La Frase dal Film:
"Allora, ti piace il Texas?"
Tutti gli episodi della saga di Non
aprite quella porta si sono sempre disinteressati dei
plot del film che precedeva, creando episodi che avevano
la costante di Leatherface e di un gruppo di folli cannibali
nello sprofondo del Texas, tutto il resto (personaggi, locations,
...) poteva essere modificato in base alle necessità.
Lo stesso accade con questa terza istallazione che non va
confusa con l'italianissimo Non aprite quella porta
3 (1990) di Claudio Fragasso che scippa il titolo di
successo per proporre un thriller-horror di bassa lega.
Questo Leatherface: Non aprite quella porta III è
davvero fiacco ma la colpa va imputata ai giganteschi tagli
che hanno portato il film dall'essere un X rated (per il
troppo sangue) ad un "misero" R rated. Il fatto
che ci siano delle debolezze anche nel plot, nella sceneggiatura
o nella recitazione conta relativamente nel momento in cui
ogni omicidio visibile nel film viene compiuto in pratica
off-screen in modo da non mostrare nulla. Ciò che
rimane è, appunto, una pellicola molto vicina allo
stile del film per la tv con molte facilonerie da B-movie
e con l'unico personaggio interessante interpretato da Ken
Foree, che da quel di Zombi (1978)
non ha mai mollato il suo fucile per combattere mostri di
ogni sorta. I fans comunque sbottano, impossibilitati dal
vedere le nuove imprese di Leatherface (tornato crudele
dopo "le tenerezze" di Non
aprite quella porta - Parte 2, 1986) che in questo episodio
riceve in dono una motosega leziosa come la spada di Conan.
E' un dato di fatto, comunque, che il titolo del film sottolinea
il nome del demente con la faccia di pelle ma nella pellicola,
Leatherface non sembra avere un ruolo così rilevante
come ci si sarebbe aspettati, comunque non di più
di quello Benny (Ken Foree). Buono invece il nucleo famigliare
che presenta due nuove figure femminili (Mamma e bambina)
che donano un tocco in più di nichilismo. Il resto
rientra nel tutto già visto: sia per quanto riguarda
la paura, che per quanto concerne gli omicidi. La famiglia
cannibale simil-postnucleare sembra aver già detto
tutto quello che aveva da dire. Rimane il fatto che il giudizio
su questo film può variare sensibilmente in base
alla versione che avrete la possibilita di vedere: cut,
RR, o DC. La versione cut è di una noia mortale,
mentre quella del DVD in vendita in Italia (RR) è
più decente ma non abbastanza da ripagare la spesa
del DVD stesso. Non sconsigliato, ma anche l'appassionato
di horror può vivere senza.
La saga di Leatherface e famiglia è
composta da: Non aprite
quella porta (1974), Non
aprite quella porta - Parte 2 (1986), Leatherface:
Non aprite quella porta III (1990), Non
aprite quella porta 4 (1994), Non aprite quella porta - L'Inizio (2006). Remake nel 2003 col
titolo Non aprite
quella porta.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il DVD distribuito in Italia dalla Eagle
dura 81 minuti dal che si deduce che si tratta della versione
RR (R Rated), che è una delle più complete
ma non quanto quella DC (Director's Cut) rilasciata dalla
New Line, che dura 85 minuti, con tutte le scene tagliate
ed il finale alternativo. Nella versione DC la morte di
Ryan si svolge così: Tex descrive il dispositivo,
la bambina appare in scena e chiede agli altri di poter
usare il dispositivo, loro acconsentono e la ragazzina tira
la corda, quindi va a raccogliere con una tazza il sangue
che esce da Ryan e la offre a Leatherface che è seduto
al tavolo. Altre cose che si vedono sono: 1)Ken Foree che
spara col mitragliatore ed un dito staccato di netto con
un proiettile 2)La morte della ragazzina contro l'albero
per mano di Leatherface e della sua motosega 3) Leatherface
che disegna una "x" con il rossetto sulla fronte
di Michelle prima di riaccendere la motosega 4) Un primopiano
della pugnalata che la bambina infligge alla gamba di Michelle
5)Riprese dello spellamento di Ryan mentre è appeso
a testa in giù 6) Quando il benzinaio tira fuori
la testa del sacchetto per buttarla nello stagno, prima
la bacia. 7)Una nuova ripresa fatta alla pompa di benzina.
8) Leatherface viene colpito con la pietra 11 volte. Nel
finale alternativo (che era quello originale) Ken Foree
era morto e Michelle scorgeva la bambina viva in una macchina
della polizia.
La sega che si vede nel film, disegnata
da Robert Shaye, capo della New Line, pesava 36 Kg.
Lo script originale del film era molto
più violento e prevedeva una scena in cui un uomo
nudo appeso a testa in giù veniva segato in due.
Molte delle scene nello script vennero tagliate ma si dovette
procedere ad altri tagli alla fine delle riprese per evitare
l'X Rating.
E' l'unico film della saga a non essere
stato girato in Texas.
Tobe Hooper, il regista dell'originale
del 1974, doveva lavorare per questo film ma era impegnato
con il film Spontaneous Combustion - Il Figlio del Fuoco
(1990).
Ci doveva essere anche una scena in cui
Leatherface avrebbe mostrato il suo vero volto sfigurato.
La scena venne scartata ma la New Line tenne l'SFX poiché
voleva inserirlo nel quarto capitolo. Lo si vedrà
solo in Non aprite
quella porta del 2003.
Kane Hodder, che impersona Jason Voorhees
nei film della saga Venerdì 13, era il cordinatore
degli stuntmen in questo film.
La New Line pensò a Peter Jackson
per la regia.
Il ranch in cui si svolge l'azione è
così vicino al parco dei divertimenti Six Flags Magic
Mountain, che il regista Burr giura che in alcune scene
si possono sentire le grida della gente che andava sulle
montagne russe.
Viggo Mortensen non fu la prima scelta
dei produttori anche perché il suo provino non andò
bene, ma l'altro attore scelto fu licenziato, così
ripiegarono su Mortensen.