Un film davvero interessante questo Ju-On
scritto da chi a suo tempo scrisse Ringu, che genera
paura e che è strutturato completamente per creare
paura...e nulla più. Quindi ottima scelta se siete
fans degli horror quelli privi di sangue e ricchi di momenti
di tensione. Il giudizio finale forse è stato molto
influenzato dall'effetto emotivo che il film mi ha generato
(ricordo che gli horror io li guardo da solo e al buio...)
e premia la capacità che ha avuto questo film di
spaventare un appassionato di horror "col callo"
come me piuttosto che considerare i molteplici difetti tecnici
e stilistici della pellicola. In effetti il plot è
confuso ed il regista si disinteressa di dipanare il mistero
che sta alla base dell'avvenimento che ha generato "il
rancore". La struttura temporale non lineare della
pellicola genera non poche difficoltà di comprensione
nello spettatore, soprattutto quello occidentale che già
ha il suo bel da fare nel ricordare volti e nomi giapponesi.
Il risultato è che Ju-On è una specie
di collage un po' troppo non lineare di ottimi momenti di
tensione che anche gustati così come sono fa piacere
(e paura!). Gli attori non fanno i numeri, così come
la fotografia non è memorabile...insomma nulla di
notevole sul piano tecnico. Le ricorsività stilistiche
tipiche del cinema d'orrore orientale ci sono tutte: capelli
lunghi, visi pallidi, rumori sinistri, presenza di bambini
e ambienti asettici, ma in Ju-On si respira una
vera atmosfera infestata da fantasmi maligni. Consiglio
spassionatamente questo piccolo prodotto grande nei risultati
che ha lasciato indifferenti coloro che si ostinano a paragonare
tutti i film orientali a Ringu
(basta con questa storia!...e comunque il film di Nakata
fa molto meno paura e non è che sia un capolavoro
di tecnica cinematografica). E' indiscutibile che certe
scene siano indimenticabili come la ragazza a letto sovrastata
dal fantasma capelluto ed affiancata dal bambino, il fantasma
sotto le lenzuola e la donna che scende le scale a mo' di
lucertola con tanto di rumore simile al digrignare di denti.
La presenza di Sarah Michelle Gellar (nota al pubblico per
uno dei ruoli più scarsi della storia dell'horror:
Buffy l'ammazza vampiri, una cagata immane) nel
remake USA di questa pellicola non fa che rendere ancor
più ridicola l'operazione e ne sottolinea l'inutilità.
Molti si dimenticheranno di guardare l'originale di Shimizu,
voi non fate altrettanto, mi raccomando.
NOTA IMPORTANTE: grandissima
confusione con la saga di Ju-On, occhio a non confondervi
con i titoli. Questa l'esatta cronologia:
Ju-on (2000), in inglese Ju-On: the Curse
Ju-on 2 (2000), in inglese Ju-On: The
Curse 2
Ju-on 3 (2002 nei titoli di coda [ed in questo
sito]), in inglese Ju-On: the Grudge (2003
nel resto del mondo)
Ju-on 4 (2003), in inglese Ju-On: The
Grudge 2
The Grudge (2004) quello americano.