LA FRASE dal film:
"Dalla camicia di forza alla tonaca il passo è
breve"
Uno strano giallo all'italiana questo di
Crispino, che per la prima metà mostra scene forti
e si discosta dal modello argentiano. Le immagini nella
morgue gli hanno valso una certa fama all'estero (nonché
il titolo Autopsy) ma le autopsie sono finte così
come i cadaveri. Sono però vere le immagini in bianco
e nero dei morti e sono weirdissime le allucinazioni che
Simona patisce all'obitorio, nonché la tentata violenza
carnale da parte di un collega patologo (Ernesto Colli)
al quale, come direbbe Paulo Roberto Cotechiño, scoppia
la punta. Nella seconda parte il film si ridimensiona parecchio
e si impantana in un plot poco originale. Mimsy Farmer è
sempre brava e bella anche se meno spaurita e frastornata
rispetto alla prova data ne Il
profumo della signora in nero (1974), ruolo a lei forse
più congeniale, comunque si concede generosa alla
telecamera ma non aspettatevi nulla di fortemente erotico.
Primus e Lovelock non sono memorabili (soprattutto il primo
nelle vesti di prete) ma non sfigurano. Buono invece lo
score di Morricone ed i momenti in cui le immagini dei brillamenti
solari (e non delle macchie!) fanno presagire il peggio,
che comunque spesso non avviene. Tolte le prime scene più
weird e gore, fra le quali, oltre alle sopracitate, vale
la pena di segnalare il volto deturpato e ricostruito dell'amante
del padre di Simona (vedi immagine sopra), il film si siede,
come già detto, e diventa in definitiva anche un
po' noioso; anche il finale (che non rivelerò qui)
non avvince particolarmente data la sua prosaicità.
Nella seconda parte i momenti più tesi si respirano
nella scena al museo in cui Mimsy/Simona viene braccata
e chiusa in una stanza dall'assassino. Crispino alla sua
seconda prova come regista "di paura" (ricordo
il precedente L'etrusco
uccide ancora, 1972) tenta e riesce nella costruzione
di un giallo all'italiana un po' diverso dal solito, se
non altro a livello di gore; ha la mano ferma sulla telecamera
e meno sulla sceneggiatura e sul soggetto, ma gli attori
riescono bene nelle parti ed il risultato finale, se non
memorabile è sicuramente godibile. A molti (soprattutto
oltre oceano) è piaciuto molto. Buttateci un occhio.
Noto all'estero come: Autopsy
(USA e UK), The victim, Tension (Spagna),
Frissons d'horreur (Francia).
MI VUOI
COGLIONARE?! ovvero...Se
la casa è stregata, perché vai in cantina?!
Molta carne al fuoco in questo film
a livello di plot, il che significa anche molte incongruenze
ed insensatezze. Ad esempio: perché il prete
deve guidare la macchina come un disperato per raggiungere
il luogo del delitto? Per far capire che era un pilota
da corsa? Per far far sembrare il suo personaggio ancor
più ambiguo? Forse.
A Simona viene in mente che la donna
suicidatasi aveva un buco sulla pelle e quindi era stata
drogata. Io dubito che in un'autopsia fatta ad una persona
che non si sa se si è suicidata od è stata
uccisa non si eseguano di routine gli esami tossicologici.
Sarà.
Un collezionista di libri non scriverebbe
mai nulla su un'antichissima copia della Bibbia. Men che
meno il proprio testamento. Ne rovinerebbe il valore. Ma
poi: ti sembra un posto adatto?
Com'è che nel museo criminale
le armi sono cariche? Il fucile lo ha caricato l'assassino?
Ma se Simona non avesse toccato la mano del manichino
non avrebbe mai sparato. Ummm...ho solo una risposta:
Macchie Solari!