TRAMA

Trish (Gina Philips) e Darry (Justin Long), sorella e fratello, tornano a casa dopo il college e, in macchina, si avventurano per delle sperdutissime strade americana. Ai bordi della strada vedono un losco figuro che scarica in un pozzo un corpo avvolto in un telo. I due giovani decidono di investigare. Si troveranno a dover sfuggire da una creatura mostruosa che per un motivo non precisato ogni 23 anni si deve nutrire di carne umana.

 


JEEPERS CREEPERS - Il canto del diavolo
(titolo or.: Jeepers Creepers - USA/GERMANIA - 2001 - 89min - Colore)

di Victor Salva

GENERE
HORROR
IN BREVE
Meglio di quello che sembra a prima vista
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Stronzo" "Mignotta" "Mammone del cazzo" "Puttanella di papà" "Strizzatette" "Baciapalle" "Leccaculo" "Miss scaccola culi" "Ripetizione, 'culo e culi', hai perso!"

Jeepers Creepers è il tipico esempio di film che potrebbe essere liquidato subito come "tafanata galattica" ma che viene salvato in extremis se si presta qualche momento alla lettura delle note critiche. Cominciamo col dire che d'istinto il giudizio verso questa pellicola può essere riassunto nella frase "buono il primo tempo, scadente il secondo". Per quanto la premessa di due giovani minus abens (visti i loro dialoghi) che fermano la macchina per accertarsi di un omicidio sia assolutamente inverosimile, soprattutto con le metodiche presentate nel film, occorre riconoscere che sulle prime l'attenzione dello spettatore viene catturata dalla curiosità di scoprire chi si celi dietro i panni del losco figuro che guida come in Duel (1971). Alla vista della sua Casa del Dolore, una Cappella Sistina fatta di corpi imbalsamati, ci si domanda poi perché, come e quando. Tutta la "tensione inquisitoria" viene a scemare nel momento in cui (secondo tempo) ci troviamo d'innazi ad un mostrone con lenti a contatto ben visibili che immotivatamente, nel senso che non ne vengono mai chiariti i motivi, ogni 23 anni si deve nutrire di carne umana. Si spegne la TV e si rimpiangono gli euro spesi male per il noleggio (o l'acquisto...argh!): "Il solito monster-movie" si dirà; ma solito rispetto a quale altro? Il primo errore è sopravvalutare la prima parte e scartare la seconda in quanto essenzialmente priva di pathos: Victor Salva con questo Jeepers Creepers voleva rendere un tributo al suo film d'elezione Creature From The Black Lagoon (Il mostro della laguna nera, 1954) e in un certo modo ci riesce con questo film che pare schifosamente derivativo ma piuttosto è sottilmente citazionista. Lo spunto per il mostro e per la semplicità dello svolgimento è il suddetto film del '54 ma c'è spazio anche agli anni '70 (Duel come già citato ma anche Non aprite quella porta, 1974), così come agli '80. Il Creeper è Predator (1987) nel suo braccare e scegliere le prede, è Nightmare (1984) nel suo tornare "negli incubi" della gente ogni 23 anni, c'è chi ha tirato a mano anche Shining (1980), per la presenza della medium che soccorre, chi E.T. (1982), chi The Hitcher (1986), altri Terminator (1984) per l'assedio nel posto di polizia. Volendo ci sono anche influenze più anni Novanta negli accenni all'omosessualità del Creeper (Morandini scherza relativamente scrivendo: "è gay, ha gusti raffinati, sa guidare un furgone, fischietta e cuce"), questo elemento associato ai rapimenti che compie il mostro suona ancor più inquietante alla luce della biografia dello stesso Victor Silva (leggi sotto). In realtà, perciò, è proprio la seconda parte del film, quella più bistrattata dal pubblico, ad essere la più "vera" nei limiti della sua pochezza, semplicità speculare a quella dei vecchissimi monster-movies. La prima parte, invece, anche se più ricca di pathos è più banale proprio nel ricercare i gusti e gli stili noti allo spettatore moderno. Il regista se ne frega abbastanza del fatto che il pubblico sappia riconoscere questo approccio diverso e l'insolita fonte della sua pellicola ed in questo realizza un film d'autore, molto molto di più di ciò che sembra di primo impatto. Detto questo, e ri-giudicando Jeepers Creepers nel suo complesso, è innegabile che l'istinto insiste a "dire" che questo film non è nulla di memorabile, forse perché in tutti i casi il tempo del monster-movie stile anni '50 è passato da un bel pezzo e ha davvero poco senso riproporre stili e temi da "antiquariato" cinematografico; e non è solo una questione di low-budget per il quale Salva si era lamentato ma al quale è dovuto sottostare. Ne sconsiglio l'acquisto ma non la visione. L'ultimo giudizio resta sempre il vostro.

Seguito da Jeepers Creepers 2 - il canto del diavolo (2003) sempre di Victor Salva.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il regista Victor Salva è (o è stato) un pedofilo pregiudicato. Nel 1988 confessò 5 atti di abusi sessuali su un ragazzino dodicenne che Salva aveva anche ripreso con la telecamera in sitauzioni sessuali. Questo per la cronaca.

A Gina Philips (Trish) e Justin Long (Darry) non fu permesso di incontrare Jonathan Breck (che aveva il ruolo del Creeper) prima delle riprese così da non diminuire l'impatto che i due avrebbero avuto vedendolo la prima volta sul set al primo ciak. Anche il camion BEATNGU lo videro per la prima volta solo a riprese iniziate.

La targa BEATNGU che inizialmente viene letta come BEATING YOU (te le sto suonando), nasconde un senso ancor più negativo, ovvero BE EATING YOU (non correttissimo grammaticalmente ma suona come "ti mangio").

Il titolo originale del film inizialmente era: "Here comes the Boogeyman", ovvero Arriva l'Uomo Nero.

La canzone "Jeepers Creepers" si può sentire anche nel film Il giorno della locusta (1975).

Nella scena finale il ruolo di Creeper è recitato da Justin Long che nel resto del film fa Darry.

Jonathan Breck, il Creeper, appare anche senza makeup nel ruolo di un poliziotto.

Il regista Victor Salva appare come salma nella "Casa del Dolore" del Creeper.

Quando la telecamera scarrella in casa di Jezelle si vede la copertina stile anni '30 del disco "Jeepers Creepers" (prima immagine a sx). In verità il faccione sulla copertina è quello di Victor Salva al tempo del diploma delle superiori.