LA FRASE dal film:
"Siamo arrossiti insieme e io ho pensato di colpo
che mi sarebbe piaciuto essere più grande, ma non
ho capito perché."
Vorrei sapere chi mai si è bevuto
la storia che questo film potesse avere qualche velleità
arthouse. Maladolescenza di Pier Giuseppe
Murgia (scrittore sardo alla sua opera prima che in
futuro sarà il regista di programmi quali Chi
l'ha visto?), girato in Boemia per aggirare la
censura è, fuor di metafora, una vera stronzata
di cattivo gusto e se si salva dalla pattumiera è
solo per "premiare" una certa qualità
tecnica, una discreta colonna sonora e lo sforzo dei
tre ragazzini di recitare in un modo decente; cosa che
accade raramente, comunque. Il tutto dovrebbe essere
una fiaba metaforica sulla difficoltà di abbandonare
l'adolescenza, sullo scivolamento dall'innocenza al
sesso e quindi all'età adulta e quindi alla morte
(eros e tanathos, grazie Murgia, una vera novità...).
Il bosco come contenitore rassicurante avulso dallo
spazio/tempo, la mancanza degli adulti, il cane come
sibolo di una vis istintiva, i serpenti che percorrono
il corpo come il peccato che si va insinuando fra i
bambini: che deliziosa ed originale poetica! Ci si mettono anche
nomi come Barbara Alberti ai dialoghi ad elevare lo
spessore della pellicola. Benone. Poi qualcuno mi spiegherà
quale significato ellittico dovrei scorgere nella povera
Ionesco (fin da piccola messa davanti alla macchina
fotografica di mamma Irina per fare delle "belle"
foto erotiche) che cavalca il prepubescente Loeb, si
sbatte a destra e a manca e mostra generosa la vulva
alla telecamera. A 12 anni. Tutto si può
dire fuorché io sia un bacchettone e non potrebbe
essere altrimenti dal momento che gestisco un sito che
tratta i film dell'eccesso. Qui però siamo di
fronte all'exploitation più bieco tanto più
esploitativo e bieco perché si veste da cinema
d'arte. Raccontare l'adolescenza e gli eventuali drammi
di essa mostrando a più riprese bambini nudi
che si toccano, si seviziano, poi si spogliano e si
rilassano con un po' di sesso orale è un vero
mezzuccio squallido che probabilmente molti pedofili
conoscono e adoperano a menadito. E lo dico da persona non propriamente sprovveduta in ambito psicologico. La mancanza
di dialoghi incisivi, gli insensati squilibri del ragazzino
(a partire da una capigliatura impietosa), la scelta
di ciò che dovrebbe essere erotico (la bambina
che fa pipì... ma ti prego!) e di ciò che
dovrebbe essere crudele (uccidere un merlo... in un film
come questo mancava solo la violenza sugli animali)
dimostrano come, alla fine, ciò che stava davvero
"a cuore" era solamente elicitare i pruriti
di un certo tipo di pubblico. Se poi Murgia aveva in
mente altre cose allora ha davvero fatto un pessimo
lavoro. Mai mi era successo di sentirmi a disagio guardando
un film ma se permettete, stare a guardare un ragazzino
che succhia i capezzoli di una dodicenne con le mutandine
abbassate è una cosa alla quale, fortunatamente,
mi sento poco avvezzo. Se tutto ciò non vi crea
disagio allora forse Maladolescenza è
il film che fa per voi. Che poi, tolto il disagio, quello
che resta è di una noia abissale.
Noto all'estero come Gefaerliche
Spielen (Austria), Spielen wir Liebe (Germania),
Playing with Love e Puppy Love (USA
e UK).