L'INFERNO
(ITALIA/UK- 1911 - 71min - B/N - Muto)

di Francesco Bertolini, Adolfo Padovan, Giuseppe de Liguoro

GENERE
DRAMA - FANTASY
IN BREVE
Antichissimo primo lungometraggio italiano di un fascino inesprimibile. E' davvero qualcosa che va al di là del bello o brutto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Il buon vecchio Dante e la sua Divina Commedia non potevano scampare all'attenzione dei primi cineasti italiani i quali sceglievano, appunto, temi storici cari al Bel Paese per rimarcare l'intento artistico dell'operazione in un tempo remoto del cinema in cui il medesimo stava cercando un'identità. Quale più somma finalità che prendere come riferimento il Sommo Poeta? E sia. La bellezza di 100.000 lire spese e tre lunghi anni di lavorazione con la collaborazione di 150 comparse, nonché un lancio pubblicitario in grande stile organizzato da Goffredo Lombardo (fondatore della Titanus) che prometteva due ore di proiezione. Il 10 marzo 1911 (ma c'è chi dice il 22 marzo) L'Inferno fa il suo esordio al teatro Mercadante di Napoli, e sarà un successo che non si limiterà all'Italia ma che ne valicherà i confini guadagnando ai botteghini USA fino a 2 milioni di dollari, che a quei tempi erano palanche. Le pizze originali del film sono ora in possesso della Library of Congress e del British Film Institute; a noi non resta, in quest'era di DVD, che goderci la rimasterizzazione compiuta nel 2004 dalla Eye 4 films che ha pensato bene di accompagnare musicalmente le immagini con lo score dei Tangerine Dream. Avranno fatto bene a piazzare della musica elettronica al fianco di immagini vecchie cento anni che trattano la più nobile delle opere letterarie? Forse sì, perché la musica è gradevole (un po' Enya, un po' ambient, molto new age), forse no, perché alla fine non c'entra granché. Ciò che conta, però, sono le affascinantissime immagini di questo pezzo di storia che parla di un cinema italiano capace di sognare e realizzare il fantastico sul grande schermo (ora?...mah!). Visivamente impressionate ed imponente, con una ricostruzione scenografica che chiaramente richiama Gustave Doré e le sue note incisioni con cui fu illustrata la Divina Commedia fra il 1861 e il 1868, questo film girato a sei mani ripercorre la prima cantica scritta da Dante fra il 1310 e il 1313, soffermandosi sugli episodi più noti quali quello di Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, il Conte Ugolino, etc. Le invenzioni sceniche ed effettistiche non mancano e rammentano nello stile le opere di Georges Méliès (vedi Il viaggio nella luna, 1902): indimenticabile più di una scena di quelle che si avvalgono della presenza di numerose comparse, disposte, per amor dell'arte, a denudarsi in un'epoca in cui denudarsi non era cosa da tutti i giorni. Da segnalare, riguardo a ciò, che questo Inferno non solo è il primo lungo metraggio italiano, ma è anche il primo film a mostrare un nudo maschile frontale; ben 58 anni in anticipo rispetto al "primo" scandalosissimo nudo maschile che si vedrà in Donne in amore (1969). Le immagini sono intramezzate da intertitoli lunghi ed eloquenti che un po' spiegano ed in parte citano il testo di Dante. Lo stile del tempo voleva che l'intertitolo spiegasse l'azione che sarebbe seguita, in modo da aiutare lo spettatore a comprendere i gesti e le espressioni degli attori; col tempo lo stile cambierà e l'intertitolo, di preferenza più breve, verrà inserito "nell'azione". In definitiva, questo film si va a configurare come un'esperienza cinematografica surreale fosse solamente per l'antichità dell'opera, in più va detto che non tutti sono pronti a sorbirsi un'oretta di film muto con una qualità video compromessa dalla polvere e dai graffi (o "dust and scratch", come si dice nell'ambiente). Chi riesce a soprassedere a tali limiti e a farsi trasportare dalla curiosità e dalla voglia di vedere qualcosa di davvero diverso dal solito, non si perda questo film che potrebbe davvero dare quel tocco in più alla vostra videoteca privata. Da salvare dall'oblio.

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