La Frase dal Film:
"Prima di Helter Skelter, in effetti, era tutto bellissimo. Non facevamo altro che fumare erba, farci di acido e fare l'amore, fare l'amore il più possibile"
Già mezza leggenda nel giro underground grazie al film Deadbeat at Dawn (1988), il regista Jim Van Bebber iniziò a girare The Manson Family quindici anni prima rispetto alla data di distribuzione. La produzione della pellicola incontrò grossi problemi dovuti alla scarsità di soldi a disposizione e l'operazione si interruppe varie volte. Il regista girò qua e là con i giornalieri o con montati parziali, mostrando il poco che aveva a coloro che potevano garantirgli qualche finanziamento e alla fine riuscì a completare il progetto. E' in fase di lavorazione che gli venne dato il titolo provvisiorio di Charlie's Family, titolo poi rimasto in alcune versioni distribuite. In breve tempo, per la storia produttiva ma soprattutto per le scene esplicite di violenza e sesso, inserite nel paradigma di morte creato da Manson, una delle figure più allucinanti della "controcultura" USA, il film ottenne grande richiamo fra gli appassionati. Anche la critica fece cenni di approvazione. A livello tecnico, i lunghissimi tempi di lavorazione hanno creato diversi problemi rispetto al senso di continuità di ciò che viene rappresentato (ad esempio gli attori sono invecchiati!) ma lo spettatore fatica ad accorgersi di questi difetti, in quanto il montaggio frammentato e semi-documentaristico porta già di per sé ad un senso anarchico del tempo. Van Bebber riesce, nonostante alcune libertà, a ricostruire la parabola negativa rappresentata da Manson e dalla sua Famiglia evitando, contemporaneamente, di prendere posizione o di cercare di interpretare il fenomeno e, nel medesimo tempo, non sviluppando un'eccessiva empatia nei confronti del criminale Manson. Anzi, la rappresentazione così cruda della morte delle persone massacrate dalla Famiglia non fa che accrescere la distanza fra Manson e lo spettatore. Gli omicidi di Tate e LaBianca, i due eventi che hanno scosso maggiormente l'opinione pubblica, sono rappresentati in maniera impietosa e danno (almeno in parte) l'idea di come debbano essere andate le cose in quegli infausti momenti. La violenza visibile nel film, così come l'abbondanza di nudi frontali e sesso esplicito (ma non hardcore) fanno della pellicola un prodotto vietato ai minori di 18 in quasi tutti i paesi del mondo; va operò precisato che le scene di sesso sono per la maggior parte poco "stuzzicanti" anche se The Manson Family ha, in più di una scena, il notevole pregio di mostrare quello che può essere definito (da me) un seno perfetto. I protagonisti della pellicola sono pressoché tutti sconosciuti e ci si renede conto presto che il film non è un biopic su Manson stesso ma proprio sulla Famiglia; Marcelo Games, che interpreta Manson riesce solo in parte a rendere il carisma sinistro del maestro-nazista-satanista-neomessianico e il più delle volte pare bolso e più imbecille che altro...cosa che, a mio dire, doveva corrisponedere a verità, dal momento che solo una masnada di strafattoni avrebbe potuto prendere per profetici i deliri di uno psicotico. Ciò che veramente sgomenta, infatti, al di là della violenza e del sesso, è l'atmosfera di paranoia e invasamento simil-religioso, qualcosa che "il fedele" percepisce solo nel momento in cui si riesce a liberarsi dalla morsa della setta a cui appartiene. Interessante e estremo, anche se il finale, che segue un subplot che percorre a intermittenza tutto il film, stona. Avvertenza: NON è un film per famiglie ma la tagline che ho visto su qualche DVD che strilla "Il film più violento della storia del cinema" è solo una trovata pubblicitaria e non corrisponde al vero.
Chi è interessato al caso Manson & Co. può guardare anche Manson (1973) e Charles Manson Superstar (1989).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Chi era davvero Charles Manson e la sua Family? Nato come "nessun nome Maddox" a Cincinnati (Ohio), il 2 novembre 1934, Charles Manson era figlio illegittimo di una prostituta di 16 anni, Kathleen Maddox. La giovane donna venne condannata a cinque anni di prigione per rapina e Charles fu mandato a vivere con una zia rigidamente religiosa e il suo sadico marito, che dava costantemente al ragazzo della "femminuccia", vestendolo con abiti femminili il primo giorno di scuola, a suo dire per aiutare Manson a "comportarsi da uomo". Al ritorno di Kathleen la vita non divenne più semplice perché la donna continuò a mostrarsi inadatta al ruolo di madre: si portava a casa amanti (di ambo i sessi) e abusava di alchol. Sbattuto da un istituto ad un altro, passò poco prima che Charles si mettesse nei guai con la giustizia. A 13 anni fu rinchiuso in un riformatorio di Plainfield (Indiana). Manson ricorda di aver subito sadiche violenze da parte dei ragazzi più grandi e dalle stesse guardie. Se i suoi ricordi sono affidabili, pare che almeno un sorvegliante abbia incitato altri ragazzi a violentare e torturare Manson, mentre le guardie assistevano da una parte, masturbandosi. Dopo varie peripezie giudiziarie, il 21 marzo 1967, l'uomo venne rilasciato, contro il suo stesso parere, dal carcere di McNeil Island, e Manson fu attirato da San Francisco e dal brulicante quartiere di Haight-Ashbury. Era l'"Estate dell'Amore" in cui i giovani si radunavano all'insegna del "Flower Power"; dietro le quinte di questo universo giovane, c'era un esercito di manipolatori pronto a trarre sinistro profitto dall'"Era dell'Acquario". A San Francisco, Manson dimostrò di possedere un sorprendente carisma, attraendo giovani emarginati di entrambi i sessi, provenienti da tutti gli strati della società bianca. Alcuni, come Mary Brunner, erano giovani laureati. Altri, come Susan Atkins e Robert Beausoleil, erano coinvolti in sette sataniche. Adottarono Manson contemporaneamente come méntore, figura paterna, incarnazione di Cristo e, come egli stesso si definiva, "Dio degli stronzi". Manson divenne col tempo ossessionato dalla morte e dalla canzone dei Beatles "Helter Skelter", che egli interpretava come previsione di una guerra razziale in USA. La Manson Family compì diversi omicidi, ma quello che ebbe più risonanza avvenne il 9 agosto 1969, quando una squadra d'attacco di Manson irruppe in casa del regista Roman Polanski, massacrando la moglie incinta (l'attrice Sharon Tate) e quattro suoi ospiti. La mattanza, a cui non partecipò Manson (ma ne era il mandante), divenne nota come "Il massacro di Bel Air". Per ironia della sorte la caduta di Manson avvenne tra il 18 e il 19 settembre 1969 per un reato poco grave che riguardava il danneggiamento di un segnale stradale. Nonostante l'arresto di Charles avvenuto il 12 ottobre la violenza della famiglia non terminò lì. Ad esempio, dopo che Manson e tre membri della famiglia furono ritenuti colpevoli del massacro di Bel Air (e dell'omicidio LaBianca) l'avvocato difensore Ronald Huges fu ucciso da altri componenti della banda. In assenza di Manson, Lynette "Squeaky" Fromme teneva le redini della Famiglia, corrispondendo con Charles in carcere, diffondendo il suo vangelo e creando nuove alleanze con varie sette e gruppi razzisti. Nel settembre 1975 cercò di uccidere il presidente Gerald Ford, ma sbagliò la mira e "Squeaky" fu condannata all'ergastolo. Quanto al "patriarca" della Famiglia, si fece il giro di tutti i penitenziari della California e ovunque era la stessa storia: conflitti con le autorità e gli altri detenuti, violenze di vario genere e tentati omicidi (a tutt'oggi, egli è stato avvelenato, bruciato e picchiato duramente diverse volte), scioperi della fame e deliranti interviste televisive. Nel marzo 1974 Manson fu definito, nel corso di una diagnosi, "psicotico grave". Nonostante fin dal 1972 siano proponibili per la libertà condizionata, nessun assassino della Famiglia è mai stato rilasciato; benché diversi membri si siano dichiarati pentiti e cambiati nessun pubblico funzionario che abbia a cuore il proprio incarico, li prenderebbe mai in parola. Quanto a Manson, le sue udienze annuali per la libertà condizionata, quelle alle quali si degna di essere presente, sono state trasformate in una rappresentazione del teatro dell'assurdo, con Manson che sproloquia in modo incoerente, a volte per ore, su argomenti che vanno dalla foresta pluviale brasiliana, alla macchinazione da lui subita da parte di una società ingiusta.*
Durante il film si può sentire più volte la voce di Jim Jones (capo della setta People's Temple) tratta da una registrazione compiuta poco prima del suicidio di massa compiuto da Jones e dai suoi fedeli.
La voce di Satana, nella versione originale, è quella di Phil Anselmo, il cantante dei Pantera.
* Rielaborato e riassunto da: Newton M. (2000), Dizionario dei serial killer. Newton & Compton Editori, Roma, 2004 (pagg. 202-206).