La Frase dal Film:
"Stronzo" "Mignotta"
"Mammone del cazzo" "Puttanella
di papà" "Strizzatette"
"Baciapalle" "Leccaculo"
"Miss scaccola culi" "Ripetizione,
'culo e culi', hai perso!"
Jeepers Creepers è il tipico
esempio di film che potrebbe essere liquidato subito come
"tafanata galattica" ma che viene salvato in extremis
se si presta qualche momento alla lettura delle note critiche.
Cominciamo col dire che d'istinto il giudizio verso questa
pellicola può essere riassunto nella frase "buono
il primo tempo, scadente il secondo". Per quanto la
premessa di due giovani minus abens (visti i loro dialoghi)
che fermano la macchina per accertarsi di un omicidio sia
assolutamente inverosimile, soprattutto con le metodiche
presentate nel film, occorre riconoscere che sulle prime
l'attenzione dello spettatore viene catturata dalla curiosità
di scoprire chi si celi dietro i panni del losco figuro
che guida come in Duel (1971). Alla vista della
sua Casa del Dolore, una Cappella Sistina fatta di corpi
imbalsamati, ci si domanda poi perché, come e quando.
Tutta la "tensione inquisitoria" viene a scemare
nel momento in cui (secondo tempo) ci troviamo d'innazi
ad un mostrone con lenti a contatto ben visibili che immotivatamente,
nel senso che non ne vengono mai chiariti i motivi, ogni
23 anni si deve nutrire di carne umana. Si spegne la TV
e si rimpiangono gli euro spesi male per il noleggio (o
l'acquisto...argh!): "Il solito monster-movie"
si dirà; ma solito rispetto a quale altro? Il primo
errore è sopravvalutare la prima parte e scartare
la seconda in quanto essenzialmente priva di pathos: Victor
Salva con questo Jeepers Creepers voleva rendere
un tributo al suo film d'elezione Creature From The
Black Lagoon (Il
mostro della laguna nera, 1954) e in un certo modo ci
riesce con questo film che pare schifosamente derivativo
ma piuttosto è sottilmente citazionista. Lo spunto
per il mostro e per la semplicità dello svolgimento
è il suddetto film del '54 ma c'è spazio anche
agli anni '70 (Duel come già citato ma anche
Non aprite quella porta,
1974), così come agli '80. Il Creeper è Predator
(1987) nel suo braccare e scegliere le prede, è Nightmare
(1984) nel suo tornare "negli incubi" della gente
ogni 23 anni, c'è chi ha tirato a mano anche Shining
(1980), per la presenza della medium che soccorre, chi E.T.
(1982), chi The Hitcher (1986), altri Terminator
(1984) per l'assedio nel posto di polizia. Volendo
ci sono anche influenze più anni Novanta negli accenni
all'omosessualità del Creeper (Morandini scherza
relativamente scrivendo: "è gay, ha gusti
raffinati, sa guidare un furgone, fischietta e cuce"),
questo elemento associato ai rapimenti che compie il mostro
suona ancor più inquietante alla luce della biografia
dello stesso Victor Silva (leggi sotto). In realtà,
perciò, è proprio la seconda parte del film,
quella più bistrattata dal pubblico, ad essere la
più "vera" nei limiti della sua pochezza,
semplicità speculare a quella dei vecchissimi monster-movies.
La prima parte, invece, anche se più ricca di pathos
è più banale proprio nel ricercare i gusti
e gli stili noti allo spettatore moderno. Il regista se
ne frega abbastanza del fatto che il pubblico sappia riconoscere
questo approccio diverso e l'insolita fonte della sua pellicola
ed in questo realizza un film d'autore, molto molto di più
di ciò che sembra di primo impatto. Detto questo,
e ri-giudicando Jeepers Creepers nel suo complesso,
è innegabile che l'istinto insiste a "dire"
che questo film non è nulla di memorabile, forse
perché in tutti i casi il tempo del monster-movie
stile anni '50 è passato da un bel pezzo e ha davvero
poco senso riproporre stili e temi da "antiquariato"
cinematografico; e non è solo una questione di low-budget
per il quale Salva si era lamentato ma al quale è
dovuto sottostare. Ne sconsiglio l'acquisto ma non la visione.
L'ultimo giudizio resta sempre il vostro.
Seguito da Jeepers
Creepers 2 - il canto del diavolo (2003) sempre di Victor
Salva.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il regista Victor Salva è (o è
stato) un pedofilo pregiudicato. Nel 1988 confessò
5 atti di abusi sessuali su un ragazzino dodicenne che Salva
aveva anche ripreso con la telecamera in sitauzioni sessuali.
Questo per la cronaca.
A Gina Philips (Trish) e Justin Long (Darry)
non fu permesso di incontrare Jonathan Breck (che aveva
il ruolo del Creeper) prima delle riprese così da
non diminuire l'impatto che i due avrebbero avuto vedendolo
la prima volta sul set al primo ciak. Anche il camion BEATNGU
lo videro per la prima volta solo a riprese iniziate.
La targa BEATNGU che inizialmente viene
letta come BEATING YOU (te le sto suonando), nasconde un
senso ancor più negativo, ovvero BE EATING YOU (non
correttissimo grammaticalmente ma suona come "ti mangio").
Il titolo originale del film inizialmente
era: "Here comes the Boogeyman", ovvero
Arriva l'Uomo Nero.
La canzone "Jeepers Creepers"
si può sentire anche nel film Il giorno della
locusta (1975).
Nella scena finale il ruolo di Creeper
è recitato da Justin Long che nel resto del film
fa Darry.
Jonathan Breck, il Creeper, appare anche
senza makeup nel ruolo di un poliziotto.
Il regista Victor Salva appare come salma
nella "Casa del Dolore" del Creeper.
Quando la telecamera scarrella in casa
di Jezelle si vede la copertina stile anni '30 del disco
"Jeepers Creepers" (prima immagine a sx). In verità
il faccione sulla copertina è quello di Victor Salva
al tempo del diploma delle superiori.