La Frase dal Film:
"Questa nave viaggia per l'isola che ha terrorizzato i cuori dei nostri padri, l'isola proibita sorta dalle acque. Laggiù è il regno dei mostri, la cui vista è proibita agli esseri umani"
Se qualcuno di voi si chiedesse come mai poco sopra ho scritto che il film è a colori mentre le foto campionate a sinistra sono in bianco e nero, è presto detto. La versione che ho recuperato è stranamente in bianco e nero ma se non altro in italiano. In verità L'Isola Sconosciuta è stato girato, o meglio sviluppato, in Cinecolor, tecnica riguardo alla quale i più curiosi potranno leggere sotto. In effetti guardano questo film in b/n ho mancato di vedere la cosa migliore di questo low budget d'epoca la cui unica particolarità, o merito, è quello di essere il primo "lost world film" girato a colori. Con "lost world film" si identificano quelle pellicole adventure-oriented che si rifacevano a lavori quali Il Mondo Perduto (1925) o King Kong (1933) e che vedevano un gruppo d'intrepidi girovagare per isole sperdute abitate da animali di dimensioni gigantesche, esseri preistorici, etc. I motivi del perché i protagonisti fossero finiti, come si sul dire, in culo al mondo, di solito andavano dalle encommiabili cause scientifiche al mero profitto economico. Una delle particolarità di questi film è che non sono invecchiati granché bene, soprattutto a motivo dei "preistorici" effetti speciali che vedevano dei mostroni realizzati alla bene e meglio muoversi con gli scatti tipici dello stop-motion, e questo se il film poteva giovarsi di un budget decente (magari King Kong può essere ricordato con maggiore rispetto). Nel caso de L'Isola Sconosciuta invece, che è uno dei molti sottoprodotti del genere spuntati fra gli anni '40 e '50, la qualità generale è davvero bassa, a partire dagli SFX per concludere, a macchia d'olio, su tutti gli altri elementi tecnici del film. Dopo i primi venti minuti che occorrono all'inquadramento dei personaggi e che servono a questi per giungere sull'isola, ci si trova di fronte a dei dinosauri imbarazzanti già per il pubblico del 1948; per dirla tutta ho visto di peggio riguardo agli SFX (ad esempio Attack of the giant leeches, 1959) ma l'impostazione seriosa degli attori, la loro recitazione impettita, i dialoghi melodrammatici entrano davvero in contrasto con la qulità tecnica di ciò che dovrebbe essere stato il piatto forte del film. Dinosauri che sono palesemente degli attori in costume, mostri di cartapesta tirati da fili (visibili) e il più delle volte, per evidenti limiti tecnici, i mostri non entrano in contatto con gli umani, rimanendo una minaccia distante. I protagonisti rimangono allibiti a guardare le lotte fra mostri come se si chiedessero in che razza di film brutto sono mai finiti. Sono ben pochi gli spettatori che potrebbero trarre diletto da L'Isola Sconosciuta se non i "grandi nostalgici" e quelli che amano il vintage solo in quanto tale; a questo punto allora vederselo in bianco e nero forse è pure meglio. Un po' a malincuore concludo dicendo: sconsigliato.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il Cinecolor era un processo di colorazione della pellicola sviluppato da William T. Crispinel e Alan M. Gundelfinger ed utilizzato, in vari modi, fra il 1932 e il 1955. Si partiva usando una pellicola sensibile al rosso ed un'altra al blu. I due nastri venivano montati su una macchina da presa atta a caricarle contemporaneamente. Si filmava, quindi i due nastri venivano sviluppati separatamente su un'unica pellicola, cioé si stampava su un lato la "pellicola rossa" e sull'altro quella "blu". La pellicola usata era particolare (era una Eastman duplitized) e per sviluppare i due lati si faceva galleggiare il primo lato in un recipiente con il toner adatto e poi si passava all'altro con un'altra soluzione. La resa cromatica del Cinecolor era molto buona per i rossi, gli arancioni, i blu, i marroni e l'incarnato degli attori, meno per il verde chiaro (che risultava troppo scuro) e per i toni porpora (che risultavano simili ad un magenta scuro). La Walt Disney ne fece largo uso.