La Frase dal Film:
"What we're doing is an abomination and I'm not part of it, not anymore! God forgive us!"*
Mediocre horror il cui titolo, già di per sé, trae in inganno lo spettatore. Ci si aspetterebbe qualcosa di soprannaturale, dei fantasmi, dei morti viventi, invece il lago in questione è, oltre al cognome delle protagoniste, uno specchio d'acqua assai modesto (come il film, d'altronde) in cui fanno il bagno i belli e giovani protagonisti della pellicola, prima che dal nulla escano due energumeni che rendono palese a quali film Bessudo e il soggettista Coughlin abbiano fatto riferimento. Squallidamente derivativo o volutamente citazionista che sia, Lake Dead è un patchwork di tutti i clichés dei film alla Non aprite quella porta (1974), Wrong Turn (2003) e compagnia bella. Della famiglia isolata americana incestuosa e psicopatica pare che sia già stato detto tutto in decine di film precedenti, ma anche se si volesse recuperare il soggetto non mi pare che lo stile utilizzato da Bessudo sia il modo giusto, o se non altro il più accattivante per lo spettatore. Per essere il suo primo film, bisogna riconoscere al regista una certa cura nelle riprese ed alcuni omicidi davvero feroci ma tolti due o tre momenti, ciò che rimane è lo stranoto gruppetto di californiani più belli che furbi che si reca nel posto sbagliato. I clichés ci sono tutti: femmina tentatrice con maglietta eloquente che porta la scritta 'sinner' (peccatrice), chi fa sesso muore, i maniaci sono grandi e grossi e non curano l'igiene personale e dietro alle loro malefatte c'è la solita mamma da incubo psicanalitico. Lake Dead, una volta compreso il modello, è un massacro annunciato con l'immancabile 'final girl' che sull'orlo della morte ribalta le carte in tavola e sgomina i cattivi. Già, perché c'è anche tanto slasher style. Occorre davvero tanta pazienza, un mediocre gusto horror o poca esperienza con questo genere cinematografico per esaltarsi con Lake Dead che, riassumendo, ha da offrire due o tre scene splatter crude (vedi buco alle caviglie o colpo di piccone in faccia) e qualche bel corpo femminile. L'aggiunta di una scena di stupro non fa che aggiungere il 'fondamentale' apporto exploitation. In definitiva, prodotto per l'home video che farà molto poco parlare di sé, dedicato a coloro che amano l'horror low budget senza troppe riflessioni e senza sforzi di originalità. Come scrisse Sciascia: a ciascuno il suo.
* Trad: "Ciò che stiamo facendo è un abominio e io non faccio parte di questa cosa, non più! Dio ci perdoni!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 2.500.000 dollari ed è stato girato fra il 12 giugno e il 30 giugno 2006 al Sable Ranch di Santa Rita, e nella Simi Valley (entrambe California).