La Frase dal Film:
"Con la pratica potrà sollevare oggetti piccolissimi" "Potrò disegnare?" "Abbottonarsi la camicia, cambiare lamette al rasoio, acchiappare mosche. Dipende cosa ci vuole fare con la sua mano" "Disegnare" "Mmmm..."
Prima di farsi notare per le sue pellicole caustiche che hanno sfidato lo stile reazionario di tanta Hollywood e che hanno riscosso un successo più che discreto fra il pubblico, nella carriera del regista Oliver Stone ci fu un breve spazio per l'horror tradizionale, anche perché poi l'orrore e l'errore sociale diverranno temi portanti nelle sue pellicole. Quindi, prima di Platoon (1986), Wall Street (1987), Nato il 4 Luglio (1989), JFK (1991) e Natural Born Killers (1994), per dirne alcuni, ci fu il tempo del piccolo horror weird Seizure (1974) e di questo La Mano, horror finemente canonico. L'idea di una mano separata dal corpo che si mette a fare sfracelli interpretando la rabbia repressa dell'ex proprietario, per quanto possa sembrare una cosa molto originale, è un tema già sfruttato in passato a partire da Il Mistero delle 5 dita (1946). Stone cerca di dare maggiore spessore alla psicologia del protagonista indagando (seppur in maniara non troppo approfondita) l'involuzione della vita di un brav'uomo che perde mano, moglie e lavoro quasi in un colpo solo. Il soggetto del film, come detto non originale, segue un percorso prevedibile e le uccisioni perpetrate dalla mano come la mano stessa non sono nulla di eccezionale. d'altra parte in epoca pre-CG la realizzazione di una mano che se ne va in giro da sola non era l'effetto più facile da creare. Nonostante ciò la regia di Stone non è totalmente china alla linearità della narrazione, di fatto si segnala un'intelligente uso del montaggio come ad esempio nella scena in cui si fa credere che Anne sia morta in un incidente d'auto con tanto di poliziotto che sembra recarsi alla porta di Lansdale per dare la ferale notizia, solo per poi vedere, quando il protagonista apre la porta, che lì dietro c'è Anne. Ciò che di buono propina La Mano è il senso di ambiguità degli accadimenti che non viene meno neppure alla fine: cioé rimane fondamentalmente dubbio se gli omicidi siano stati compiuti da un Lansdale divenuto folle che delira di una propria mano assassina quando in verità è lui stesso a compiere gli omicidi, oppure che in effetti esista questa mano rediviva ed assassina che vendica l'uomo e finisce per metterlo nei casini. Un'ambiguità narrativa e psicologica che si rifà a modelli cinematografici passati: Il Mistero delle 5 dita, appunto, che prese spunto nello stile dagli horror prodotti da Val Lewton (vedi Il Bacio della Pantera, 1942). Tutto il pathos del film si regge sulle doti recitative del bravissimo Caine, anche lui dal ghigno sempre ambiguo, che nel corso di una lunghissima carriera non sempre è riuscito a lavorare al meglio ma che qui dimostra buona parte delle sue grandissime capacità. In parte canonico ed in parte ambiguo in maniera accattivante, La Mano è un horror che si distingue per finezza da molte delle produzioni della decade '80 che forse più di altre ha dato vita a film horror pacchiani e fracassoni. Da vedere, anche se una certa mancanza di dinamismo potrebbe tediare gli spettatori della nuova generazione.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 6 milioni e mezzo di dollari canadesi e fu girato al Big Bear Lake, a Crestline e all'Arrowhead Lake, San Bernardino National Forest. Tutti e tre i luoghi si trovano in California.
Il regista Stone compare nel film nei panni del barbone assassinato.
Stone inizialmente voleva Jon Voight per il ruolo di Lansdale.
Christopher Walken rifiutò il ruolo da protagonista.
Non tutti sanno che Oliver Stone è stato lo sceneggiatore di Scarface (1983) e di Conan il Barbaro (1982).