LA FRASE dal
film: "Frustatelo!" "E'
già morto, signor Capitano" "Frustatelo
ugualmente!"
Poveristico eros-svastica di Batzella
che inizia in modo roboante ed esplosivo più
di Salvate il soldato Ryan (1998)...ovviamente
scherzo. Il regista comunque dà fuoco alle polveri
con immagini di scene di guerra prese da suoi precedenti
film: Quando suona la campana (1970) ma anche,
come sostiene Marco Giusti, da Strategia per una
missione di morte - Squadra d'azione...oro nero
che però è del 1979 e quindi non si capisce
come sia possibile. In verità il regista utilizzò
per Strategia per una missione di morte immagini
prese sia dal film I giardini del diavolo (1971)
di Alfredo Rizzo che da Kaput Lager stesso
e per quest'ultimo utilizzò quindi scene prese
sia da Quando suona la campana che da I
giardini del diavolo. Batzella razierà ancora
i suoi film per il successivo e succulentissimo La
bestia in calore (1977) assai più "meritevole".
Comunque si può considerare questo film come
la risposta italiana a Ilsa - la belva delle SS
(1974) di Don Edmonds con una forte influenza del seguito
di quest'ultimo, cioé Ilsa - La belva del
deserto (1975) dello stesso regista. Pochi i momenti
di vero sadismo: un'evirazione mal realizzata, un soldato
che dovrebbe bere l'urina di un Nazi ma non lo fa; soprattutto
la vera tortura la deve patire lo spettatore nel guardare
la dottoressa Leander/Lessing che ha il viso fine come
quello di un travestito ed un seno che mette angoscia.
Sul versante sesso, poco erotismo e mal fatto; piuttosto
molto pelame. I dialoghi sono o noiosi o deliranti o
tristemente comici, come quando il comandante Mitchell
abbracciando un travestito gli dice che "anche
con un esercito di invertiti noi potremmo vincere la
guerra". A proposito di quest'ultimo attore
vi rimando a La
croce delle sette pietre (1987) per una sua impagabile
performance. Insomma, Kaput Lager è
un pasticcio di una noia abissale che ha troppi elementi
sadici per poter piacere agli appassionati dei film di
guerra e troppo pochi per poter accalappiare l'attenzione
degli appassionati del exploitation; il tutto, in più,
è condito da dialoghi basic e da interpreti abborracciati.
Il finale è buttato lì malamente con la
telecamera fissa su una pala ed i piedi della dottoressa
che non si comprende se lei debba scavarsi la propria
buca o debba farlo per altri. Ma non mi aspettavo molto
di più. Si tengano tutti alla larga tranne i
webmaster con siti di recensioni di film di genere.
Conosciuto all'estero come Desert
tigers o Achtung! the desert tigers (UK
e USA), Erika, les derniers jours des SS (Francia),
Wustenfusche Kennen Kein Erbarmen (Germania),
Erika, De Laatse Dagen Van De SS (Olanda),
Erika, la plus sadique des capos o La doctoresse
du camp de la mort (Belgio)