La Frase dal Film:
"Un bambino normale non è capace di uccidere un adulto" "Be', io sono un uomo normale, eppure sono stato capace di uccidere un bambino"
Tratto dal romanzo 'El juego' di Juan José Plans, il film di Serrador è un horror efficace che con un notevole climax introduce un argomento generalmente tabù (l'uccisione di bambini), passando dalla movida del sud della Spagna per poi giungere negli stretti vicoli di un'isola in cui il senso di minaccia si conclude in un tragico epilogo. Non troppo distante da Il Villaggio dei Dannati (1960) e seminale rispetto a Grano Rosso Sangue (1984), la pellicola di Serrador evita diversi luoghi comuni del cinema horror-exploitation spagnolo, che spesso voleva film ricchi di suggestioni sessuali, e invece si configura come un serio tentativo di horror inquietante. Due essenzialmente le debolezze della pellicola: un incipit che mostra, in maniera pressoché gratuita, una sequela di immagini documentaristiche di bambini morti o vittime della guerra. In effetti la storia del film non dà una motivazione esatta alla follia omicida dei pargoli e questa introduzione truce vorrebbe suggerire in qualche modo che il comportamento posto in essere dai bambini abbia una connotazione rivoluzionaria contro gli abusi compiuti dagli adulti che loro hanno immotivatamente pagato con la vita. Si potrebbe forse anche rileggere in forma metaforica tutta la faccenda alla luce delle vicende storiche spagnole (Franco, la dittatura, ...), ma non ne ho le prove e non mi addentro. Sta di fatto che l'introduzione documentaristica, neppure tanto breve, ha un 'non so che' di esploitativo, oltre al fatto che raccoglie immagini molto più genuinamente disturbanti di ciò che poi verrà mostrato nel film in sé. Secondo punto debole: il finale. Nulla di grave ma abbastanza prevedibile. Tolte queste due 'macchie', il film regge egregiamente grazie anche all'inusuale ribaltamento dei ruoli (bambini contro adulti) e alla buona interpretazione degli interpreti. Ma come si può uccidere un bambino? non mostra sangue e la violenza sui piccoli non è visivamente esplicitata. Direttissima invece è l'inquietudine generata dall'atteggiamento dei ragazzini i quali non si comportano in maniera palesemente antisociale, anche dopo che viene rivelata la loro natura omicida. Il loro rifiuto di parlare, il contrasto fra le morti causate e il loro intermittente ghigno, le loro corsette in stormi per i bianchi vicoli di Almanzora, sono tutte cose che non fanno che accrescere la tensione dei protagonisti adulti e dello spettatore. Altro elemento inusuale e positivo è l'ambientazione antigotica dell'isola, illuminata dal sole che viene riflesso e moltiplicato dai candidi muri delle modeste case degli isolani; la luce è un elemento insolito nelle produzioni horror ma questo non sembra limitare il potere d'inquietare della pellicola che tramite la luce aggiunge un senso di realtà e normalità alla dimensione orrorifica. Al caldo sole spagnolo Serrador gira anche una scena che vede i ragazzini assiepati in piazza e immobili a serrare la strada ai due protagonisti, sequenza omaggio a Gli Uccelli (1963) di Hitchcock. Nel complesso un horror notevole, sfortunatamente poco noto al grande pubblico. Da scoprire.
Rifatto nel 2008 da David Alcade col titolo In the Playground.
Qui potete scaricare un'immagine creata con diversi fotogrammi fusi insieme e elaborati digitalmente (download).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Almuñécar (Granada), Ciruelos (Toledo), Minorca (Baleari), e a Barcellona.
Serrador avrebbe voluto Anthony Hopkins per il ruolo di Tom.
Il regista compare nei panni dell'uomo a cui Tom chiede informazioni riguardo ai rumori nel villaggio.
Il film fu distribuito in UK contemporaneamente sia come Would You Kill a Child? che come Death is Child's Play. La AIP distribuì il film negli USA sia come Trapped! che come Island of the Damned.
Il film è stato sceneggiato da Serrador con lo pseudonimo di Luis Peñafiel.
Il film vinse il premio della critica al festival di Avoriaz del 1977.