TRAMA

Il Patologo Bill Foster (John Ashley) accompagna la fidanzata Sheila Willard (Angelique Pettyjohn) a Bloody Island nelle Filippine in cerca del padre di quest'ultima. Il padre ubriacone vive nel campo del mad Dr. Lorca (Ronald Remy). Al loro arrivo, i locali sono stati attaccati da un orribile mostro dalla pelle verde, che poi sarebbe il padre di Carlos Lopez, l'accompagnatore, mutato dal siero iniettatogli da Lorca alla ricerca di una cura per la leucemia.

 


MAD DOCTOR OF BLOOD ISLAND
tit. or.: Mad Doctor of Blood Island - USA/Filippine -1968-'85 -Col.

di Gerardo de Leon e Eddie Romero

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Pezzo di cinema trash filippino di quello che non ti aspetti e che forse non vorresti neppure vedere.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “I, a living, breathing creature of the cosmic entity, am now ready to enter the realm of those chosen to be allowed to drink of the Mystic Emerald fluids herein offered. I join the Order of Green Blood with an open mind and through this liquid's powers am now prepared to safely view the unnatural green-blooded ones without fear of contamination. Now, drink your sample of green blood and it is guaranteed that you can never turn into a green-blooded monster"*

Film chiave, se la vostra passione è la corrente cinematografica dell’exploitation filippino che ha dato scrausi frutti fra il Settanta e i primi anni Ottanta. Dietro alla chicca, due nomi: Gerardo De Leon ed Eddie Romero. Ovvero? I due registi, di quelli alla buona, iniziarono la loro comune carriera con Terror is a Man (1959) una rivisitazione a loro parole del romanzo "The Island of Dr. Moreau" scritto da H.G. Wells a fine XIX secolo. Il film fu scoperto dopo alcuni anni dal boss della Hemisphere Pictures, tale Sam Sherman, che ne fece un piccolo cult da drive-in. Il successino galvanizzò i due registi (Romero soprattutto) che si lanciarono i produzioni consimili; nacquero così Terrore sull'Isola dell'amore (1968), La Bestia di Sangue (Beast of Blood, 1971) e appunto il film in questione, Mad Doctor of Blood Island. Tutti film con una struttura strepitosamente clonata: eroe americano in compagnia della fidanzata giunge su un'isola sulla quale un dottore folle sfida le leggi di natura, dalle follie alchemiche ne sortisce un mostro che porta il caos e con caos soprattutto s'intende rapire donne a seno nudo. Si aggiunga qua e là un po' di sangue. Film formulaici assolutamente derivativi rispetto alle produzioni del '30/'40 con scienziato matto, soprattutto a L'Isola delle Anime Perdute (1932) di Kenton che fu riduzione filmica del libro di Wells, più l'aggiunta degli elementi exploitation, ovviamente, che sono sangue e sesso, mantenuti comunque a livelli di grande discrezione, anche rispetto ai parametri del tempo. Si mantiene una certa curiosa vena metaforica di rappresentazione dell'incontro fra selvaggio e civilizzato, nonché una riflessione, invero assi reazionaria, circa la scienza che non dovrebbe mai superare certi limiti sennò "mostracci vostri". Le potenziali riflessioni si perdono però nella simpatica cialtroneria dei registi, che scoprono l'effetto di zoom e ne abusano in un modo che fa quasi tenerezza (no, fa più che altro ridere). A ciò si aggiunga che, a parte i momenti in cui il mostro si fa protagonista, Mad Doctor of Blood Island regala ritaglia di noia a piene mani. Detto questo, rimane il fatto che la pellicola ha grandi potenzialità di moderato cult trash; in quest'ottica il fatto che sia girato davvero nelle Filippine ne aumenta il pregio. Oppure no.    

* Trad: "Io, creatura vivente e respirante dell'entità cosmica, sono ora pronto ad entrare nella reame di coloro scelti perché si consenta loro di bere i fluidi del Mistico Smeraldo qui offerti. Mi unisco all'Ordine del Sangue Verde con mente aperta e tramite i poteri di questo liquido sono ora pronto a percepire in sicurezza gli innaturali col sangue verde senza timore di contaminazione. Adesso, bevete la vostra dose di sangue verde ed è garantito che voi non vi trasformiate in un mostro dal sangue verde"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film costò circa 125.000 $.

Quando arrivò nelle sale, il film venne potenziato da un gimmick che vedeva la distribuzione al pubblico di un liquido verde da bere ad un certo punto del film, per l'esattezza il "green blood" o "pozione mistica" (come si può leggere nella parte superiore della locandina), andava bevuto quando il Dr. Bill Foster pronunciava la frase citata all'inizio della recensione, e questo per evitare al pubblico pagante di trasformarsi in mostri.

Il making-of di questo film e la trilogia filippina di Blood Island sono raccontati nel documentario Machete Maidens Unleashed! (2010).

Angelica Pettyjohn ha dichiarato che la scena d'amore con John Ashley non fu simulata. Peccato che la parte fu tagliata e non si trova un uncut version!

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