La Frase dal Film:
"Attenzione! A quanto è stato fin'ora accertato,
l'Inghilterra è invasa da una pianta fin'ora sconosciuta
capace di infliggere punture mortali. Sembra inoltre che
tale pianta sia capace di sradicarsi dal suolo da sola e
di camminare. Se siete ciechi, restate in casa. Se siete
in grado di vedere, vigilate"
Tratto dal racconto "The Day of the
Triffids" di John Wyndham (lo stesso de Il
Villaggio dei Dannati, 1960), pare che il film si prenda
parecchie libertà rispetto a quanto scrisse l'autore,
a partire da un finale eccessivamente conciliante. In effetti
l'ultima sequenza in cui si vede una fiumana di gente mentre
si reca in chiesa per rendere grazia a Dio per il pericolo
scampato, sembra decisamente stucchevole, al di là
del fatto che la scena ricorda il finale de La guerra
dei mondi (1953). Questo momento risulta ancor più
demenziale in visione del fatto che il 100% della popolazione
mondiale si è salvata sì dalla minaccia verde
ma il 99% rimane cieco! In ogni caso questo è il
film dei "doppi eventi", come da un lato c'è
la problematica della cecità e dall'altra quello
dei triffidi (drammi relativamente separati), così
anche il plot del film è diviso nel seguire le sorti
del marinaio Bill e, contemporaneamente, nel mostrare gli
attriti famigliari e poi la sinergia contro i mostri verdi
dei coniugi Goodwin. Guardando il film si ha l'impressione
(o la speranza) che prima della fine questi due "filoni"
si incrocino e che i protagonisti si incontrino, ma la cosa
stranamente non accade. Strano. Il continuo spostamento
da un racconto all'altro non giova ai personaggi che finiscono
per essere semi-caratterizzati. Per quanto riguarda la tensione
che lo spettatore può provare nel vedere queste piante
che si muovono per mangiarsi la gente, si tratta di poca
roba. Non è difficile notare i cavi che trascinano
le piante; queste ultime, poi, non hanno un aspetto molto
minaccioso. In una delle poche sequenze riuscite con protagonista
una pianta, una di queste si avvicina alla macchina di Bill
che è rimasto bloccato con le ruote nel fango; la
scena sarà ripresa da Carpenter nel film The
Fog (1980). Molto meglio concentrarsi, piuttosto, sul
modo in cui il regista improvvisa delle situazioni apocalittiche
successive all'acciecamento della popolazione: buone quelle
nella stazione ferroviaria così come il dramma vissuto
dalla gente sull'aereo (tenete conto che i piloti sono diventati
ciechi!). Se il film non fosse a colori si avrebbe l'impressione
di guardare un episodio di Ai confini della Realtà!
Nonostante qualche guizzo che si ha, appunto, solo nelle
situazioni che ritraggono il caos derivato dalla ciecità
della gente, il film, per quanto sia cosiderato un classico
del genere, mi è parso un pochino noioso e melenso.
Il punto che ho dato nel blood-level è abbastanza
regalato. La pellicola fu rifatta come mini-serie televisiva
(Day of the Triffids, 1981) dalla BBC, prodotto
molto più fedele alla novella di Wyndham e con degli
SFX maggiormente curati.
Distribuito in Italia anche come: Il
giorno dei Trifidi.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le locations del film sono: Alicante (Spagna)
per le scene finali; Charing Cross (Londra, UK); Islington
(Londra, UK); Lincoln's Inn Fields, Holborn (Londra, UK);
Marylebone Station (Londra, UK); Moorfields Eye Hospital
(Londra, UK); Piccadilly Circus (Londra, UK); Shepperton
Studios (Shepperton, Surrey, UK); Westminster Bridge (Londra,
UK).
I Trifidi ispirarono le piante aliene che
si vedono nel film E.T. - L'Extra-Terrestre (1982).
Quando si finì di girare e montare,
ci si accorse che il film era troppo corto, così
fu aggiunta l'intera sequenza dell'attacco delle trifidi
al faro.
Nonostante nei credits sia segnalato Johnny
Douglas per "additional music", il compositore
scrisse più brani per il film di quanto abbia fatto
Ron Goodwin, il compositore principale. Douglas compose
per 26 minuti mentre Goodwin per 19.