TRAMA
Gerald (Richard Carlson) deve abbandonare l'amata fidanzata Kitty (Veronica Hurst) per recarsi al castello di Craven. L'uomo non torna ma anzi rompe il fidanzamento con Kitty che a sua volta, non demordendo, si reca a Craven per cercare di capire cos'ha cambiato l'uomo che un tempo l'amava tanto. La soluzione sta nascosta al centro di un labirinto.
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IL LABIRINTO |
titolo
or.: The Maze -
USA - 1953 - 80min - b/n |
di William Cameron Menzies
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| GENERE |
HORROR |
| IN BREVE |
Scenografie ed atmosfere più che buone. Melodrammaticità, colpo di scena finale e spiegazioni non all'altezza. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"Gerald, un uomo non vive 200 anni" "No, Kitty, un uomo no. Ma alcuni tipi di anfibi sì"
Secondo film in 3D realizzato dal futuro scengorafo di Via Col Vento (1939) dopo Invaders from Mars (1953) che però non fu né progettato né filmato in 3D e quindi farebbe de Il Labirinto il primo film tridimensionale girato da Menzies. Che poi non è che m'interessa molto visto che comunque non l'ho visto in quel formato. Il Labirinto è una pellicola molto ben realizzata almeno a livello visivo, grazie ad una suggestiva fotografia e ad un ancor più riuscito lavoro scenografico prevedibilmente curato dallo stesso regista. Il castello di Craven in Scozia è come immerso in una fiaba oscura che nasconde pericoli mostruosi ad ogni dove e ovviamente la bella protagonista Kitty, "la gattina", segue il pericoloso filo del gomitolo in corridoi bui fino al labirinto del titolo che nasconde un segreto attorno al quale ruota tutto il mistero del film. La sceneggiatura del film, però non ha la stessa capacità di stregare delle immagini, rifacendosi a modelli melodrammatici tipici di quegli anni (e anche di quelli prima). Stessa cosa vale per lo spiegone finale con tutti i protaginisti del film che squadernano ogni pregresso segreto, senza però fare luce in effetti su tutti gli interrogativi aperti dal film. Il mistero della storia si risolve in una maniera non all'altezza delle premesse e il mostro nascosto nel labirinto non è propriamente la cosa più spaventosa immaginabile; dietro all'orrore nascosto nel labirinto del titolo ci sta una lacrimevole e bizzarra storia di genetica e solitudine. In effetti non male, tenuto soprattutto conto del budget di cui si dovette accontentare il regista. A conti fatti Il Labirinto potrebbe essere un film papabile per un remake moderno che sappia esaltare le atmosfere, sforbiciare sulla melodrammaticità e trovare una soluzione finale (leggasi mostro) un po' meno... palustre. Per chi ama i film che agli altri fanno venire sonno.
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