Premettiamo che, come tutti gli shockumentary,
anche questo
The Killing of America non è
un prodotto destinato agli spettatori più impressionabili
e men che meno agli spettatori più giovani. A differenza
dei suoi "cugini" più infami (es.:
Faces
of Death o
Traces of Death), questo prodotto
riesce a limitare le immagini più violente e a iscrivere
l'horrore in un sistema narrativo di respiro un po' più
ampio, storico e decisamente più interessante. Alcuni
hanno paragonato questo film alla recente pellicola di Moore
(
Boowling at Coloubine, 2002) e questo è
dovuto al medesimo spirito critico nei confronti della dilagante
violenza negli States ed all'uso eccessivo delle armi. In
verità
Killing ha meno spessore rispetto
a
Bouling, è meno attuale e tende decisamente
all'exploitation. Il film presenta dei filmati tutti veri
e non ricostruiti, degli spezzoni mai distribuiti precedentemente
e delle interviste ai serial killers più famosi d'America.
Fra le cose più interessanti c'è di sicuro
una accurata ricostruzione dell'omicidio Kennedy con tanto
di filmato Zapruder e agghiaccianti particolari della morte
del presidente del popolo. La pellicola, oltre a presentare
altri fatti di rilievo politico, si incentra sulla vita
e sulle opere dei serial killers (Manson, Boundy, Kemper,
...) anche se spesso lo fa in maniera superficiale limitando
tutto a qualche immagine e a qualche intervista. Le immagini
più raccapriccianti riguardano dei morti suicidi
e gli scontri a fuoco fra polizia e criminali, scene in
cui la morte imminente delle persone è spiattellata
davanti agli occhi dello spettatore. Una delle scene che
elicita la maggior inquietudine nello spettatore e quella
di un uomo che tiene in ostaggio un altro puntandogli un
fucile a canne mozze contro la testa; il fatto di non sapere
come possa finire la storia, e la paura di vedere il sequestratore
esplodere il colpo contro il sequestrato genera molta ansia.
Consiglio la visione di questo film a coloro che vogliano
sperimentare il genere SHOCKUMENTARY senza però dover
rinunciare ad una struttura narrativa (come accade di solito)
e che desiderino poter guardare qualcosa di forte che possa
anche portare ad una riflessione sul declino della civiltà
occidentale. La scritta che vedete nella parte inferiore
della locandina (
Warning: this film...) non è
uno specchietto per le allodole ma un vero avvertimento:
non guardate questo film se siete impressionabili!