TRAMA

Rose Elliott, una giovane poetessa che vive a New York, viene in possesso di un libro raro. Si tratta delle "Tre Madri" scritto da un alchimista di nome Varelli; il libro racconta di tre case dannate che ospitano tre sorelle malefiche: Mater Suspiriorum, Lacrimarum e Tenebrarum. Rose inizia a sospettare che lo stabile in cui vive sia una di quelle case e confessa questi suoi dubbi al fratello musicologo Mark che abita a Roma. Mark va a New York solamente per scoprire che sua sorella è morta. Il libraio Kazanian offrirà qualche indizio a Mark, ma il giovane uomo dovrà penetrare nel cuore del misterioso condominio per scoprire il terribile segreto.

 

 


INFERNO
(ITALIA - 1980 - 107min - Colore)

di Dario Argento

GENERE
HORROR
IN BREVE
Quando lo stile supera la coerenza
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Le Tre Madri. Cos'è, non capisci? Mater tenebrarum, Mater Lacrimarum, Mater Suspiriorum, ma gli uomini ci chiamano con un solo nome, un nome che incute paura a tutti..."

Premetto che io sono uno di quelli appassionati di "Dario vecchia maniera". Amo i suoi manierismi con la telecamera più di quelli realizzati con i colori, ancor meno la sua vena paranormale che alternativamente è stata alla base di molti suoi film. Inferno si prefigura come il secondo episodio della saga delle Tre Madri, della quale saga il primo episodio è stato il precedente Suspiria, mentre il terzo, dopo molti sofferti anni, è La Terza Madre (2007). Con Inferno Argento presta il destro ai suoi detrattori i quali sostengono che i suoi film siano stracolmi di stile ma vuoti di contenuti e coerenza; in effetti questo film è un'opera fiammeggiante, colorata, convulsa che rompe diversi schemi, e non solo quelli narrativi. Credo che Argento fosse molto consapevole di quello che stava facendo e credo che ne fosse anche orgoglioso in quanto, probabilmente (e ripensando a tutti i suoi film) Inferno è la summa del cinema che lui preferirebbe fare. Penso anche che il poco successo di critica e pubblico ottenuto ai tempi, dovuto all'assuefazione della gente per il suo stile "giallo" (stile che ha conquistato ed assuefatto pure me), il forzato ritorno all'italian thriller con Tenebre sia stato vissuto da Argento come una sconfitta ed una delusione. Inferno parla a colori e sensazioni, un linguaggio più vicino al sogno e all'inconscio piuttosto che alla mente logica, di un terrore che cresce e si nasconde sotto i nostri piedi, e fin dall'inizio la pellicola ci "annuncia" di non voler aderire alla realtà quando Rose si tuffa nella pozza per recuperare le chiavi e scopre la sala con i cadaveri. Il regista ribalta anche alcuni stereotipi mentali dello spettatore quando, ad esempio, il macellaio non soccorre ma uccide un personaggio del film: ecco che allora ci accorgiamo di come cataloghiamo automaticamente certe persone senza aver indizi reali per farlo. La musica poi non è di minor importanza nel sottolineare le scene, ma questa è una costante del cinema di Dario Argento e non una peculiarità di Inferno. In definitiva per apprezzare Inferno occorre slegarsi dalla ricerca di linearità narrativa e abbandonarsi alle suggestioni artistiche che in alcuni tratti paiono quasi un mero esercizio di stile; in ogni caso un grande stile. Ritengo comunque che Suspiria sia un esperimento fatto sullo stesso tema, con le stesse tecniche e decisamente meglio riuscito. Inferno è un must per tutti gli appassionati di horror ed è un film da evitare per i mainstreamers. Questi ultimi, infatti, vedranno in tale pellicola solamente un noioso horror che inizia a far sentire gli anni che ha sul groppone.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Come al solito circolano differenti versioni del film. In una versioni UK furono tagliati 20 secondi di scena in cui un gatto tiene in bocca un topo. Perché, non so. La vecchia versione USA e Australiana sono tagliate di ben 25 minuti. Semplicemente folli. La nuova versione australiana del 1985 è stata rieditata a 103 minuti mentre quella italiana come scritto è di 107 minuti (ci potrebbe essere una disparità dovuta al supporto VHS). La release USA DVD della Anchor Bay è la versione più completa.

Anche Mario Bava ha collaborato a questo film ed è l'ultima cosa che ha fatto prima della sua morte nel 1980.

Il film è costato 6.000.000.000 di lire circa.

Nel film compaiono attori fondamentali nella produzione argentiana. Daria Nicolodi era la moglie di Argento nonché madre di Asia e l'abbiamo vista ad esempio in Profondo Rosso (1975) e Phenomena (1985). Alida valli in Suspiria (1977), Veronica Lazar e Ania Pieroni in Tenebre (1983) , Lavia in Profondo Rosso.

All'inizio era stato scelto James Woods come attore principale ma lui rifiutò perché era impegnato a girare Videodrome (1983) con Cronenberg.

Leigh McClosky che nel film ha il ruolo di Mark era un noto attore di soap: ha partecipato a Dallas (Mitch Cooper), General Hospital e Santa Barbara.

La storia del film è tratta da Suspiria de Profundis (1945) di Thomas De Quincey.