La Frase dal Film:
"Torture is only truly pleasurable if you do it a little bit at a time"*
Scritto e diretto da Noboru Iguchi (Robo-geisha, 2010), The Machine Girl è un rutilante esempio di action ultragore horror di quelli alla Ichi the Killer (2001) ma con meno piglio sadico e con più voglia di divertirsi, un po' alla Braindead (1992) di Peter Jackson... ma con più piglio sadico. Il j-horror di questo genere gioca sempre con la violenza inscritta nella subordinazione gerarchica tra bullo e vittima che è anche un po' la subordinazione psicologica che il giapponese medio vive in ambito lavorativo, e questa frustrazione sociale viene invariabilmente esorcizzata da un eroe, in questo caso un'eroina (che incarna molto del immaginario erotico orientale) che fa piazza pulita dei malvagi. E tanto più sono malvagi tanto più dovranno soffrire. Quest'ultima cosa non è molto diversa da ciò che accade negli action statunitensi, solo che nel paese del sol levante la comicità e l'eccesso sembrano essere una sorta di meccanismo di difesa per non stare troppo a riflettere sui complessi sociali che sottintendono alla violenza e alla volontà di riscossa. Considerazioni profonde a parte, The Machine Girl risulta essere uno spassosissimo esempio di cinema estremo che offre allo spettatore azione, sangue e risate in proporzioni disequilibrate ma tuttavia consone al genere. Qualche esempio di ciò che potrete vedere nel film: una mano cotta come tempura, chiodi da carpentiere ficcati in faccia ad un tizio, teste esplose, braccia che spruzzano sangue a fontana, coltellacci ficcati in gola, vomito, budella e tanto altro. Poi c'è ovviamente il mitragliatore del titolo montato sul braccio della protagonista, che così armata ricorda non poco la bella Rose McGowan di Planet Terror (2007); con esso la bella Ami fa sfracelli: trapana corpi, frantuma scatole craniche, etc. Anche i nemici da affrontare non sono meno bizzarri: a parte i previdibili ninja, val la pena citare la sadicissima moglie del boss della Yakuza che veste un reggiseno antiproiettile che come coppe ha due trivelle. The Machine Girl non è, come si può ben intuire, il film giusto se siete quelli attenti ai dialoghi, alla verosimiglianza dell'azione e al buon gusto. Si tratta di grasso divertimento adatto a coloro che amano lo splatter e il manga-style. Gli effetti speciali sono mediamente ben realizzati, anche se i risultati ottenuti con l'uso della computer grafica non sono eccelsi, certo più accattivanti quelli prostetici e l'uso smodato di sangue e spruzzi, così assurdi da essere al di fuori delle logiche di giudizio. Surreale, splatter, irriverente ma anche gioioso nel giocare così inoffensivamente col sangue e con la violenza, The Machine Girl è un valido esempio di ultragore nipponico buono per serate disimpegnate. Io c'avrei anche aggiunto un po' di sesso, che invece manca. Inadatto a chi non sa riconoscerene la leggerezza e a quelli troppo impressionabili.
Il film ha dato vita ad uno spin-off della durata inferiore ai 30' intitolato: The Hajirai Machine Girl (2009).
* Trad: "La tortura è veramente piacevole solo se la pratichi un pochino alla volta"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La famiglia di malavitosi legati alla Yakuza ha un nume tutelare chiamato Hattori Hanzo. Hanzo fu un famoso samurai spesso citato in vari film. La pellicola più nota ad aver citato Hanzo fu Kill Bill di Quentin Tarantino, che ne fece un abile forgiatore di spade katana.