TRAMA

1904. Il monaco Kah del Tempio dei 7 vampiri d'oro va a piedi dalla Cina alla Transilvania per chiedere a Dracula (John Forbes Robertson) di ridare potere della sua terra risvegliando i 7 vampiri che sono dormienti, ma Dracula s'impossessa di Kah per riattivare la maledizione. Infatti, mentre Van Helsing (Peter Cushing) è in Cina in conferenza, viene avvicinato da Hsi Ching che gli chiede di aiutarlo a fermare i vampiri d'oro tornati in attività.


LA LEGGENDA DEI 7 VAMPIRI D'ORO
titolo or.: The Legend of the 7 Golden Vampires - UK - 1974 - 89' - Col.

di Roy Ward Baker e Cheh Chang (non accreditato)

GENERE
HORROR - ACTION
IN BREVE
Vampiri e Kung-fu. Bizzarro anzichenò!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "C'è uno sperduto villaggio nell'immenso centro della Cina su cui periodicamente si abbatte una maledizione allo spuntare della settima luna. Corrono brividi di paura, mentre si odono i lamenti sommessi delle anime in pena, ed il terrore si annida nel cuore degli abitanti. Si mormora la parola 'Vampiri' e tutti provano un autentico senso di orrore"

La Hammer aveva una saga per le mani che poteva rendere ancora soldi, ma lo stanco Christopher Lee, l'icona vampiresca della casa di produzione inglese, aveva affermato pubblicamente che avrebbe appeso il mantello al chiodo, cioé che non avrebbe interpretato più Dracula "se non per Zeffirelli". Lee si accontenterà di molto meno, in verità, tornando nei panni del vampiro in Dracula padre e figlio (1976) di Eduard Molinaro. In ogni caso alla Hammer mancava la star per portare avanti il carrozzone. Il trucco, come in Le Spose di Dracula (1960), fu quello di spostare il focus da Dracula a Van Helsing, interpretato dal validissimo Cushing, sempre presente agli appelli della Hammer. La cosa poi avrebbe portato ad una serie esotica (un nuovo film girato in India) che vedeva al centro dell'azione Van Helsing; andò tutto in fumo con la chiusura della casa di produzione. La mancanza di Lee venne inoltre aggirata dall'estemporanea presenza di un Dracula low-profile col rossetto sostituito sullo schermo in pochi minuti dal monaco Kah di cui viene posseduto il corpo. Ma, a parte la presenza o meno di Lee e la centralità del vampiro, La Leggenda dei 7 Vampiri d'Oro si distingue soprattutto per la (kung)fusion fra horror e arti marziali, un tentativo di rinnovare la produzione gotica inglese con un cinema che, almeno ai tempi, stava riscuotendo un notevole successo di pubblico nelle sale. Per tentare l'improbabile mix, la Hammer contattò il grande Sir Run Shaw, capoccia della Shaw Brothers, la più nota casa di produzione hongkonghese di film di arti marziali che nell'arco di un trentennio ('60/'80) generò una ridda di pellicole di pugni e calcioni ben assestati. Gli effetti di un melange-pop di tale portata non possono lasciare indifferenti, ad esempio i vampiri, notoriamente allergici alla croce in quanto prettamente anti-cristiani, nella fase dell'vampyre-kung-fu, se la prendono male anche alla vista dei monaci buddisti che notoriamente sono meno inclini al proselitismo ma che in caso di controversia teologica sanno dare dei tremendi calci volanti. Il risultato quindi, se non altro, è spassoso, benché lasci interdetti tutti coloro che, nel tempo, si erano affezionati alle sobrie atmosfere gotiche dell'horror british. Peter Cushing, infatti, rimane un po' in disparte durante le ben coreografate battaglie fra cinesi e vampiri, per poi dare la sua stoccata finale all'arma bianca al Dracula Robertson di dubbia efficacia. Anche le numerose scene di (seno) nudo che vedono delle graziose signorine orientali sfuggire alle grinfie dei demoniaci esseri non sembrano calzare alla perfezione con i toni inglesi dell'horror vampiresco, ma tant'è. Quindi La Leggenda dei 7 Vampiri d'Oro ricorda di più il wuxiapian* che il consueto horror Hammer e nella baraonda di armi e marzialità, un personaggio interessante come quello della ricca Vanessa Buren, nobildonna sensuale, arricchita ed annoiata che finanzia la spedizione e parla di Van Helsing come dell'acchiappa-vampiri, viene accantonato per fare largo a salti e capriole. Non male però la parentesi interracial relativa al figlio di Van Helsing che s'innamora della bella cinese Mei Kwei, che lava i piatti nei momenti di quiete ma che quanto serve pesta come un fabbro. Decisamente diverso dal solito, quindi consigliato per chi cerca cose diverse dal solito.

* Genere cinematografico prettamente cinese, secondo molti paragonabile all'occidentale "cappa e spada". Nel wuxiapian si racconta di personaggi mitici ed eroi epici della tradizione cinese, di cavalieri erranti e spadaccini volanti. (da wikipedia)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film fu girato fra l'ottobre 1973 e il dicembre dello stesso anno.

Il film è l'ultimo fra quelli Hammeriani di Dracula e segue: Dracula il vampiro (1958), Le Spose di Dracula (1960), Dracula principe delle tenebre (1965), Le amanti di Dracula (1968), Una messa per Dracula (1969), Il Marchio di Dracula (1970), 1972: Dracula colpisce ancora (1972), I satanici riti di Dracula (1973). Rifatto ad Hong Kong nel 2002 con il titolo Cacciatori di Vampiri.

Dopo aver letto la sceneggiatura, Christopher Lee rifiutò di partecipare al film nei panni di Dracula.

E' il primo film della Hammer in cui Dracula viene interpretato da un attore che non è Christopher Lee anche se Lee non era presente anche ne Le Spose di Dracula (1960) che di fatto non presentava del tutto il personaggio.

E' il quinto e l'ultimo film in cui Peter Cushing interpreta Van Helsing.

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