TRAMA

Un pugno di soldati americani ed inglesi decidono di attaccare un campo tedesco in pieno deserto. Fanno un sacco di danni ma quando arriva il momento di darsi alla macchia vengono catturati dai Nazi. Brutta storia. Il campo di prigionia è gestito da un comandante omosessuale (Mitchel) e da una dottoressa lesbica e sadica (Leander), il che non è una buona premessa per il soggiorno dei prigionieri nel campo tedesco. Dopo alcune peripezie/torture, gli alleati decidono di evadere dal postaccio e si portano con loro la perversa dottoressa. La fuga nel deserto non sarà cosa facile. Neppure per lo spettatore.


KAPUT LAGER - Gli ultimi giorni delle SS
(ITALIA - 1976 - 82min - Colore)

di Ivan Kathansky [Luigi Batzella]

GENERE
NAZIPLOITATION
IN BREVE
Noiosissimo. Sadico per gli amanti dei film di guerra e troppo poco per quelli dei nazi-movies.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Frustatelo!" "E' già morto, signor Capitano" "Frustatelo ugualmente!"

Poveristico eros-svastica di Batzella che inizia in modo roboante ed esplosivo più di Salvate il soldato Ryan (1998)...ovviamente scherzo. Il regista comunque dà fuoco alle polveri con immagini di scene di guerra prese da suoi precedenti film: Quando suona la campana (1970) ma anche, come sostiene Marco Giusti, da Strategia per una missione di morte - Squadra d'azione...oro nero che però è del 1979 e quindi non si capisce come sia possibile. In verità il regista utilizzò per Strategia per una missione di morte immagini prese sia dal film I giardini del diavolo (1971) di Alfredo Rizzo che da Kaput Lager stesso e per quest'ultimo utilizzò quindi scene prese sia da Quando suona la campana che da I giardini del diavolo. Batzella razierà ancora i suoi film per il successivo e succulentissimo La bestia in calore (1977) assai più "meritevole". Comunque si può considerare questo film come la risposta italiana a Ilsa - la belva delle SS (1974) di Don Edmonds con una forte influenza del seguito di quest'ultimo, cioé Ilsa - La belva del deserto (1975) dello stesso regista. Pochi i momenti di vero sadismo: un'evirazione mal realizzata, un soldato che dovrebbe bere l'urina di un Nazi ma non lo fa; soprattutto la vera tortura la deve patire lo spettatore nel guardare la dottoressa Leander/Lessing che ha il viso fine come quello di un travestito ed un seno che mette angoscia. Sul versante sesso, poco erotismo e mal fatto; piuttosto molto pelame. I dialoghi sono o noiosi o deliranti o tristemente comici, come quando il comandante Mitchell abbracciando un travestito gli dice che "anche con un esercito di invertiti noi potremmo vincere la guerra". A proposito di quest'ultimo attore vi rimando a La croce delle sette pietre (1987) per una sua impagabile performance. Insomma, Kaput Lager è un pasticcio di una noia abissale che ha troppi elementi sadici per poter piacere agli appassionati dei film di guerra e troppo pochi per poter accalappiare l'attenzione degli appassionati del exploitation; il tutto, in più, è condito da dialoghi basic e da interpreti abborracciati. Il finale è buttato lì malamente con la telecamera fissa su una pala ed i piedi della dottoressa che non si comprende se lei debba scavarsi la propria buca o debba farlo per altri. Ma non mi aspettavo molto di più. Si tengano tutti alla larga tranne i webmaster con siti di recensioni di film di genere.

Conosciuto all'estero come Desert tigers o Achtung! the desert tigers (UK e USA), Erika, les derniers jours des SS (Francia), Wustenfusche Kennen Kein Erbarmen (Germania), Erika, De Laatse Dagen Van De SS (Olanda), Erika, la plus sadique des capos o La doctoresse du camp de la mort (Belgio)