La Frase dal Film: “Manos, God of primal darkness. As thou has decreed so have I done. The hands of fate have doomed this man. Thy will is done”*
Personalissimo ed unico delirio cinematografico del texano Harold Paul Warren, manager dell'American Founder's Life Insurance Co. (non un veditore di concime!) che volle girare un film per una scommessa compiuta con lo sceneggiatore Stirling Silliphant (poi candidato all'Oscar) che si trovava ad El Paso in cerca di locations per un film. La scommessa consisteva nel girare un film di successo con pochissimi soldi. Il risultato è pazzesco ma fu pazzesco anche il modo in cui si lavorò. Warren, che si dice fosse estremamente direttivo e sgarbato sul set, non pagò nessun attore; gli unici che guadagnarono qualcosa nell'immediato furono Neyman, che ricevette una bicicletta nuova, e il cane di Neyman, a cui fu dato un sacchettone di cibo. Gli altri furono tenuti a bada con la promessa di percentuali sugli incassi. Incassi mai realizzati. Il tutto fu girato con una telecamera a mano che poteva registrare filmati della durata massima di 32 secondi alla volta e senza sonoro; i dialoghi furono poi doppiati da soli tre attori, due uomini e una donna. Manos: The Hands of Fate è di una bruttura senza limiti e di una noia che potrebbe deprimere anche gli entusiasmi maniacali della brunetta dei Ricchi e Poveri. Questo film, al quarto posto nell'elenco dei film più brutti per IMBD, è francamente una delle peggiori cose nelle quali possiate incappare nella vostra vita da cinefili, insalvabile in qualsiasi sua parte e ben più scarso, perché più serioso, del vituperato Plan 9 from Outer Space (1959). Ne deriva culto a scoppio ritardato soprattutto negli USA ma anche oltreoceano il prodotto è guardato con la vivace curiosità che si avrebbe a un freakshow. La vivacità viene però a cadere dopo pochissimi minuti e gli sparuti che abbiano la forza di sorbirsi tutto il film possono psicologicamente aggrapparsi alla durata limitata della pellicola. Ma non è comunque facile. Non fa ridere, non fa paura, non ci sono nudi, non c'è sangue, la storia roba vecchia già nel 1966, gli attori non sono tali, le scenografie sono miserrime, i dialoghi abborracciati e il montaggio è stato probabilmente realizzato tagliando la pellicola con i Raudi e rappezzandoli con la graffettatrice. Pezzo di cinema folle che può essere guardato da chi folle lo è almeno un po'; probabile che dopo sette giorni dalla visione siate morti. Il film può comune essere guardato gratuitamente su internet, i diritti sono decaduti. Il culto popolare porta ad una sorta di seguito apocrifo comico (Manos: The Fans of Hate, 2009) e ad un sequel ufficiale (Manos: The Search for Valley Lodge) filmato a El Paso, attualmente in lavorazione e atteso nel 2013. Ma se i Maya hanno ragione potremmo anche evitarci questo ennesimo dolore.
* Trad: "Manos, dio dell'oscurità primordiale. Come hai decretato così io ho fatto. Le mani del destino hanno maledetto quest'uomo. La tua volontà è compiuta"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, costato circa 19.000 dollari, è stato girato in due mesi e mezzo a El Paso e Ysleta (Texas).
Si narra che tre degli "attori" comparsi nel film si siano suicidati per la vergogna di aver partecipato al film. Ovviamente non è vero.
Ciòp che avvenne davvero è che alla prima tenutasi a El Paso, in seguito al rumoreggiare nella sala cinematografica, la maggior parte del cast e della crew scapparono di nascosto dal cinema per evitare di dover ammettere pubblicamente di aver partecipato al film. Tuttavia un suicidio ci fu. John Reynolds (Torgo) si tolse la vita il 16 ottobre 1966 a 25 anni, un mese prima dell'uscita nelle sale del film, sparandosi una fucilata in testa; il motivo dell'estremo gesto nulla aveva a che fare con la vergogna; c'è chi sostiene che le problematiche fossero connesse alla droga e che Raynold per buona parte delle riprese fosse sotto l'effetto di LSD, cosa che spiegherebbe (parzialmente) il suo strano atteggiamento davanti alla macchina da presa. Nel 1988 i fans del film cercarono di far inserire il nome di Reynold nella Walk of Fame di Hollywood ma gli sforzi dei fans non ebbero successo; la vedova di John comunque espresse il suo apprezzamento per il tentativo. John Raynolds, il cui unico sforzo attoriale fu impresso in questo film, è seppellito al Fort Bliss National Cemetery di El Paso.
La Loggia dei Peccati del Maestro in verità altro non era che il ranch di Colbert Coldwell, il giudice della contea di El Paso.
Affari di famiglia. Il Maestro è interpretato da Tom Neyman, la piccola Debbie da sua figlia Jackey Neyman e la moglie Jacqueline disegnò i costumi del Maestro e delle sue adepte. Il cane dei Neyman "interpretò" il cane demone.
L'uso delle luci fu limitato per contenere i costi, la qual cosa spiega la scena in cui due poliziotti fanno letteralmente due passi per investigare e poi tornano indietro.
La scena del serpente a cui Michael spara ha un aspetto migliore del resto semplicemente perché fu presa da un documentario della Disney.
Quentin Tarantino possiede l'unica copia del film esistente in 35mm. Lui considera Manos la sua commedia preferita.
Le protesi portate da Reynold per fargli le gambe da satiro gli procurarono un dolore cronico che lo obbligò a prendere antidolorifici fino al giorno del suicidio.
Il "Manos" del titolo significa "mani" in spagnolo, quindi il titolo suonerebbe come "Mani: le mani del destino". Il vestito del maestro ha due mani rosse dipinte sul tessuto e il bastone di Torgo ha una mano su un'estremità.
Se gli attori e la crew si accorgevano durante un giorno di riprese che il lavoro realizzato era pessimo, il regista li rassicurava dicendo loro che le magie postproduttive di Hollywood avrebbero corretto tutte le imprecisioni. Nessun'imprecisione fu corretta.
Il registà realizzò due riprese per ogni scena, nella speranza che almeno una delle due fosse positiva perché una terza non ci sarebbe stata.
Nonostante il colossale insuccesso, il regista Warren fu così contento della sua creatura che dal 1966 e ogni anno ad Halloween indossò il costume del Maestro. Dopo la sua morte avvenuta nel 1985, il figlio ha continuato la tradizione.
Al termine della premiere che presentò il film al mondo nel 1966 a El Paso, una signora di mezza età aggredì il regista a colpi di borsetta; la donna era infuriata perché la piccola Debbie del film, alla fine, diventa una delle mogli dell'infernale Maestro.