TRAMA

Sei studenti di college fanno un viaggio per andare a vedere un partita di football. Fermatisi a riposare le ossa si svegliano al mattino per scoprire che qualcuno ha rotto la cinghia di trasmissione di una delle macchine. Wade e Carly desi recano al paese più vicino per acquistarne una nuova. Giunti in un paesino deserto in cui l'attrazione principale sembra essere un museo delle cere, incontrano Bo, il meccanico del posto, il quale in breve si rivela portato più per l'omicidio che per l'officina.


LA MASCHERA DI CERA
titolo or.: House of Wax - USA/Australia - 2005 - 113' - Col

di Jaume Collet-Serra

GENERE
HORROR - SLASHER
IN BREVE
Ottimi effetti speciali e notevole livello di splatter e violenza. L'impianto rimane quello dello slasher da collegiali. Puro intrattenimento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Vuoi dire che c'è una persona vera lì sotto?!"

Il film nasce come remake della pellicola omonima del 1953 a sua volta rifacimento de La maschera di cera del 1933 (Mystery of the Wax Museum) di Michael Curtiz. Nel caso specifico, questa House of Wax va incontro al gusto di una platea assuefatta allo slasher e più avvezza all'effetto speciale che allo scavo psicologico o alla tensione vera e propria. Si può dire che per i primi 45 minuti di proiezione non succede praticamente nulla ed il regista si sofferma sulle dinamiche fra i protagonisti, soprattutto fra i due giovani fratelli (Carly e Nick) e sul ragazzo di lei (Wade), mentre il resto della combriccola è solamente di supporto. Questo lungo soffermarsi sulle dinamiche non è comunque fatto (o non riesce) a dare maggiore spessore al plot anche perché i dialoghi non vanno al di là di sapidi scambi di battute tipici dello slasher-film da collegiali. Diversa cosa avviene nella seconda parte della pellicola, momento in cui il gruppo si divide fra coloro che si recano al paesello che ospita il tetro museo e quelli che si dirigono verso la partita di football (ma poi tornano, ovviamente). Il film vira, in quel momento, verso una direzione splatter ed il regista inserisce nella pellicola molti momenti decisamente violenti, più di quanto ci si sarebbe aspettato da una produzione così "patinata". Mentre pare ovvio fin dall'inizio che la maggior parte dei giovani protagonisti sarebbero stati usati unicamente come carne da macello, era meno probabile, come invece è possibile vedere, che fossero fatti oggetto di una crudeltà non tipica del cinema horror mainstream, del quale comunque House of Wax fa parte. In cima alla lista del violence-level di certo due scene: la morte di Paris Hilton e i colpi di mazza in faccia ad un protagonista (evito lo spoiling) roba che ricorda, anche se in versione meno barbara, qualcosa già visto in Irréversible (2002). Piatto forte del film, comunque, è il museo delle cere stesso, un'enorme costruzione interamente in cera. Anche se la cosa pare assurda e si presta a diversi interrogativi (in estate che succede, ad esempio?) l'idea che ogni cosa all'interno sia di paraffina non è male e ancor meglio è ciò che accade all'edificio nel climax finale del film. Menzione d'onore, quindi, ai curatori degli SFX di questa pellicola. Meno memorabile l'interpretazione recitativa dei giovani i quali non sono pessimi (soprattutto Elisha Cuthbert) non si discostano nella performance dalle decine e decine di altri giovani attori che hanno recitato in horror del genere. Paris Hilton non merita un discorso a parte: si ripropone per lo stereotipo che ha venduto (e sta vendendo) da tempo alla stampa scandalistica: troietta, spocchiosa, sexy. Nel film fa uno spogliarello, fa un pompino (off-screen) ripreso con una telecamera (autocitazione del suo noto porno-finto-amatoriale) e termina la sua apparizione facendosi immolare con falsissima modestia. Il regista fa un buon lavoro muovendo la mdp in maniera non del tutto scontata ma i tocchi da maestro e le citazioni dotte (come Che fine ha fatto Baby Jane?, 1962) proiettato nel cinema del paesino), sono comunque inscritti in una produzione in sé non originale nè di classe, quindi... In conclusione: buoni effetti speciali e "belle morti" se vogliamo vedere La maschera di cera da un punto di vista che privilegi lo splatter e l'intrattenimento. Decisamente meno convincente se volessimo guardare allo spessore, all'originalità e alla tensione vera. Non è, in ogni caso, un prodotto scadente: se riusciste a spegnere il cervello per due orette un certo grado di intrattenimento è assicurato.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 30.000.000 di $.

Il 26 giugno 2004 un intero set del film bruciò completamente a causa di un test per gli SFX andato male. Un membro della crew si bruciò un braccio ed il fumo provocato dall'incidente andò ad invadere un'autostrada lì vicina creando non pochi problemi ai motociclisti.

Paris Hilton fu ingaggiata senza audizione dal momento che il regista aveva avuto in mente lei per quel ruolo fin dall'inizio. Il resto del cast fu "costruito" intorno a lei.

Il nome del "cattivo" principale del film è Vincent, il che è un riferimento a Vincent Price che recitò nell'originale La Maschera di cera del 1953.

La Warner Bros diede a Paris Hilton il permesso di vendere magliette che riportavano la scritta "On May 6th, Watch Paris Die" (Il 6 maggio, guarda Paris morire), in modo da promuovere il film prima della sua uscita.

Jared Padalecki (che nel film è Wade) è alto 30 cm in più di Elisha Cuthbert (Carly). Per far sembrare la ragazza più alta nelle scene in cui doveva recitare con lui, Elisha si doveva mettere due rialzi di legno spessi 5 centimetri sotto gli stivali. Questo fu fatto solo quando sarebbero stati ripresi insieme dalle ginocchia in su.

Nella scena dell'inseguimento nel mulino abbandonato, Paris Hilton era imbarazzata dalle sue stesse grida (cioé aveva vergogna a gridare, suppongo... grande attrice). Così, la prima volta che dovette gridare, per supportarla tutto il cast e la crew urlò con lei.

La scena della morte di Paris Hilton in origine era più lunga e molto più sanguinolenta ma fu tagliata per la versione cinematografica.

Il film fu girato in Australia anche se la storia viene fatta passare come si svolgesse in USA. La prova è che mentre i ragazzi guidano in autostrada sui bordi della carreggiata si vedono piante di Eucalipto.

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