La Frase dal Film:
"...prenderò un hamburger Voorhees e una
porzione di dita di Jason..."
Dopo una serie di episodi di basso profilo
che hanno affossato i risultati al botteghino della saga
di Friday the 13th, ecco che la New Line, nuova
detentrice dei diritti di franchise dopo la cessione della
Paramount, produce questo IX capitolo che presenta più
di un elemento positivo. Jason va all'inferno è
l'episodio in cui il paranormale diviene elemento evidente
e nonostante molti fans si siano rammaricati per la limitata
presenza sullo schermo del gigante mascherato, il tasso
di splatter e quello di violenza volano alti come mai prima.
Il fatto che lo spirito malefico di Jason si incarni in
personaggi differenti non impedisce, anzi facilita, la possibilità
di creare nuove e diverse occasioni di fare danni: una faccia
nella friggitrice, impalamenti, ferite da armi da fuoco,
teste che esplodono, altre che si squagliano, e tanto altro
ancora. Il regista Marcus, fra citazioni "dotte"
e spunti presi un po' qua e un po' là riesce a tenere
alta la tensione e si permette anche di giocare con le paure
e le attese dello spettatore, cosa evidentissima nella prima
scena quando la bella donna apre e chiude il solito mobiletto
a specchio dei medicinali e ci si aspetta di vedere riflesso
il vecchio Jase. Al di là degli oggetti disseminati
in casa Voorhees che richiamano alla memoria altre pellicole
(leggi sotto), è interessante l'idea della "contaminazione".
Idea interessante se non originalissima, basti pensare a
L'Alieno (1987) di Jack Sholder riguardo al passaggio
da corpo a corpo, o ancor meglio a Shivers
(1975) di Cronenberg rispetto ad un vermone passato da bocca
a bocca. Buona anche la figura del cacciatore di taglie
Creighton Duke per quanto la sua recitazione paia un poco
stucchevole. Sembra assurdo, invece, che solo ora salti
fuori che in giro ci fosse una sorella di Jason e non si
capisce, tra l'altro, come Duke possa sapere che solo una
Voorhees possa sconfiggere Jason. A parte le solite incongruenze
che costellano questa saga fin dagli esordi va riconosciuto
il merito a Marcus e a Cunningham (che qui torna come produrre)
di aver salvato Venerdì 13 dal precedente
naufragio (vedi Friday
the 13th Part VIII). La mano guantata e artigliata che
si vede solo alla fine, anticipa Freddy
vs. Jason, il trait d'union fra le due epopee, che però
troverà compimento solo 10 anni dopo. Per quanto
non si tratti di una pietra miliare dell'horror, questo
Jason va all'inferno è di sicuro uno degli
episodi più riusciti, se non il migliore dopo l'insostituibile
primo Venerdì 13.
La saga di Venerdì 13 è così
composta: Venerdì 13
(1980), L'assassino
ti siede accanto (1981), Week-end
di terrore (1982), Venerdì
13: capitolo finale (1984), Venerdì
13: il terrore continua (1985), Venerdì
13: Jason vive (1986), Venerdì
13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì
13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason va
all'inferno (1993), Jason X
(2001), Freddy Vs. Jason
(2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il bodycount, se non mi è sfuggito
nulla, si attesta sul 22.
La toppa sulla spalla sx dell'uniforme
della polizia di Crystal Lake indica che il lago si trova
nella "Cunningham County". Questo è un
omaggio a Sean S. Cunningham, che è il produttore
del film e fu il produttore e regista del primo Venerdì
13.
Oltre al suo ruolo di Jason e di una delle
due guardie di sicurezza, Kane Hodder è
anche il braccio di Freddy Krueger che si vede alla fine
del film.
Nella stazione di polizia, Steven non è
ovviamente ammanettato con delle vere manette, visto che
salta e si fa passare le mani sotto le gambe allargando
le braccia più di quello che potrebbe se fosse realmente
ammanettato. Se guardate attentamente si tratta solamente
di un laccio che lega le sue mani.
Il nero cuore di Jason verrà usato
anche in Dal tramonto all'alba (1996) come il cuore
dell'Uomo Scimmia.
La giostra di metallo (tipo quadrato svedese)
che sta davanti a casa Voorhees fu usata anche nel film
Gli Uccelli (1963) di Hitchcock.
La cassa nel sotterraneo di casa Voorhees
è proprio quella dell'episodio "The Crate"
nel film Creepshow (1982) di
Romero.
Il Necronomicon (il Libro dei Morti) che
si trova in casa Voorhees è quello usato ne L'Armata
delle Tenebre (1992), film al quale la KNB Effects (gli
effettisti del film) lavorarono poco prima di dedicarsi
a questo IX capitolo della saga di Jason. La daga che dovrà
infilzare Jason è quella usata ne La Casa 2
(1987) di Raimi.
Questo è il primo film della saga
ad essere gestito dalla New Line Cinema e non più
dalla Paramount.
La prima idea nello sviluppo di questo
IX capitolo doveva portare ad un film intitolato "Jason
Goes To L.A." (Jason va a Los Angeles).
La trama avrebbe trattato di due bande rivali che si uniscono
per combattere Jason nel momento in cui il mostrone inizia
a decimarne i membri.
A Betsy Palmer, che nel primo capitolo
della saga aveva il ruolo di Pamela Voorhees (la madre di
Jason), fu offerta la possibilità di vestirne di
nuovo i panni. Rifiutò.