La Frase dal Film:
"Come si fa ad avere paura quando si vive sempre nel buio?"
Prima di tutto: titolo ingannatore. Questo unico film di Claudio Lattanzi non è un "killer animal horror", cioé non è uno di quei film in cui una qualche specie di animale impazzisce e inizia a fare fuori esseri umani; semplicemente all'inizio del film alcuni rapaci cavano un occhio ad un killer che ha appena ucciso un uomo ed una donna. Ok, c'è il plot che vede degli studenti di ornitologia alle prese con il loro oggetto d'interesse ma i volatili nel film risultano inoffensivi. Porta un po' fuori strada anche il titolo estero (Zombie 5) dal momento che sebbene dei morti viventi appaiano nella pellicola, non si può dire che Killing Birds sia un zombie-movie, cioè che la sua storia s'incentri sulla minaccia rappresentata dai resuscitati (neppure cannibali, poi). La scelta fu fatta per meri scopi distributivi, visto che gli zombie-movies italiani avevano riscosso successo all'estero. Il film si apre in modo crudo (e silenzioso, i primi dialoghi partono al decimo minuto) con un veterano che compie una strage famigliare e che finisce per subire la vendetta di alcuni rapaci che gli devastano gli occhi. Sembrerebbe che queste ed altre scene gore siano state girate direttamente da Joe D'Amato che il film l'ha prodotto (per la Filmirage); non è mai stato del tutto chiaro a quanta parte del progetto Massaccessi abbia messo mano direttamente. Il resto del film scorre fra banalità e alcuni momenti meglio riusciti, soprattutto quelli che hanno a che fare con l'arrivo dei morti viventi la cui origine non è chiarita per nulla; semplicemente la zona è maledetta e sputa dal, diciamo, Inferno questi esseri. Lieti di rivedere sullo schermo Lara Wendel (quella di Maladolescenza, 1977) questa volta vestita ma, aimé, doppiata in maniera scandalosa; inoltre il suo personaggio mi è risultato davvero antipatico. Sprecato Robert Vaughn che poteva essere utilizzato in più scene, tenuto conto che stiamo parlando di un attore nominato due volte agli Oscar; io però me lo ricordo solo in L'ultimo saluto al Commodoro, 1976, episodio della serie Colombo!. Decisamente brutta e fuori tema la musica composta da Carlo Maria Cordio: tonalità smiletate più opportune a una pellicola romantica. Vale poco questo Killing Birds, se non per le scene di sangue e per il rimando alle atmosfere horror anni '80; il punto al fear-level è decisamente regalato. Solo per nostalgici appassionati.
Noto all'estero come: L'attaque des morts-vivants (Francia), Killing Birds - Raptors (Germania), Zombie 5: Killing Birds (USA e UK).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il volatile che intendono studiare i protagonisti del film, ovvero il "picchio dal becco d'avorio", non è un'invenzione cinematografica. L'uccello, che ha nome scientifico Campephilus principalis principalis, vive negli USA. Per un periodo (dal 1972) lo si era creduto estinto ma nel 2005 ne sono stati avvistati degli esemplari. Ce ne rallegriamo.
La casa che si vede nel film (all'inizio) è la medesima usata in ...E tu vivrai nel terrore (L'Aldilà), 1981, di Fulci.
MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è
stregata, perché vai in cantina?!
Molte le incongruenze e le facilonerie; soprattutto una scena risulta insensata. Un ragazzo prende fuoco stile torcia umana, due suoi amici sono lì a guardare e uno dei due vorrebbe aiutarlo ma l'altro lo blocca dicendo che "ormai non possiamo fare niente". Ma come?! Il malcapitato è ancora in piedi che corre e urla, non è per terra morto! Per tanta insensibile insensatezza l'ustionato corre via e si dilegua (sempre in fiamme).