TRAMA

Italia primo Ottocento, convento di suore. La superiora fa i numeri per evitare che le proprie consorelle cadano nel peccato ma il sesso riuscirà lo stesso ad entrare nel convento: questo nella figura di uomini, di sogni, di dildo blasfemi. La situazione sfugge di mano ed il luogo di Dio e della preghiera si trasforma in una grotta in cui risuonano eco di piacere.


INTERNO DI UN CONVENTO
(ITALIA/RFT - 1978 - 95min - Colore)

di Walerian Borowczyk

GENERE
NUNSPLOITATION
IN BREVE
Un tonaca-movie più noioso che erotico ma sopra la media del nunsploitation
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Walerian Borowczyk, che come potete leggere è l'unico al mondo ad avere nel proprio nome praticamente tutte le lettere più impronunciabili dell'alfabeto, era il maestro dell'erotismo cinematografico polacco ed i suoi lavori si diffusero contemporaneamente a quelli di altri registi che provavano a conciliare art house ed erotismo. Fra Jean Rollin e Jesus Franco, che comunque non si avvicinerà mai all'art house, Borowczyk è quello che riesce a produrre i film meno immediati o, potremmo dire in modo più semplice, quelli meno faciloni: ricordiamo a questo proposito La Bestia (1975), I racconti immorali di Borowczyk (1974), ed il più tardo Regina della notte (1987). E' chiaro che in un film come Interno di un convento, vagamente ispirato a Passeggiate Romane di Stendhal, è difficile rilevare e marcare un limite preciso fra art house e sexploitation o meglio nunsploitation (vedi generi e regole per maggiori precisazioni), tutto dipende da quanto la nostra attenzione può rimanere concentrata su una certa eleganza della messa in scena, sul buon uso della fotografia (di Luciano Tovoli), sulle luci che entrano dalle finestre ed illuminano i volti, dall'uso dei colori, oppure rimanere "rapiti" dai nudi che fra l'altro non sono nè così abbondanti nè cosi espliciti. A livello d'exploitation potrete ammirare: nudi integrali, brevi close up, un amplesso in cui non si vede nulla, delle suore che si masturbano ognuna a suo piacimento (con le mani, col violino, ...) ma soprattutto, se possedete la versione non censurata, potrete vedere una suora che usa un dildo che sulla punta ha il volto di Gesù! Nella trama principale si innestano dei subplot che riguardano le stigmate ed una suora che crede che Gesù abbia fatto l'amore con lei. Gesù non se la passa male in questo film! Rimane il fatto che non c'è molto da vedere per i fans accaniti del sexploitation ed a meno che non siate patiti dei tonaca-movie, il film rischia (e ci riesce) di annoiare pesantemente, sia che ci si soffermi sull'erotismo in senso stretto, sia che ci si rifersica al formalismo delle immagini non erotiche. Concludendo: noiosetto, non molto erotico o meglio non molto eccitante, il tutto innestato in un ambiente che su me, ripeto su ME, non ha nolta presa. Non è comunque improbabile che questo prodotto vietato ai minori di 18 possa intrigare più di uno spettatore. Fate voi.

Noto all'estero come: Behind Convent Walls o Sex Life in a Convent o Within a Cloister o Unmoralische Novizzinen (Germania).