TRAMA

Brigitte (Emily Perkins) è scappata ma ora un licantropo le dà la caccia mentre il fantasma di sua sorella Ginger (Katharine Isabelle) la tormenta. Un'overdose di acconito, che lei usa per tenere sotto freno la mutazione, la porta ad essere rinchiusa in un centro riabilitativo nel quale i medici la prendono per una tossica. L'unica amica è la piccola ed eccentrica Ghost (Tatiana Maslany) che sembra credere alla sua storia e desidera aiutarla a scappare.


LICANTROPIA APOCALYPSE
(titolo or.: Ginger Snaps: Unleashed - CANADA - 2003 - 94min - Colore)

di Brett Sullivan

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
La licantropia come metafora assume nuovi connotati alla luce della diversa personalità dell'interprete
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ad ogni azione seguono delle conseguenze, altrimenti si crea confusione"

Il primo Ginger Snaps (2000) ricevette un ottimo ritorno da parte del pubblico nonostante si trattasse di una platea un po' underground dal momento che il film non potè giovarsi della proiezione in molte sale e di un'ampia diffusione all'estero (Italia su tutti). In questo secondo episodio il desiderio femminile ed il traumatico passaggio dall'infanzia all'età adulta viene riesiaminato, naturalmente sempre utilizzando la metafora della licantropia. Emily Perkins (nel film Brigitte) riesce ancora ad offrire un'interpretazione potente nei panni di una giovane donna scossa e tormentata, e la sua tecnica recitativa molto naturale regge bene sia nei silenzi che nelle scene più concitate e dal momento che Ginger (Katharine Isabelle) non c'è più, o compare solo in pochi momenti, la Perkins deve portare sulle sue spalle tutto il film. Ci riesce alla grande, anche grazie all'aiuto della comprimaria Tatiana Maslany (nei panni della piccola Ghost), che propone invece una recitazione meno naturale, forse manieristica, ma comunque notevole, tenuto soprattutto conto dell'età dell'attrice. Nel film la dimensione gotica si fa più marcata rispetto all'episodio precedente e si esplicita in nella locations dell'ospedale, pieno com'è di corridoi abbandonati, di finestre sporche e, in complesso, di un'atmosfera avulsa dal tempo e dallo spazio (anche i personaggi adulti del film mancano di dimensione sociale: chi sono? da dove vengono?...). Queste ambientazioni vengono ben utilizzate dal regista Sullivan che, grazie anche ad un montaggio più dinamico rispetto al film del 2000 (e rispetto alla media delle produzioni canadesi), costruisce un film migliore del predecessore, almeno dal punto di vista tecnico. A livello di lettura narrativa, con lo spostamento del focus da Ginger a Brigitte, si nota come il medesimo processo (la metamorfosi) assuma una fenomenologia differente come differenti in effetti sono le due sorelle. Brigitte è perseguitata da un licantropo che può essere considerato una proiezione esterna del proprio istinto represso e negato, e contemporaneamente deve combattere contro la medesima minaccia che cova nel suo corpo. Mentre il film del 2000 si concentrava più sull'inizio del ciclo mestruale come chiave di liberazione della "bestia interna" del desiderio sessuale (essendo Ginger personaggio già di per sé più erotizzato), il focus traumatico di Brigitte si esplicita con la tossicodipendenza e con l'automutilazione. Brigitte ha bisogno di iniettarsi di continuo acconito per trattenere "il suo lupo", nonchè necessita di annotare la velocità di autoguarigione dopo essersi volontariamente tagliata. Non è un caso che tutto ciò faccia il paio con i reali casi di donne che ricorrono all'automutilazione per controllare la propria angoscia e alle anoressiche che hanno dei diari in cui registrano i loro "progressi" dietologici. Riprendendo la citazione indicata nella recensione di Licantropia Evolution, si può dire dunque che la tematica base che pervade la sorte delle due sorelle è che la sessualità nell'adolescenza ed il corpo femminile venga costruito dal fuori, qualcosa che è imposto dal mondo esterno, imposizione in pratica rappresentata da licantropo persecutore. E' per questo, giustamente, il motivo per cui si sotiene da più parti che il film abbia una forte connotazione femminista, non solo per il fatto che le protagoniste siano femmine. In complesso un buon film, con qualche momento di paura, di erotismo (la terapia di gruppo che sfocia in una masturbazione collettiva allucinata), di splatter e d'azione. Per certi versi anche migliore del primo. Sicuramente più nichilista in rapporto alle donne dal momento che nessuna, in questo film, viene inquadrata in maniera positiva.

La trilogia, distribuita e titolata in Italia in modo confuso, comprende: Licantropia Evolution (Ginger Snaps, 2000), il sequel Licantropia Apocalypse (Ginger Snaps: Unleashed, 2003), e il prequel Licantropia (Ginger Snaps Back - The Beginning, 2003).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato poco più di 3 milioni di dollari USA.

Il film che Brigitte vede in clinica è Nothing (2003) diretto da Vincenzo Natali (regista di Cube, 1998) che aveva curato lo storyboard di Licantropia Evolution (2000).

Negli scores finali si legge "No animals or werewolves were harmed during the making of this film", cioé "Nessun animale o licantropo è stato ferito durante la lavorazione di questo film".

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