Raro caso di uomo lupo all'italiana che, scorrazzando per un collegio femminile (come recita il titolo USA: A Werewolf in a girl's dormitory), sembra promettere un certo sollazzo di compensazione dato che, per l'età della pellicola, probabilmente si vedrà ben poco sangue. In effetti Paul Heusch, non il cineasta più grande di sempre, riesce ad intessere una storia sufficientemente interessante e di buon gusto estetico, soprattutto aiutata dal bianco e nero curato da George Patrick. Nulla di esaltante però per questo film dalle forti venature thriller-mystery, e se non si è del "mestiere" non è improbabile che cali l'abbiocco fra un'aggressione e l'altra del lycanthropus. L'ambientazione satura di donne garantisce qualche sottile ed elegante suggestione erotica (vedi ragazza sdraiata a letto che si stiracchia), mentre l'elemento horror è ovviamente tutto mediato dal mostro del titolo, realizzato con un makeup semplice ma efficace. La storia si snoda con un buon senso di mistero ed un interessante assortimento di personaggi alcuni dei quali, per il loro sinistro atteggiamento, dovrebbero depistare le previsioni dello spettatore. Presente all'appello il mitico Luciano Pigozzi, il Peter Lorre di noi altri, nei panni del custode. La recitazione degli attori è formale e la regia di Huesch si mantiene a livelli di funzionalità al servizio dello sviluppo degli eventi con qualche guizzo d'azione e qualche momento genuinamente inquietante (ma non dimenticatevi che siamo sempre nel '61). L'atmosfera sinistra è tenuta in tono dallo score musicale di Armando Trovajoli sotto pseudonimo. Personalmente non è un film che sentirò il bisogno di rivedere una seconda volta in vita mia, però è una pellicola assolutamente dignitosa che sa palesare senza troppe difficoltà le proprie qualità. Forse il titolo rema un po' contro. Comunque per patiti del genere.
Noto all'estero come: I married a Werewolf (UK), Werewolf in a Girl's Dormitory o Ghoul in a Girl's Dormitory o Monster Among the Girls (USA, 1961), Bei Vollmond Mord (Austria), O Lobisomem no Quarto das Garotas (Brasile), Monstre aux filles (Francia).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Barbara Lass fu la moglie del noto regista Roman Polanski dal '59 al '62. Nata in Polonia il primo giugno 1940, col nome Barbara Lass-Kwiatkowska, eliminò la seconda parte del suo cognome per evitare imbarazzi lessicali al pubblico. E' morta di un collasso improvviso il 6 marzo del 1995 al concerto della leggenda dello swing Al Porcino che si teneva a Monaco. E' sepolta al cimitero Rakowicki di Cracovia.