TRAMA

Janet (Jennie Linden) ha subito il trauma di vedere la mamma uccidere il papà ed è piegata dagli incubi. Approfittando di questo suo debole stato mentale, c'è chi la rende una pedina di un cinico gioco mortale.


L'INCUBO DI JANET LIND
titolo or.: Nightmare - UK - 1962 - 83' - b/n

di Freddie Francis

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Psycho thriller di qualità, tanto più che è un'insolita Hammer a produrlo. Qualche scena colpisce nel segno.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "I've been lookin' you everywhere, why you aren't with the others?" "I'm not that popular. I disturb their sleep" "You disturb mine" "You are different, it's part of your job" "My job is to teach!"*

Rifacimento di casa Hammer dello sconosciutissimo film argentino Pesadilla (1962) di Diego Santillàn, psycho thriller nato sull'onda dello Psycho (1960) hitchcockiano ma con qualche prosaicità in più data dall'intrigo fra personaggi tipico del giallo per come poi si diffonderà in Italia e nel mondo solo in seguito. Quando si tira in ballo il titolo Nightmare la quasi totalità degli amanti dell'horror pensa prevedibilmente alle imprese di Freddy Krueger e anche i ben pochi connoisseur difficilmente vanno a ripescare questo titolo della storica casa produttiva inglese Hammer ben più nota per i suoi vampiri e mostri di Frankenstein. Eppure Nightmare o, come è stato distribuito in Italia, L'Incubo di Janet Lind è un elegante esempio di horror thriller ben scritto dal regular Jimmy Sangster e diretto con gusto da Freddie Francis che poi verrà "requisito" dalla casa rivale Amicus e che qui dimostra, se non di essere un grande direttore di attori, di essere un valido regista e creatore di atmosfere sinistre e malsane (questo soprattutto grazie ad un accorto uso delle luci e del bianco e nero). Il film si apre con un magistrale momento di paura, uno degli incubi di Janet, che la vede prigioniera di un manicomio, segregata da e come la madre che tempo prima aveva ucciso il padre. Quest'ultima scena, anche per l'espressione folle della madre e per piccoli sinistri particolari (la torta di compleanno, il coltello, la presenza della bambina e un pupazzo) mi hanno portato alla memoria Profondo Rosso (1975) e forse il parallelismo non è neppure così ardito come pare sulle prime. La forza del film, che a tratti sembra dilungarsi un po' troppo per giungere alla canonica ora e venti, è la complessità del plot che non è cosa tipica delle pellicole Hammer, in genere lineari racconti di mostri; Sangster qui mostra di saper scrivere in maniera molto più intrigante del solito. Quindi L'Incubo di Janet Lind, a dispetta dell'assenza dei nomi più noti che hanno fatto la fortuna della casa cinematografica inglese, è un film più che meritevole di essere visto a partire dagli inquietanti minuti iniziali e, con un po' di pazienza, fino alla "scioccante" conclusione. Una piacevole sorpresa per gli amanti del bianco e nero senza che si debba parlare di capolavoro.

* Trad: "Ti ho cercato ovunque, perché non sei con gli altri?" "Non sono così ben voluta. Disturbo il loro sonno" "Disturbi il mio" "Lei è differente, è parte del suo lavoro" "Il mio lavoro è insegnare!"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Girato ai Bray Studios (Down Place, Oakley Green, Berkshire, UK) e in esterna ad Oakley Court (Windsor Road, Oakley Green, Windsor, Berkshire, UK).

Jennie Linden fu la scelta dell'ultimo minuto dopo che Julie Christie aveva dato forfait per girare Darling (1965) nel ruolo che le farà vincere l'Oscar come migliore attrice protagonista.

Il film fu in origine distribuito con l'infelice titolo Here's the Knife, Dear: Now Use It (Il coltello è qui, cara: ora usalo).

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