LA FRASE dal
film: "Mi ricordo di aver visto una
lucertola con la pelle di donna" "Che schifo!"
"Ma no, era stupenda!"
La regia c'è ed è buona.
Le suggestioni lesbo ed i quadretti sexy della Londra
freakettona e "acida" hanno il loro fascino.
Split screen e dimensione onirica sono tocchi non male.
Eppure il film si arena su una trama di complessità
esagerata che fa di Una lucertola con la pelle di
donna un film più thriller che horror, più
giallo che giallo all'Italiana. Poco sangue, poca tensione,
molto intrigo. Va pur detto che la tetta (rifatta...ma
dov'è andata nel 1971?) della Strindberg che
si becca una pugnalata, e i cani vivisezionati nella
clinica sono elementi forti che mai troverebbero spazio
in un banale giallo. Ma a furia di ribaltare gli assunti
e di complicare la trama al fine di stupire lo spettatore,
la verosimiglianza del racconto va a farsi benedire
e anche questo è qualcosa che non troverebbe
spazio in un banale ma buon giallo. In effetti vien
da pensare, come suggerisce Mereghetti (nel dizionario
dei film 2004), che se Fulci avesse continuato sulla
pista onirica, interessante e ben realizzata come le
immagini di una moltitudine nuda attraversata dalla
Bolkan in pelliccia, probabilmente non si sarebbe fatto
fagocitare da un plot così intricato. Comunque
la pellicola non annoia ed una volta iniziata non costa
fatica soddifare la curiosità di scoprire cos'è
accaduto davvero in casa Durer. Bravi gli attori; la
Bolkan e la Strindberg si concedono generose agli occhi
della mdp. Interessanti le musiche di Morricone e buoni,
nonostante ciò che dice Mereghetti, gli SFX di
Rambaldi. Consigliato agli amanti del genere che amano
l'intreccio e meno la paura.
Noto all'estero come: A lizard
in woman's skin o Schizoid (USA e UK),
Una lugartija con piel de mujer (Spagna), Le
venin de la peur carole (Francia).