TRAMA

Adolf (Waldemar Wohlfahrt) prende possesso del castello famiglia Winninger, con lui la fidanzata Susan (Patricia Loran). La polizia è sulle tracce di un killer che ha iniziato a colpire prima dell'arrivo di Adolf, l'uomo però viene indagato. Sarà che nei sotterranei del castello è sepolta la salma del fu Winninger? Si parla di vampirismo, la polizia è scettica.


LE MANIE DI Mr. WINNINGER OMICIDA SESSUALE
titolo or.: El vampiro de la autopista - Spagna - 1970 - 90' - Colore

di José Luis Madrid

GENERE
HORROR
IN BREVE
Lunghi dialoghi noiosi, nudi ripetitivi, sguardi e golfini folli. Se fosse stato un po' più trash ora sarebbe cult.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Perché non vai a riposare, tu sei giù di nervi, Adolf!" "Senti Susan, ma quante volte devo ripetertelo che i miei nervi sono perfettamente apposto!? Non parliamone più per favore" "Come vuoi, allora io vado a letto. Ti prego, cerca di non far tardi" "E tu non dimenticare di chiuderti a chiave"

Titolaccio italico di un horror goticheggiante spagnolo che a propria volta ha un titolaccio originale niente male... e pure la distribuzione internazionale non scherza (The Orrible Sexy Vampire). Le Manie di Mr. Winninger eccetera eccetera è un indifendibile pasticcio fatto di meledizioni, castelli e belle donne (non bellissime) che riesce solo sulle prime a catturare l'attenzione, quando cioé tenta la novità del vampiro che strangola con mani invisibili, cosa bislacca ma almeno poco vista in precedenza. Poi di altro non c'è molto, al di là dei nudi gratuiti di compensazione e delle risibili espressioni facciali di un eccitato Wohlfahrt alle prese con un atto di necrofilia (off-screen); anche i golfini che indossa l'attore non sono male se si ama il trash. Le Manie di Mr. Winninger in realtà s'insacca già sui primi minuti in una sequela di situazioni estremamente statiche "arricchite" da dialoghi torrenziali e in altre scene che a intermittenza propongono la dovuta fetta exploitation di nudo e sangue. Si respira una buona dose di dilettantismo che a tratti riesce pure a divertire. Peraltro, e in anticipo rispetto al mitico Nonsferatu (1979) di Herzog, il vampiro di Madrid lo è suo malgrado, cioé agisce da mostro ma non è felice di fare ciò che fa e cerca quindi di farsi accoppare dal bisnipote per dare termine alla maledizione (e al film). Spassoso piuttosto che orrorifico il tema musicale di Arteaga. Mediocre invece il tutto, anche per chi ama il genere. Per chi volesse sperimentare ancora con Madrid ìndico Sette Cadaveri per Scotland Yard (1971).

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