La Frase dal Film:
"Mi sono reso conto di non poter vedere ciò
che desidero vedere senza giungere a uno stato di terrore
puro e profondo. L'uomo che cerco di emulare non prova terrore
perché aveva visto qualcosa, al contrario è
riuscito a vedere questo qualcosa proprio per il fatto di
essere terrorizzato"
Marebito (con l'accento tonico
sulla "e") è un horror atipico che ha tutte
le carte in regola per attirare l'attenzione degli weird
seekers, soprattutto se questi lupi di mare cinefili amano
i racconti a tinte forti. Dietro la mdp c'è lo Shimizu
ormai stranoto per il successone che va sotto il nome di
Ju-On (2003), film che insieme
a Ringu (1998) di Nakata ha sdoganato
un "nuovo" modo di fare Paura. Fra il film del
2003 e l'inevitabile remake occidentale (da lui diretto),
Shimizu si cimenta in questa opera dai toni onirici e drammatici,
lontana dallo stile quasi friendly di Ju-On, scegliendo
di ingaggiare come attore principale niente di meno che
Shinya Tsukamoto. A molti forse questo nome non dirà
nulla ma Tsukamoto è il regista di Tetsuo
(1988), un film già da un pezzo entrato nell'empireo
della cinematografia weird. La scelta di questo attore-regista
non è un caso. Marebito è un film
a più dimensioni che confonde i piani di realtà
e mescola suggestioni ipertecnologiche e riflessioni sul
voyeurismo, entrambe le cose così presenti nella
nostra società e ancor di più in quella nipponica.
Shimizu mescola Lovecraft e Tetsuo, mantenendo
qualche inquietudine tipica del jhorror e costruisce una
storia frammentaria nel risultato ma coesa nel senso. Il
protagonista Masuoka crede di poter rieducare la ragazza
trovata in un aldilà underground ma invece è
proprio la ragazza a portare il protagonista ad una rieducazione
personale. "Marèbito" è un essere
che viene da un mondo misterioso ed antico e porta con sé
il potere di scoperchiare il represso, ciò che da
tempo antico è sepolto nell'inconscio. Masuoka, che
desiderava follemente filmare e vedere il terrore puro finalmente
ottiene da se medesimo il risultato, generando il catalizzatore
del terrore F (questo il nome che dà alla ragazza)
che potrebbe anche essere considerata una sua proiezione
mentale. La verità è molto più semplice,
e l'identità della ragazza e il processo mentale
seguito dall'uomo viene spiegato verso la fine dal protagonista
stesso, ma non vado oltre per non fare spoiling. I due piani
narrativi del film comunque rimangono abbastanza comprensibili,
anche se non mancano punti oscuri nello svolgmento. In fin
dei conti importa poco quale dei due piani narrativi sia
quello vero, quello dell'uomo che trova un vampiro underground
o "l'altro", cioé che conta è la
paura, la ricerca della paura e come essa possa portare
ad un atto estremo. Marebito, nonostante non ecceda
in scene gore, è un film disturbante che non lesina
in situazioni che potrebbero essere definite al limite del
buon gusto da coloro che non sono avvezzi al cinema horror
o weird, ivi compresi i tocchi di black-humor (vedi biberon
di sangue). Nello stesso modo, nonostante il film non presenti
vere e proprie scene di paura (o meglio dire tipiche), come
ci si può attendere dal regista del terrorizzante
Ju-On, anche Marebito sa regalare momenti
di vera tensione e picchi di paura grazie a delle atmosfere
cupe e inquietanti, soprattutto nei tunnel. La performance
di Tsukamoto è molto buona, nervosa a volte, altre
allucinata e alienata. Notevole quella di F (interpretata
dalla bella Tomomi Miyashita) che per necessità di
copione deve trasmettere tutti i suoi messaggi col corpo.
In conclusione si può dire che Marebito
sia un film molto intrigante, più vicino alla poetica
di Tsukamoto che a quella a cui ci ha abituati lo stesso
Shimizu, con alcuni momenti forse stucchevoli per coloro
che mal sopportano le voci fuori campo. Forzatamente arty
nel suo voler essere frammentario e "strano" ma
ben fatto e pregno di significato. Insomma, un pugno nello
stomaco di qualità.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 42.000 dollari
(5.000.000 di Yen).
Takashi Shimizu girò il film in
soli 8 giorni, mentre aveva appena finito di girare Ju-on:
The Grudge (2003) e si apprestava a girarne il remake
(The Grudge, 2004).