TRAMA

Un incidente automobilistico trasforma la gravida Sarah (Alysson Paradis) in vedova, ma almeno il feto è vivo. A casa, lì lì per partorire, da Sarah si presenta una donna di nero vestita (Beatrice Dalle) il cui unico intento pare quello di aprire la pancia della giovane.


INSIDE - À l'Intérieur
titolo or.: À l'intérieur - Francia - 2007 - 83' - Colore

di Alexandre Bustillo e Julien Maury

GENERE
SLASHER
IN BREVE
A essere seri non tutti funziona ma a lasciarsi trascinare dal fiume rosso il catfighting fra mamme ha il suo perché.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Nessuno me lo porterà via"

Slasher atipico (perché, si sappia, Inside è comunque uno slasher) che sta in bilico fra lo splatter truce e compiaciuto e l'oscura lotta per la sopravvivenza-maternità fra due donne su un ring che è la casa, noto simbolismo inconscio che, per la psicoanalisi, sta per l'utero e la donna. A dirla tutta non è il film che sta in bilico, piuttosto è lo spettatore a dover stare su una gamba sola per tutta la visione: a mettere entrambi i piedi per terra ci si potrebbe rendere conto delle falle nella sceneggiatura, dell'assurdità del tutto e del fatto che, dietro un vestito un po' più elegante del solito, Inside è l'ennesimo che va ad ingrossare le fila dei nuovi film il cui fulcro è la distruzione del corpo umano. Ne è una delle varianti, innovativa o meno. A suo favore il lavoro del duo Bustillo-Maury ha il tema sensibile della maternità, "l'intoccabilità" del neonato come oggetto da inserire nell'horror, un ambo di attrici di qualità. La Paradis è la primal e final-girl di turno, tenera e buona per status (è incinta... mai nessuno che pensi di fare di una donna incinta un killer eh?!) che dovrà sopravvivere ad una sorta di doppio, di doppelganger che, per non confondersi, è vestito di nero, già a definire visivamente la sua natura infernale. La Dalle, brava e brutta (per me) più che mai, è il Jason di turno che agisce in un luogo e in un tempo limitato, eliminando coloro che si mettono in mezzo fino alla resa dei conti finale. Il gioco al massacro però non è, ben per il film, così semplice. Le due donne sono molto più simili di quanto possa far supporre il loro aspetto-status-ruolo opposto. La locandina rende bene l'idea di queste due regine, una di cuori e l'altra di picche, che si trafiggono, si deturpano, si odiano, si sfuggono e, alla fine, si riconoscono per poi annichilirsi. Il finale del film non rende degna conclusione a tale nemesi e opta per una vittoria specifica che però è difficile definire vittoria definitiva. All'interno della grande casa-utero il combattimento fra bene e male si svolge tenedo incollati allo schermo, anche perché, data la discutibile scelta d'illuminazione d'ambiente, occorre aguzzare la vista per seguire i movimenti dei protagonisti. Di fatto il film era riuscito bene senza il tripudio di violenza fisica e distruzione anatomica che mostra, ma di certo si sarebbe trattato di un'altra pellicola. Bustillo e Maury vogliono indiscutibilmente farci sapere che questo horror che parte dall'interno del corpo si deve risolvere in maniera viscerale e anatomica, allora via con le esplosioni craniche, con le forbici piantate nelle mani, con i volti ustionati, fino al gran finale che proprone il piatto forte tanto desiderato dal gorehound e che evito di dirvi sennò che gusto c'è. Ma ogni mattanza è stata già mostrata altrove, così come il soggetto del killer e dell'eroina. Di davvero buono, in Inside, c'è lo scontro spietato tra donne che corrono sul perimetro di uno stretto cerchio il cui centro è la gravidanza, e questo non è male. Non è male neppure la donna come killer violento anche se anche qui siamo al già visto. Buonissimo il montaggio che è stretto come la location, valido lo score musicale minimal ed elettronico; pregevolissimi gli SFX, digitali e protesici. Stando su una gamba sola Inside offre più di un pugno nello stomaco, la tensione è molta, è facile immedesimersi e parteggiare per la "regina bianca" e desiderare di sferrare un colpo secco alla donna di picche. E mentre si continua a disquisire sulla bontà o la mediocrità del cinema internazionale, l'Italia del cinema horror sta a guardare perché, come noto, chi sa fare fa e chi non sa fare insegna. Per rodati.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato a Parigi, è costato 3 milioni di dollari.

Nella scena in cui i tre poliziotti arrivano a controllare la situazione di Sarah, si può vedere che il numero della casa in fondo alla strada è 666.

eXXagon fecit MMIX