TRAMA

Frank Zito (Joe Spinell), maniaco newyorkese che fa lo scalpo alle donne e attacca i capelli ad un manichino che tiene in casa, terrorizza la Grande Mela. Dopo aver incontrato al parco la fotografa Anna D'Antoni (Caroline Munro), Frank decide che sarà la sua nuova vittima anche se poi in effetti stringe con lei una relazione affettiva. Ma Frank non è la persona giusta da frequentare...

 

 


MANIAC
titolo or.: Maniac - USA - 1980 - 87' - Colore

di William Lustig

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Lurido film in lurida città. Film di quelli che non se ne fanno più. Slaher fra i migliori, violento, depresso e bizzarro.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “There's no way you can possess someone forever. Even in a photograph, there's no way”*

Lurido pezzo di cinema shock di quelli che non si fanno più, senza redenzione e con una spudorata voglia di attirarsi le ire della critica (del tempo). Ai tempi Maniac si beccò di fatti delle recensioni brutali, adesso il pezzo è decisamente da culto per quanto non sia mai uscito da una certa dimensione underground. Mica male, anche perché Lusting dimostra che, a dispetto del low budget, c'è del mestiere, evidente soprattutto nella scena in cui un'infermiera è braccata in metropolitana, con tanto di uso di lenti per distorcere le immagini ed effetti sonori ad amplificare il pathos. Manca però una vera e propria costruzione narrativa così che il film si ripiega sull'accumulo, cioé su una serie di situazioni brutal-criminose che vedono al centro il folle Zito, il quale per traumi e controtraumi materni se ne va in giro con una pettinatura pazzesca facendo fuori le donne e collezionandone gli scalpi coi quali veste il capo di manichini femminili; un bizzarro caso di agalmatofilia. Sull'onda dello slasher misogino alla Venerdì 13 (1980), Maniac mette in campo un killer non decerebrato come Voorhees ma sicuramente più squallido, una sorta di versione untuosa e perversa del Trevis Bickle di Taxi Driver (1976) che si muove in un ambiente e in un'atmosfera non troppo dissimile da quella descritta dal succitato film, nel quale, per inciso, l'attore Spinell ebbe una parte. Anche rispetto all'idea di strutturare una relazione impersonale fra il poveraccio Zito e la supermodella-fotografa Anna pare si richiamino elementi di Taxi Driver o comunque di una storia grottesca e improbabile che però ribalta gli assunti speranzosi de La Bella e La Bestia, dato che Zito sfasato era e sfasato resta, benché lo spettatore per qualche minuto s'illuda che la vicinanza e/o l'affetto di Anna possa renderlo una persona migliore. Nulla da fare. La storia deraglia verso un finale pazzo che ben s'accorda con la mente del protagonista e con l'umore della vicenda. Spinell, anche sceneggiatore, è nel ruolo della sua vita attoriale non certo brillantissima, la Munro sostituisce Daria Nicolodi impegnata a girare con Argento, Jay Chattaway compone uno score musicale elettronico azzeccato preparandosi alle digitali e futuristiche atmosfere di Star Trek, il regista Lustig, prima nel porno, poi qui e poi a horror non troppo distanti da questo (Maniac Cop, 1988) finirà a produrre extra per i dvd. Montato non benissimo, con qualche lentezza in scenggiatura, Maniac rimane un esempio di cinema da considerare comunque con occhio attento dall'appassionato del genere, che di certo ne apprezzerà la sinergia tra cupezza, degrado e violenza. Non adatto ai non avvezzi che invece percepiranno soprattutto la pochezza del tutto, anche se pochezza non è. Film non fondamentale in assoluto ma che non si dimentica facilmente, personalmente lo ritengo uno dei migliori slasher, anche a volerlo confrontare con esempi ben più moderni. Da sapere, per stupire gli amici (moderatamente), che la canzone "Maniac" usata nel ballerino Flashdance (1983) fu scritta per il film di Lustig ma mai usata per questo horror; semplicemente fu un po' arragiata e adattata al tono diverso del film del '83. Ma gli amici tanto il film di Lustig non lo conoscono...

Il film doveva avere un seguito di cui esiste un corto (Maniac 2: Mr. Robbie, 1986) nato come promo per un film che non fu mai girato visto che Spinell morì nell'89. In Grecia è stato girata una sorta di remake: O stragalistis tis sygrou (1989). Chi l'ha visto?

* Trad: "Non c'è modo per cui tu possa possedere qualcuno per sempre. Anche con una fotografia, non c'è modo"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Joe Spinell è morto il 13 gennaio 1989, a 52 anni, nel suo appartamento a Sunnyside (Queens, NYC) per cause non ancora del tutto chiarite. Alcuni sostengono che sia deceduto per infarto connesso alle sue discutibili abitudini di vita (alcol, droga) nonché alla depressione che lo aveva colto dopo la morte della madre (1987). Altri parlano di un mortale attacco d'asma, altri ancora di un'emorragia seguente ad una ferita (accidentale o autoinflitta) impossibile da rimarginare in quanto Spinell era emofiliaco. Spinell era uno dei migliori amici di Sylvester Stallone; non solo era il padrino del figlio di Sly (Sage Stallone) ma mantenne l'attore (soldi e cibo) quando quello iniziò la sua avventura cinematografica. Per Maniac, Spinell non guadagnò nulla d'ingaggio e accetto di prendere il 10-15% degli incassi che ammontarono a 6 milioni di dollari (a monte di un budget di 350.000 dollari.

La testa distrutta da una fucilata di Zito è quella di Tom Savini, noto effettista che curò gli SFX di questo film.

Nel ruolo di un'infermiera compare Sharon Mitchell, diva hard prima del film e anche dopo. Per limitare i costi furono ingaggiate anche altre attrici porno per ruoli minori.

Lusting non ottenne sempre i permessi di girare. La scena della fucilata in faccia a Savini, ad esempio, fu realizzata in fretta e furia prima che fossero chiamati i poliziotti. Per girare quella scena non si poteva sbagliare, quindi Savini stesso volle premere il grilletto del fucile a canne mozze, sparando alla sua stessa faccia. Il manichino usato per l'SFX era chiamato "Boris" da Savini ed era stato usato anche in Zombie (1978); devastato dalla fucilata, Boris fu mandato in pensione dall'effettista che lo chiuse nel baule della macchina usata nella scena e fece poi affondare la macchina nel fiume. Mitologia cinematografica.

La scena d'apertura in spiaggia è ispirata alla scena iniziale de Lo Squalo (1975).

Il corpo senza testa che si vede alla fine del film è riciclato da Venerdì 13 (1980) e sarebbe quello della madre di Jason (Betsy Palmer).

L'appartamento di Frank Zito è ispirato a quello del protagonista del film svedese L'Uomo sul Tetto (1976). I colori con i quali è stata arredata la stanza riprendono i toni di film argentiani quali Suspiria (1977) e Profondo Rosso (1975).

Joe Spinell, mentre lavorava in questo film, girava anche per I falchi della notte (1981), nel quale compariva sbarbato e coi capelli corti, ragione per cui in alcune scene di Maniac (la maggior parte delle quali lo vedono alla guida), l'attore indossava baffi e capelli finti.

eXXagon fecit MMXI