TRAMA

Daniela Nesseri è stata violentata da piccola e quindi odia i maschi. In più una sua ava era una licantropa. Fai due più due ed ottieni un disturbo psicologico per cui Daniela, durante le notti di luna piena, "diventa" una licantropa assassina (ma non si limita agli uomini). Dopo aver fatto fuori un tot di gente, essere stata ricoverata ed aver ucciso ancora, Daniela fugge dall'ospedale psichiatrico e incontra un bravo ragazzo col quale ritrova la serenità. Ma un'altra tragedia attende Daniela dietro l'angolo e la sua mente piomberà di nuovo nel delirio.

 


LA LUPA MANNARA
(ITALIA - 1976 - 100min - Colore)

di Rino De Silvestro

GENERE
HORROR - R&R - EROTIC
IN BREVE
Versione trash erotica del lupo mannaro in chiave medica e/o psicologica. Un gran casino. E' anche un R&R.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Addio viaggio!"

Leggiamo cosa dice il regista: "La protagonista del film doveva essere una donna realmente in grado di calarsi in una licantropa... Annick Borel, non truccata, era incredibilmente simile a un lupo (complimentoni!). La trovai in Svizzera, era un'aspirante attrice amica di un produttore. Le feci un provino e scrissi la sceneggiatura apposta su di lei. Non credo che nessuno abbia mai trattato il tema della licantropia col mio stesso rigore scientifico. Io non sono caduto nel tranello di portare sullo schermo gli ululati. Ho preso il passato ancestrale del personaggio, una condizione di vita frustrante nella sessualità, in più ho voluto inserire l'elemento naturalistico: la luna piena"* Messa giù così sembra di trovarsi davanti ad un capolavoro, in verità La lupa mannara è troppo intriso di elementi poveristici e sessuali per poter essere preso sul serio, anche se, va detto, l'approccio psicodinamico/medico al posto di quello puramente folkloristico non è malaccio. Ma è una goccia nel mare. Il film passa dall'essere all'inizio un horror, sconfina nel thriller/drama, per poi approdare al rape&revenge, in quest'ultimo frangente rendendosi anche interessante. Il "vero" sangue si limita a poche scene (un'accettata, una forbiciata, qualche morso) mentre il resto della pellicola si assesta sul nudo di varie attrici, sulle urla disumane della Borel (forse erano meglio gli ululati), sulla musica funky da pornazzo. Non si offre molto altro allo spettatore per poter tenere desta la sua attenzione e anche la paura (se di paura si può parlare) si limita ad una sola scena in cui in una stanza appare una donna sderenata. Pessimo il trucco da lupa mannara applicato alla protagonista: naso da cane sulla faccia (foto a sx) e mammelle pelose. Imperdibile. La sequela di disgrazie che perseguita Daniela Nasseri è inverosimile e il film finisce in una maniera davvero insoddisfacente. Se volete vedere un bel film sui lupi mannari questo non è quello che fa per voi e se voleste vedere un film erotico La lupa mannara non offre "abbastanza". Qualcosa si salva, ok, ma anche se non sconsigliato, questo film rimane una chicca per i trash-seekers.

*In Nocturno citato in M. Giusti, Stracult - dizionario dei film italiani, Frassinelli, 2004, p.460-461.

Noto all'estero come: Werewolf woman (Internazionale), Naked Werewolf woman (UK), La louve sanguinaire (Belgio), La louve se dechaine (Francia), Aullidos de terror (Spagna), La loba (Venezuela), Terror of the she-wolf o The Legend of Wolfwoman (USA).

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Ci sono alcune scene di un ridicolo assoluto, tipo quella in cui la protagonista pronuncia la frase citata all'inizio della recensione. Vedere per credere.

Non può mancare la solita scena della protagonista che spia da una porta socchiusa due persone che scopano. Alla fine della scena, se notate, una mosca si va a posare sul vestito di Annik Borel...e indovinate in che zona!?

A letto all'ospedale la Borel è nuda, o meglio, non ha le mutande. Perché?

Siamo in ospedale. La lupa mannara urla in preda allo sclero: gli si contano le otturazioni in bocca. 6 solo sull'arcata superiore!

exxagon fecit MMVI