzino e
per poco non le venne l'infarto. Dopo sto fatto il manager
rimosse il manichino dall'ufficio.