La Frase dal Film:
"Addio viaggio!"
Leggiamo cosa dice il regista: "La
protagonista del film doveva essere una donna realmente
in grado di calarsi in una licantropa... Annick Borel, non
truccata, era incredibilmente simile a un lupo (complimentoni!).
La trovai in Svizzera, era un'aspirante attrice amica
di un produttore. Le feci un provino e scrissi la sceneggiatura
apposta su di lei. Non credo che nessuno abbia mai trattato
il tema della licantropia col mio stesso rigore scientifico.
Io non sono caduto nel tranello di portare sullo schermo
gli ululati. Ho preso il passato ancestrale del personaggio,
una condizione di vita frustrante nella sessualità,
in più ho voluto inserire l'elemento naturalistico:
la luna piena"* Messa giù così sembra
di trovarsi davanti ad un capolavoro, in verità La
lupa mannara è troppo intriso di elementi poveristici
e sessuali per poter essere preso sul serio, anche se, va
detto, l'approccio psicodinamico/medico al posto di quello
puramente folkloristico non è malaccio. Ma è
una goccia nel mare. Il film passa dall'essere all'inizio
un horror, sconfina nel thriller/drama, per poi approdare
al rape&revenge, in quest'ultimo frangente rendendosi
anche interessante. Il "vero" sangue si limita
a poche scene (un'accettata, una forbiciata, qualche morso)
mentre il resto della pellicola si assesta sul nudo di varie
attrici, sulle urla disumane della Borel (forse erano meglio
gli ululati), sulla musica funky da pornazzo. Non si offre
molto altro allo spettatore per poter tenere desta la sua
attenzione e anche la paura (se di paura si può parlare)
si limita ad una sola scena in cui in una stanza appare
una donna sderenata. Pessimo il trucco da lupa mannara applicato
alla protagonista: naso da cane sulla faccia (foto a sx)
e mammelle pelose. Imperdibile. La sequela di disgrazie
che perseguita Daniela Nasseri è inverosimile e il
film finisce in una maniera davvero insoddisfacente. Se
volete vedere un bel film sui lupi mannari questo non è
quello che fa per voi e se voleste vedere un film erotico
La lupa mannara non offre "abbastanza".
Qualcosa si salva, ok, ma anche se non sconsigliato, questo
film rimane una chicca per i trash-seekers.
*In Nocturno
citato in M. Giusti, Stracult - dizionario dei film
italiani, Frassinelli, 2004, p.460-461.
Noto all'estero come: Werewolf
woman (Internazionale), Naked Werewolf woman
(UK), La louve sanguinaire (Belgio), La
louve se dechaine (Francia), Aullidos de terror
(Spagna), La loba (Venezuela), Terror of
the she-wolf o The Legend of Wolfwoman
(USA).
MI VUOI COGLIONARE?!
ovvero...Se la casa è stregata,
perché vai in cantina?!
Ci sono alcune scene di un ridicolo assoluto,
tipo quella in cui la protagonista pronuncia la frase citata
all'inizio della recensione. Vedere per credere.
Non può mancare la solita scena
della protagonista che spia da una porta socchiusa due persone
che scopano. Alla fine della scena, se notate, una mosca
si va a posare sul vestito di Annik Borel...e indovinate
in che zona!?
A letto all'ospedale la Borel è
nuda, o meglio, non ha le mutande. Perché?
Siamo in ospedale. La lupa mannara urla
in preda allo sclero: gli si contano le otturazioni in bocca.
6 solo sull'arcata superiore!