TRAMA

Un violento temporale obbliga alcune persone a rifugiarsi in uno squallido motel nel mezzo del nulla. Fra di loro c'è un'attrice di non grande successo, il suo autista, un poliziotto che scorta un pericoloso criminale, una prostituta di buone maniere e bella presenza, ed una famigliola composta da madre ferita (in un incidente), padre e figlio,...ah, dimenticavo il gestore del motel. Questi "Dieci Piccoli Indiani" iniziano inspiegabilmente ad essere uccisi da una mano misteriosa. Inizialmente si sospetta di (...no spoiler...) ma il disegno globale è molto ma molto più complesso e queste persone non sono finite in quel motel per puro caso...

 


IDENTITA'
(titolo or.: Identity - USA - 2003 - 89min - Colore)

di James Mangold

GENERE
THRILLER - HORROR
IN BREVE
Davvero un'ottima commistione fra l'horror ed il suspence thriller
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Una pellicola che è passata un po' in sordina e probabilmente "una locandina" alla quale poche persone danno credito quando vanno a scegliere i loro noleggi per passarsi una Blockbuster night. Peccato. Identity è davvero una riuscitissima fusione di elementi di puro horror, con altri provenienti dal thriller e dal mystery. Difficile descrivere questo film senza non rivelare particolari importanti e d'altro canto, limitandosi a descrivere la trama, sembra di parlare di un semplice clone di Dieci Piccoli Indiani o di un tipico slasher con maniaco che si aggira nei dintorni. Assolutamente no! Date credito a questo prodotto perché è uno di quei film che lasciano piacevolmente sbigottiti quando si spegne lo schermo e rimane in testa per parecchio tempo. Una delle cose più simpatiche che succede vedendo Identity è notare come difficilmente si riesca a capire chi è il colpevole ed anche se ci si riuscisse sarebbe solo per puro caso, visto che il movente è davvero singolare! Il consiglio è di lasciarsi trasportare dalla storia e di non scervellarsi per scoprire in anticipo il finale solo per fare la figura dell'intelligentone, che tanto non frega a nessuno...questo vale per tutti i film. Gli attori fanno tutta una buona figura, particolarmete Liotta che con la faccia che ha becca sempre ruoli ambigui, e Cusack che fa davvero un ottimo lavoro. A differenza di molti prodotti del genere, anche se pochi sono simili, Identity riesce ad essere lineare rispetto alle premesse e mantiene una logica sufficientemente ferrea il che è starno visto il tema che regge la storia. Il finalone (il twist finale) è molto inquietante anche se alcuni sostengono che si sia voluto strafare, ma sono certo che non mancherà di farvi saltare sulla poltrona. Questo film è davvero un'ottimo esempio di come si possa conciliare uno psico-thriller ed un horror, mescolando - ammetto - suggestioni già viste in altri film (non dico per non suggerire...), ed ottenere un prodotto mainstream di qualità. Suggerisco di guardarlo da soli per "gustare" meglio i momenti di tensione, intrigherà non poco gli studenti di psicologia.Valido per l'acquisto, validissimo per il noleggio.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Parecchi finali furono filmati in modo da tenere il vero finale nel mistero.

La poesia ("As I was going up the stair / I met a man who wasn't there. / He wasn't there again today / I wish, I wish he'd go away") che uno dei protagonisti sostiene di aver inventato quando era giovane, è una poesia di Huges Mearns.

Alcune locations usate nel film si trovavano a Lancaster e altre nella Contea di Los Angeles, ma la maggior parte del film è stato girato nell'enorme teatro di posa del Sony Studios a Culver City (lo stesso che fu usato per la Città di Smeraldo ne Il Mago di Oz, 1939).

Il libro che si vede nella macchina di Ed è L'essere e il nulla di Sartre.

Fu creto un manichino a misura d'uomo per ricreare Jake Busey con la mazza da baseball in gola. Un manager degli studios chiese di tenersela come souvenir e si mise il manichino in uno stanzino dell'ufficio. Una notte una donna delle pulizie aprì lo stanzino e per poco non le venne l'infarto. Dopo sto fatto il manager rimosse il manichino dall'ufficio.