La Frase dal Film:
"Se sono pazzo, cos'è questo? Se non è
il lobo di un orecchio, cos'è? Dimmi cos'è!"
Dopo aver passato anni a lavorare come
assistente alla regia per il padre Mario, Lamberto Bava
alla fine solo alla regia sforna questo Macabro,
un horror d'atmosfera che rientra nel sottogruppo degli
horror italici in cui attori italiani vestono i panni di
Americani degli USA meridionali (vedi anche E
tu vivrai nel terrore! L'Aldilà, 1981; Apocalisse
Domani, 1980). Lamberto Bava parlando della storia
produttiva del film disse: "Mi chiamò Pupi
Avati, che io non conoscevo, e mi chiese se potevo fare
un film con lui. Io pensavo di dovergli fare da aiuto, ma
poi capii che l'avrei diretto io. Lo scrivemmo "alla
Avati", in quattro attorno alla scrivania, e subito
dopo il trattamento fu portato alla distribuzione, che lo
accettò. In un mese e mezzo mi trovai a dare il primo
ciak a un film nato da un articolo di giornale"*.
In effetti il film si basa solo vagamente su un fatto di
cronaca realmente avvenuto scovato da Avati ed è
innegabile che l'apporto del regista sia ben evidente soprattutto
nella messa in scena dell'orrore che si cela sotto uno strato
di normalità borghese. Il film si sviluppa lento
e malsano con "venature" gotiche e, a parte le
riprese in esterna a New Orleans, l'atmosfera decadente
richiama alla memoria lo stesso impatto visivo de La
casa dell'esorcismo (1973) di Bava padre (fra l'altro
un'altra riflessione sulla necrofilia). A proposito della
lentezza del film, che per alcuni sconfina in una noia incommensurabile,
mi sento di dire che piuttosto si tratta di un horror che
ha i suoi punti di forza nell'atmosfera piuttosto che sul
sangue ed infatti si tratta dell'horror meno splatter di
Lamberto Bava. Alcune scene gore che non sto a dirvi, nonché
un finalone shock davvero pregevole (e non insensato, dal
momento che Bava non voleva fare un film relistico), stanno
lì a risarcire la pazienza spesa. Gli attori sono
tutti validi e si segnala la presenza di Bernice Steigers
(La città delle donne, 1980), moglie del
regista Mike Newell, con un viso inquietantissimo sia nei
momenti di calma che in quelli di delirio; Veronica Zinny
(sorella dell'attore di horror Urbano Barberini) con una
faccia peggio di quella della "madre" Steigers;
Stanko Molnar (La
casa con la scala nel buio, 1983) nei convincenti
panni di un givane cieco. In un escalation di delirio ed
orrore (il che si esprime anche con il passaggio dalle iniziali
immagini mondane della città alle clausrofobiche
riprese in casa), Macabro si delinea come un film
di paura sotto tono rispetto alle efferatezze tipiche dell'horror
italico del decennio '80. Poco male, anzi, molto meglio
di altre pellicole più note della stessa decade.
Da vedere.
*da Spaghetti Nightmares
citato in Giusti, Dizionario dei film italiani,
Frassinelli, 2004, p.463).
Noto all'estero come: Baiser macabre
o Delirium (Francia), Frozen Terror (USA),
Macabre (UK).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
La villa dove si svolgono i fatti è
quella di Claretta Petacci a Salò.
Il film è bandito in Norvegia e
Finlandia.