TRAMA

Una spedizione archeologica spaziale trova delle tombe sul pianeta Cephus. Sandy (Judy Geeson) torna dalla zona archeologica con una creatura in grembo. L'alieno dentro di lei inizierà ad uccidere gli altri membri del team.


INSEMINOID - Un Tempo nel Futuro
titolo or.: Inseminoid - UK - 1980 - 93' - Colore

di Norman J. Warren

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
All'ombra di Alien, un exploitation adatto a chi ama le pellicole di serie B. Cult per pochi.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "There's only one way to stop her, and that is to kill her!"*

Low-budget inglese che tenta l'improbabile impresa d'imitare Alien (1979), cosa d'altronde tentata da molti altri A e B movies fantascientifici. Diretto dal veterano dell'exploitation Warren (Satan’s Slave, 1976; Terror, 1978 e Time Warp Terror, 1987) e scritto dal truccatore Nick Maley (Batman, 1989; La Mummia, 1999) e consorte, Inseminoid deve principalmente la sua fama al titolo pazzesco. Nel film non si tratta di un uomo con una conta spermatica troppo elevata, ma del solito alieno che si riproduce in forma parassitaria dentro il corpicino degli esseri umani e che causa i prevedibili sfracelli sull'astronave che ospita questi ultimi. Nulla di nuovo quindi, già nel 1980, ma Inseminoid ha il suo perché sia per le atmosfere vintage alla Terrore nello Spazio (1965) di Bava, che per il potenziale trash della scena culto del film che, come da titolo, è quella dell'inseminazione aliena ai danni dell'umana. Di certo bisogna riconoscere a Warren di aver fatto fruttare il limitato budget a disposizione, facendo uso creativo di locations (che erano cave di carbone) rese alieneggianti grazie all'utilizzo delle luci e delle posizioni di camera. Le atmosfere quindi non mancano. Meno esaltante il fatto che la protagonista giri con i blue jeans, cosa che proietta molto poco nel futuro interstellare. Warren però non riesce a creare suspance anche perché il suo cast è fatto principalmente di attori inglesi di serie A che, paradossalmente, mal si accordano con una produzione scalcagnata e non ne capiscono il potenziale camp. In mancanza di costruzione narrativa e suspance, Warren ci mette la Geenson che va giù di testa, gente che maneggia delle motoseghe e, ovviamente, la mitica scena dell'inseminazione. In questa, la povera Sandy, nuda e sdraiata sul tavolaggio alieno, viene penetrata da un tubo di vetro nel quale viene fatto passare un poltiglione verde; il gioco di "vedo non vedo" fa il resto. Poi c'è anche la scena del parto. Di fatto Inseminoid è più un film sulla gravidanza e sulla possessione, piuttosto che una pellicola di alieni contro umani. Questo film di Warren ha già un suo piccolo seguito cultistico fra gli amanti del sub-genere ma difficilmente potrà dire qualcosa di sensato allo spettatore medio, il quale ne coglierebbe solo la diroccata vena imitativa.

* Trad.: "C'è solo un modo per fermarla, e questo è ucciderla!

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, costato circa 2 milioni di dollari, è stato girato a Gozo (Malta), alle cave di Chislehurst (Kent, UK), e ai Lee International Studios, Wembley, Londra.

Il regista Norman J. Warren avrebbe voluto uno score musicale suonato da un'orchestra ma dati i limiti di budget si ripiegò sui sintetizzatori.

Il motivo per cui la scena in cui Kate dice alla crew che Sandy deve essere uccisa è stata girata con l'angolo di ripresa dall'alto verso il basso in maniera perpendicolare al pavimento (bird-eye-view) è che la produzione non aveva più soldi per le scenografie.

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