La Frase dal Film:
"...e non fu l'averlo ucciso che ti ha distrutto psicologicamente, ma il fatto che uccidendolo avevi provato piacere. E perché non si dovrebbe poi?! Fa tanto piacere a Lui che lo fa continuamente! Dio è straordinario: mercoledì scorso nel Texas ha fatto cadere il tetto di una chiesa su 34 fedeli che si prostravano a cantare inni alla sua grandezza"
Adattamento del bestseller "Red Dragon" (1981) dello scrittore Thomas Harris ed esordio cinematografico, poco noto, dello stranoto Hannibal Lekter che però qua per qualche ragione si chiama Lektor. Il produttore De Laurentiis, che vuole fare un bel thrillerone a tinte forti, non vuole il titolo Red Dragon, lo stesso del romanzo, perché nel 1985 il film L'Anno del Dragone (Year of the Dragon) da lui prodotto, era stato un flop; quindi via il termine "dragon". Però il film fa flop lo stesso e a monte di un budget di 15 milioni di dollari ne ricava 8.620. 950 (dato USA aggiornato al 2008). Un disastro che porterà De Laurentiis a cedere per una stretta di mano a Johnatan Demme l'idea di usare Hannibal nei film; Demme ci fa Il Silenzio degli Innocenti (1990) e De Laurentiis tornerà ancora all'attacco per i successivi film dello psichiatra cannibale. Manhunter intanto però non funziona. Questo perché, fondamentalmente, Mann usa un approccio molto arty che privilegia la cura della messa in scena a discapito del thrilling; il film non ha mordente, il pubblico si annoia e il botteghino piange. Mann riempe il film di architetture postmoderne e pop con sottofondi musicali al sintetizzatore così come aveva fatto per Strade Violente (1981). La fotografia è curatissima, con riprese affascinanti dei tramonti in Florida. Queste scelte stilistiche si vengono a contrapporre con l'atmosfera della storia come narrata da Harris sicché il lavoro di Mann distrae dal soggetto e trasporta l'azione in una dimensione distaccata dal reale e quasi onirica (senza però elementi weird); ad esempio le scene di analisi dei documenti realizzati con solo l'uso dei colori primari richiama da vicino l'estetica di alcuni film di fantascienza. Vengono oltretutto compiute sclete che allontanano Manhunter dalle sue origini letterarie, come quando si sceglie di non mostrare i tatuaggi di Dolarhyde; anche se però poi, in maniera più sottile, quando Dolarhyde verrà colpito a morte il sangue sotto i vestiti si diffonderà con la forma delle ali del demone dipinto da Blake. Gli attori fanno tutti un lavoro più che discreto ed è soprattutto Tom Noonan nei panni del cattivo a risultare più inquietante di quanto saprà fare il seppur bravo Ralph Fiennes nel remake del 2002. Alcuni ritengono che Manhunter sia il miglior film tra quelli tratti da Harris e il Lektor di Cox sia meglio del gigioneggiante Lecter di Hopkins; questa a me sembra la tipica posizione di quello che deve dire per forza la cosa diversa dalla maggioranza. Il Silenzio degli innocenti è palesemente superiore Manhunter (il pubblico non è poi così stupido e incompetente come pensano alcuni) e Red Dragon (2002) con tutti i suoi evidenti limiti, risulta superiore a Manhunter per suspance, azione e resa globale. Manhunter è un buon film, in cui la tecnica realizzativa si fa notare più del plot ma non bisogna dimenticare che se non fossero esistiti i successivi film (e soprattutto il Lecter di Hopkins) di Manhunter si ricorderebbero ben poche persone. Manhunter è come un ampio e lussurreggiante piantea che può essere osservato dagli astronomi solo perché riflette la luce di un sole vicino.
Hannibal Lecter tornerà in: Il Silenzio degli Innocenti (1990), Hannibal (2001), il remake Red Dragon (2002) e Hannibal Lecter: le Origini del Male (2006).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Quando Lektor chiede all'operatore telefonico di fare una telefonata per lui, gli dà il prefisso del Maryland (301) anche se poi finisce per parlare con l'Università di Chicago.
La prigione dove Lektor viene incarcerato è, in verità, l'High Museum of Art di Atlanta.
Frankie Faison, nel film il tenente Fisk, è l'unico attore apparso in altri 4 film della saga di Hannibal. Negli altri veste sempre i panni del secondino-infermiere Barney.
Durante le riprese di questo film, Anthony Hopkins stava recitando al National Theatre nel Re Lear. Mentre si svolgevano le riprese de Il Silenzio degli Innocenti, Brian Cox stava recitando il Re Lear al National Theatre.
L'attore Tom Noonan evitò ogni contatto con il resto del cast per aumentare la tensione fra sé e gli altri, soprattutto nei confronti di Petersen.
Tom Noonan passò molte ore per la realizzazione dei tatuaggi sulla schiena, tatuaggi che si ispiravano al Grande Drago Rosso di William Blake. Noonan tatuato, però, si può vedere solo negli extra del DVD Special Edition, visto che il regista ritenne la presenza dei tatuaggi sulla schiena eccessiva e nel film non compaiono.
Per il ruolo di Lektor furono presi in considerazione: Brian Dennehy, John Lithgow e Mandy Patinkin.
Brian Cox disse che nel ritrarre Lektor s'ispirò al serial killer scozzese Peter Manuel.
David Lynch fu il primo regista ad essere contattato per dirigere il film, ma abbandonò il progetto.
Nella scena del dialogo in prigione fra Lektor e Graham, il regista prestò molta attenzione al fatto che, nelle riprese, non cambiasse la posizione delle sbarre mentre invece cambiava il punto di vista da Graham a Lektor.
Il regista Mann aveva inizialmente preso in considerazione l'idea di dare la parte di Lektor al regista William Friedkin (quello de L'Esorcista, 1973) ma gli fu consigliato di dare un'occhiata alla performance dello scozzese Brian Cox nella produzione off-Broadway di "Rat in the Skull" (1984). Mann ne fu conquistato.
Le riprese con Lektor durarono solo tre giorni.
Quando la produzione non diede il permesso di filmare su un aereo, Mann prenotò per tutti (attori e crew) dei biglietti aerei per un volo da Chicago verso la Florida; ci sarebbero dovuti andare comunque a filmare. Si portarono telecamere (più piccole) e luci come bagaglio a mano e per farsi scusare della trovata, fecero dei regalini ai piloti ed agli assistenti di volo.