La Frase dal Film:
"Inglesi e Francesi hanno portato questa malattia
che impesta la nostra terra, con loro sono venuti i wendigo.
Era tutto previsto, atteso, e con i wendigo sarebbero venute
due sorelle, la rossa e la nera, e il loro amore e le loro
morti decideranno il destino"
Terzo film della saga che vede protagoniste
le due sorelle Ginger e Brigitte, per la precisione si tratta
di un prequel girato subito di seguito a Licantropia
Apocalypse; ecco perché entrambi riportano come
data di produzione il 2003, anche se alcuni (tra cui l'IMDB)
datano i due film al 2004, ma alla fine dei credits di entrambe
le pellicole si legge chiaramente 2003. La debolezza di
questa pellicola sta proprio nel porsi come prequel e quindi
nel suggerire al pubblico che guardando il film si possa
comprendere come e cosa sia avvenuto in passato che possa
aver portato ai tragici eventi narrati in Licantropia
Evolution (2000). Niente di tutto questo. Se visto
in quest'ottica il film ci perde di brutto perché
al di là di essere fondamentalmente disgiunto da
ciò che viene narrato nel film del 2000, Licantropia
è una reprise delle tematiche già viste nei
precedenti film con l'aggravante dell'appiattimento delle
dinamiche profonde trattate in quelli. Si è perso
in questo film l'impianto psicologico del trauma legato
alla pubertà, o se non altro è subordinato
ad un plot più canonico. A ben vedere si potrebbe
leggere la ferita subita da Brigitte con una tagliola ed
il versamento di sangue (trauma con cui iniziano tutte le
sventure delle due donne) come l'aggressione esterna della
femminilità sessualizzata rappresentata da una "vagina
dentata", ma questa è una rilettura psicanalitica
che rischia di essere davvero forzata. Per godere di questo
film occorre, dunque, prenderlo come un horror a se stante
e dare un valore aggiunto alla location ed al senso di isolamento
che trasmette. Location e situazione che fra l'altro ricordano
da vicino il film L'Insaziabile
(Ravenous, 1999), al di là di condividere
con esso il mito degli wendigo. Gli SFX sono ottimi e rispetto
alle "puntate" precedenti lo splatter aumenta.
Il patto di indissolubile fraternità fra Brigitte
e Ginger e tutto ciò che comporta sul piano dello
sviluppo della storia, è valido solo per coloro che
non si sono già sorbiti i primi due episodi e, dal
momento che le dinamiche fra le due appaiono un po' più
superficiali, questo continuo rifarsi alla sorellanza ha
stancato lo spettatore che conosce a menadito il legame
fra le protagoniste. Diciamo quindi che se non sapete nulla
di Ginger Snaps (2000) e volete vedervi un horror
diverso dal solito che si svolge in un luogo ed in un tempo
diverso dal solito, Licantropia potrebbe fare al
caso vostro. Tra l'altro il film in sé è ben
confezionato e le prove degli attori sono convincenti anche
se questa volta l'attrice Perkins (Brigitte) non può
dar fondo alle sue doti recitative già viste altrove.
Per il piacere di molti fans in questo terzo episodio finalmente
Ginger si spoglia e solo per i tuoi occhi si alza
dal letto ignuda...ma si vede ben poco. Fra qualche tocco
action, qualche scena splatter e pochi momenti di paura
la pellicola si lascia guardare e si configura come un horror
non male per una Blockbuster night ma nulla più.
La cosa migliore rimane l'ambientazione selvaggia e la cultura
indiana che però come al solito è ridotta
a mero folklore, come se gli Indiani d'America non facessero
altro che stare seduti in una grotta a vaticinare buttando
polvere pirica nel falò e calandosi di allucinogeni.
La trilogia, distribuita e titolata in
Italia in modo confuso, comprende: Licantropia
Evolution (Ginger Snaps, 2000), il sequel Licantropia
Apocalypse (Ginger Snaps: Unleashed, 2003),
e il prequel Licantropia (Ginger Snaps Back
- The Beginning, 2003).