La Frase dal Film: "Buongiorno
professore. Mai successo che io abbia dato la caccia ad
un uomo" "Perché cominciare
allora?"
Se riuscite a non spegnere lo schermo dopo
le iniziali smorfie di Vania (Osiride Peverello), l'attore
che assomiglia a Omar Sharif dopo l'impatto contro un meteorite,
siete già a buon punto ed il peggio è passato.
In verità questo La Mano che nutre la morte
non è male, soprattutto se siete appassionati di
film anni '60, la cui tematica sia il "mad professor".
La pellicola offre spunti gotici, elementi para-scientifici,
siparietti lesbo e visioni splatter notevoli. C'è
un po' di tutto. Gli SFX furono curati da Carlo Rambaldi
e nonostante l'impianto poveristico del film, le scene girate
nel laboratorio sono davvero ben riuscite. I trapianti cutanei,
soprattutto quelli al viso, sono il piatto forte della pellicola.
E' proprio quest'ultimo elemento che caratterizza il film,
facendolo rientrare in un sottogenere molto specifico che
è quello dei (mad-doctor) transplant-movies. Chiavi
di volta di tale sottogenere sono film quali Occhi senza
volto (1960) di Franju, Il
diabolico Dottor Satana (1962) di Franco, A doppia
faccia (1969) di Freda. Oltre agli effetti speciali
e al laboratorio dello scienziato, con le immancabili manopole
e scintille, è da citare il monologo che Kinski compie
con in mano una bambola, monologo in cui, a occhio pallato,
tira fuori il meglio del suo estro sinistro. La bambola
che si tiene in mano è un altro elemento che ho apprezzato
molto. Al finaco di questi momenti lirici ce ne sono altri
decisamente trashoni. Come dimenticare lo scheletro di
gomma nella bara, gli stacchi dal laboratorio scientifico
alle panoramiche sui capezzoli delle belle di turno, o anche
lo stupro di Vania ai danni della giovane scrittrice? Riassumendo
direi che la pellicola in questione presenta parti interessanti
incentrate negli SFX, nell'interpretazione lunatica di Kinski
e anche, elemento non citato prima, nel personaggio di Tania,
di nero vestita, che "aleggia" nella casa. L'impostazione
melodrammatica da romanzo d'appendice rafforzata dai nomi
russi dei protagonisti, una certa lentezza e alcuni personaggi
poco riusciti, invece, vanno a detrimento del risultato
finale. Solo per chi ama le pellicole horror anni '60.
Noto all'estero come: Ölümün
nefesi (Turchia), The Hand That Feeds the Dead
(USA).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Sull'IMDB la regia del film è attestata
anche ad un tale Yilmaz Duru, regista e attore turco. Dal
momento che il film è stato girato in Turchia è
probabile che Garrone si sia fatto assistere al lavoro da
Duru, ma dal momento che nelle fonti principali questo secondo
regista non è segnalato, io lo scrivo in questa nota
ma non nella tabella sovrastante.
La mano che nutre la morte spesso
è confuso con Le Amanti del mostro (1974)
che uscì nelle sale un mese dopo quel film. La confusione
risiede anche nel fatto che i due film condividono lo stesso
regista e gli stessi attori a parte Carmen Silva; in questo
film Kinski si chiama Professore Alex Nijinski ed in quello
Professore Nagaski. I due film, che comunque hanno differenti
soggetti, condividono pure alcune parti di girato anche
se Garrone ha sempre negato.