Freddo film di Cronenberg, dipinto con
una gelida fotografia, che narra l'impossibilità
di due gemelli "inseparabili" di poter essere
separati da qualsivoglia cosa, fosse pure l'amore. Il sogno
del morso di Claire al cordone ombelicale (autocitazione
da Brood - la covata malefica)
è vissuto come incubo proprio perché tale
sarebbe l'idea della separazione dal fratello. Cronenberg
limita questa volta gli effetti speciali (il film precedente
è La Mosca, 1986) per dare spazio ad una dimensione
psicologica del disagio, dell'uno e del dupplice. Beverly
ed Elliot sono, infatti, molto diversi l'uno dall'altro,
anzi sembrerebbero l'uno l'opposto dell'altro eppure hanno
sempre fatto in modo di eliminare dalla loro vita chiunque
potesse portarli alla separazione. L'amore è stato
sempre vissuto come un gioco, come un semplice sfogo che
non potesse sfociare in un moto verso la libertà.
I due gemelli, dentro la loro casa buia sono come due feti
indistinguibili dentro ad un utero. Anche con l'avvento
dell'attrice Claire (anche lei dipendente da qualcosa viste
le sue attitudini sessuali masochistiche), il fratello Beverly,
che sembra il più sensibile tra i due, non riuscirà
a far convivere armoniosamente i due legami e quello verso
il fratello prenderà il sopravvento, spingendo l'amore
nei meandri dell'ennesima dipendenza: la droga. Il regista,
pur limitandosi negli effetti, non abbandona le suggestioni
della manipolazione della carne, della sua esplorazione
e fusione con altri elementi (tematiche tipiche del suo
cinema) ed in questo Inseparabili ci regala la
visione di strumenti ginecologici "per donne mutanti",
oggetti d'acciaio degni della fantasia perversa di H.R.Giger.
Eccellente Jeremy Irons nella doppia interpretazione dei
due gemelli (la controfigura è John Bayliss). Film
consigliatissimo tranne a coloro che non amano le pellicole
di concetto ed un po' lente.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film si basa sulla storia vera di due
gemelli, Steven e Cyril Marcus. I due furono trovati morti
nel loro appartamento dell'Upper East Side di Manhattan.
Si erano suicidati con i barbiturici. La storia è
raccontata nel romanzo "Twins" di Bari Wood e
Jack Geasland pubblicato nel 1977.
Le scene in cui Irons appariva contemporaneamente
in scena furono compiute tramite l'uso di uno dei primi
metodi di controllo computerizzto della fotografia.
Il titolo iniziale era "Gemini"
ma alla produzione non piaceva così lo si cambiò
in "Twins". Fu ulteriormente modificato in "Dead
Ringers" quando Ivan Reitman, che aveva prodotto due
dei primi film di Cronenberg, chiese proprio a Cronenberg
di vendergli i diritti dell'utilizzo del titolo Twins. La
cosa si fece e quel titolo fu usato per il film con Danny
De Vito e Arnold Schwarzenegger del 1988.
Per non dimenticarsi mai in che ruolo stava
recitando, se in quello di Elliott o in quello di Beverley,
Jeremy Irons quando recitava nei panni di uno spostava il
peso del corpo sulle punte dei piedi, in caso contrario
lo spostava sul tallone. Mah!
Cronenberg avrebbe voluto William Hurt
nel ruolo principale. Hurt fu desolato ma dovette rinunciare
per precedenti impegni.