TRAMA

Un aumento dei suicidi causati dalle macchie solari (ma nel film si mostrano dei brillamenti solari, che non sono la stessa cosa, vabbé...) dà un sacco di lavoro ai patologi della Città Eterna. Fra questi c'è Simona, una dottoressa che sta lavorando ad una tesi sulla differenza fra suicidio vero e simulato. Simona, fra le altre cose, è disturbata da allucinazioni in cui i cadaveri si alzano dal tavolo autoptico e si accoppiano. Un bel giorno viene trovata sulla spiaggia la vittima di un suicidio (indovinate chi è il bagnino che la trova? Lo stesso di Sapore di Mare, 1983) e Simona la riconosce come l'amante di suo padre. Il fratello della morta, un prete con un passato misterioso, crede che la sorella sia stata uccisa e le ricerche di Simona sembrerebbero puntare nella stessa direzione.


MACCHIE SOLARI
(ITALIA - 1975 - 100min - Colore)

di Armando Crispino

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Un film la cui prima parte è gore e weird e la seconda un banale giallo all'italiana.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Dalla camicia di forza alla tonaca il passo è breve"

Uno strano giallo all'italiana questo di Crispino, che per la prima metà mostra scene forti e si discosta dal modello argentiano. Le immagini nella morgue gli hanno valso una certa fama all'estero (nonché il titolo Autopsy) ma le autopsie sono finte così come i cadaveri. Sono però vere le immagini in bianco e nero dei morti e sono weirdissime le allucinazioni che Simona patisce all'obitorio, nonché la tentata violenza carnale da parte di un collega patologo (Ernesto Colli) al quale, come direbbe Paulo Roberto Cotechiño, scoppia la punta. Nella seconda parte il film si ridimensiona parecchio e si impantana in un plot poco originale. Mimsy Farmer è sempre brava e bella anche se meno spaurita e frastornata rispetto alla prova data ne Il profumo della signora in nero (1974), ruolo a lei forse più congeniale, comunque si concede generosa alla telecamera ma non aspettatevi nulla di fortemente erotico. Primus e Lovelock non sono memorabili (soprattutto il primo nelle vesti di prete) ma non sfigurano. Buono invece lo score di Morricone ed i momenti in cui le immagini dei brillamenti solari (e non delle macchie!) fanno presagire il peggio, che comunque spesso non avviene. Tolte le prime scene più weird e gore, fra le quali, oltre alle sopracitate, vale la pena di segnalare il volto deturpato e ricostruito dell'amante del padre di Simona (vedi immagine sopra), il film si siede, come già detto, e diventa in definitiva anche un po' noioso; anche il finale (che non rivelerò qui) non avvince particolarmente data la sua prosaicità. Nella seconda parte i momenti più tesi si respirano nella scena al museo in cui Mimsy/Simona viene braccata e chiusa in una stanza dall'assassino. Crispino alla sua seconda prova come regista "di paura" (ricordo il precedente L'etrusco uccide ancora, 1972) tenta e riesce nella costruzione di un giallo all'italiana un po' diverso dal solito, se non altro a livello di gore; ha la mano ferma sulla telecamera e meno sulla sceneggiatura e sul soggetto, ma gli attori riescono bene nelle parti ed il risultato finale, se non memorabile è sicuramente godibile. A molti (soprattutto oltre oceano) è piaciuto molto. Buttateci un occhio.

Noto all'estero come: Autopsy (USA e UK), The victim, Tension (Spagna), Frissons d'horreur (Francia).

 

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Molta carne al fuoco in questo film a livello di plot, il che significa anche molte incongruenze ed insensatezze. Ad esempio: perché il prete deve guidare la macchina come un disperato per raggiungere il luogo del delitto? Per far capire che era un pilota da corsa? Per far far sembrare il suo personaggio ancor più ambiguo? Forse.

A Simona viene in mente che la donna suicidatasi aveva un buco sulla pelle e quindi era stata drogata. Io dubito che in un'autopsia fatta ad una persona che non si sa se si è suicidata od è stata uccisa non si eseguano di routine gli esami tossicologici. Sarà.

Un collezionista di libri non scriverebbe mai nulla su un'antichissima copia della Bibbia. Men che meno il proprio testamento. Ne rovinerebbe il valore. Ma poi: ti sembra un posto adatto?

Com'è che nel museo criminale le armi sono cariche? Il fucile lo ha caricato l'assassino? Ma se Simona non avesse toccato la mano del manichino non avrebbe mai sparato. Ummm...ho solo una risposta: Macchie Solari!