LA FRASE dal film:
"Wade, c'è una cosa che volevo dirti circa
ieri notte. Quella vecchia indiana, bé...Charles
non ha tradotto tutto quello che ha detto" "Che
vuoi dire?" "Bé, lei ha detto
che al volante di quella macchina non c'era nessuno"
Vidi questo film la prima volta quando
avevo circa cinque anni e mi rammento che alla fine mi dissero
che si era visto il diavolo ma io mi ero distratto e mi
ero perso l'immagine. A distanza di più di venti
anni ho visto tutto quello che c'era da vedere. Soddisfatto?
Mica tanto. C'è stato un periodo negli anni '70 in
cui si era ossessionati dalle macchine, sia a livello di
commedie (Il bandito e la “Madama”,
1977; Cannonball, 1976; La corsa più
pazza d'America, 1981), sia a livello horror (Duel,
1971; Incubo Infernale, 1980; L'autostrada
della morte, 1979), è quindi ovvio che qualcuno
arrivasse a produrre un film che, tagliando la testa al
toro, si chiamasse direttamente The Car. Pesantemente
debitore de Lo Squalo (1975) sia a livello di plot
che di ambientazione (passate da una spianata d'acqua ad
una di roccia), questa Macchina Nera potrebbe fare
la vostra felicità se state cercando qualche film
da secondo o terzo spettacolo, qualcosa di semplice ma funzionale
dal gusto ormai retrò. Il protagonista, James Brolin,
come gli altri interpreti, riesce ad essere abbastanza convincente
con quel suo volto ed il suo fare alla Burt Reynolds e possiamo
considerare questa prova d'attore come un riscaldamento
per il successivo e più puramente "pauroso"
Amityville Horror
(1979). All'inizio del film, nella tipica calma prima della
tempesta, c'è anche spazio per alcuni momenti di
intimità famigliare davvero ben riusciti e, per inciso,
uno dei pochi casi in cui uno dei due partners si rifiuta
di baciare l'altro appena sveglio causa alito mattutino...cosa
rara nei film! La pellicola per il resto si barcamena fra
momenti e spunti ben riusciti e idee non troppo felici.
Non fa un bell'effetto, per esempio, vedere delle immagini
velocizzate per dare l'impressione che gli automezzi vadano
più velocemente. D'altra parte la scena in cui la
macchina si avvicina pericolosamente alla finestra (vedi
sopra), il personaggio dell'amico alcolizzato, e soprattutto
l'idea non ovvia di utilizzare il villano del paese come
elemento decisivo per distruggere la macchina del diavolo
(e non farlo morire), sono elementi interessanti e non scontati.
Buona la fotografia e la location molto suggestiva, meno
buono lo score che sottolinea a prepotentemente alcuni momenti
quando sarebbe bastato creare un tappeto musicale più
inquietante ma meno invasivo; ma sarà il clacson
della Macchina a fare il resto. In conclusione, prodotto
senze molte pretese ma con una sua dignità. Buttateci
un occhio.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Per il film furono costruite 6 macchine
dalla Barris Kustoms con sede a Lynnwood, California. Una
macchina d'accaio e cinque repliche in fibra di vetro. Tre
repliche furono distrutte nella scena finale dell'esplosione
e altre due repliche furono distrutte nella scena del ribaltamento.
La macchina più solida era una Lincoln Mark III con
un differenziale 4.11 (non chiedetemi cosa voglia dire...io
riporto il dato), delle sospensioni pesanti, roll-bar, fiancate
rinforzate e vetri ambrati. Il tetto era ribassato e le
fiancate rialzate. Dodici meccanici costruirono la Macchina
Nera in 6 settimane.
In origine la Universal aveva approntato
un altro finale: alla fine, quando Wade dice "E'
tutto finito, Luke" il gruppo sente ancora il
motore della Macchina. Wade chiude gli occhi e prova a far
finta di nulla. Poi tutti sentono il clacson provenire da
ogni direzione e presto un tot di Macchine Nere accerchiano
gli uomini.