TRAMA

Jane (Bernice Stegers) ha un amante che frequenta di nascosto in una villa abitata da un ragazzo cieco (Stanko Molnar) e da sua madre. Dopo un incidente stradale in cui muore questo amante, Jane finisce all'ospedale psichiatrico e viene lasciata dal marito. Uscita dall'ospedale va ad abitare nella villa un tempo alcova d'amore. Il ragazzo cieco, ormai solo, rimane molto sorpreso dai rumori che sente provenire dal piano di sopra, dove sta la camera di Jane. Sembra che la donna, di notte, ospiti un uomo e con esso faccia l'amore.


MACABRO
Italia - 1980 - 75min - Colore

di Lamberto Bava

GENERE
HORROR
IN BREVE
Bel horror psicologico che punta più sull'atmosfera che sul sangue. Genuinamente inquietante.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Se sono pazzo, cos'è questo? Se non è il lobo di un orecchio, cos'è? Dimmi cos'è!"

Dopo aver passato anni a lavorare come assistente alla regia per il padre Mario, Lamberto Bava alla fine solo alla regia sforna questo Macabro, un horror d'atmosfera che rientra nel sottogruppo degli horror italici in cui attori italiani vestono i panni di Americani degli USA meridionali (vedi anche E tu vivrai nel terrore! L'Aldilà, 1981; Apocalisse Domani, 1980). Lamberto Bava parlando della storia produttiva del film disse: "Mi chiamò Pupi Avati, che io non conoscevo, e mi chiese se potevo fare un film con lui. Io pensavo di dovergli fare da aiuto, ma poi capii che l'avrei diretto io. Lo scrivemmo "alla Avati", in quattro attorno alla scrivania, e subito dopo il trattamento fu portato alla distribuzione, che lo accettò. In un mese e mezzo mi trovai a dare il primo ciak a un film nato da un articolo di giornale"*. In effetti il film si basa solo vagamente su un fatto di cronaca realmente avvenuto scovato da Avati ed è innegabile che l'apporto del regista sia ben evidente soprattutto nella messa in scena dell'orrore che si cela sotto uno strato di normalità borghese. Il film si sviluppa lento e malsano con "venature" gotiche e, a parte le riprese in esterna a New Orleans, l'atmosfera decadente richiama alla memoria lo stesso impatto visivo de La casa dell'esorcismo (1973) di Bava padre (fra l'altro un'altra riflessione sulla necrofilia). A proposito della lentezza del film, che per alcuni sconfina in una noia incommensurabile, mi sento di dire che piuttosto si tratta di un horror che ha i suoi punti di forza nell'atmosfera piuttosto che sul sangue ed infatti si tratta dell'horror meno splatter di Lamberto Bava. Alcune scene gore che non sto a dirvi, nonché un finalone shock davvero pregevole (e non insensato, dal momento che Bava non voleva fare un film relistico), stanno lì a risarcire la pazienza spesa. Gli attori sono tutti validi e si segnala la presenza di Bernice Steigers (La città delle donne, 1980), moglie del regista Mike Newell, con un viso inquietantissimo sia nei momenti di calma che in quelli di delirio; Veronica Zinny (sorella dell'attore di horror Urbano Barberini) con una faccia peggio di quella della "madre" Steigers; Stanko Molnar (La casa con la scala nel buio, 1983) nei convincenti panni di un givane cieco. In un escalation di delirio ed orrore (il che si esprime anche con il passaggio dalle iniziali immagini mondane della città alle clausrofobiche riprese in casa), Macabro si delinea come un film di paura sotto tono rispetto alle efferatezze tipiche dell'horror italico del decennio '80. Poco male, anzi, molto meglio di altre pellicole più note della stessa decade. Da vedere.

*da Spaghetti Nightmares citato in Giusti, Dizionario dei film italiani, Frassinelli, 2004, p.463).

Noto all'estero come: Baiser macabre o Delirium (Francia), Frozen Terror (USA), Macabre (UK).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

La villa dove si svolgono i fatti è quella di Claretta Petacci a Salò.

Il film è bandito in Norvegia e Finlandia.

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