La Frase dal Film: "Vuoi
dire che c'è una persona vera lì sotto?!"
Il film nasce come remake della pellicola
omonima del 1953 a sua volta rifacimento de La maschera
di cera del 1933 (Mystery of the Wax Museum)
di Michael Curtiz. Nel caso specifico, questa House
of Wax va incontro al gusto di una platea assuefatta
allo slasher e più avvezza all'effetto speciale che
allo scavo psicologico o alla tensione vera e propria. Si
può dire che per i primi 45 minuti di proiezione
non succede praticamente nulla ed il regista si sofferma
sulle dinamiche fra i protagonisti, soprattutto fra i due
giovani fratelli (Carly e Nick) e sul ragazzo di lei (Wade),
mentre il resto della combriccola è solamente di
supporto. Questo lungo soffermarsi sulle dinamiche non è
comunque fatto (o non riesce) a dare maggiore spessore al
plot anche perché i dialoghi non vanno al di là
di sapidi scambi di battute tipici dello slasher-film da
collegiali. Diversa cosa avviene nella seconda parte della
pellicola, momento in cui il gruppo si divide fra coloro
che si recano al paesello che ospita il tetro museo e quelli
che si dirigono verso la partita di football (ma poi tornano,
ovviamente). Il film vira, in quel momento, verso una direzione
splatter ed il regista inserisce nella pellicola molti momenti
decisamente violenti, più di quanto ci si sarebbe
aspettato da una produzione così "patinata".
Mentre pare ovvio fin dall'inizio che la maggior parte dei
giovani protagonisti sarebbero stati usati unicamente come
carne da macello, era meno probabile, come invece è
possibile vedere, che fossero fatti oggetto di una crudeltà
non tipica del cinema horror mainstream, del quale comunque
House of Wax fa parte. In cima alla lista del violence-level
di certo due scene: la morte di Paris Hilton e i colpi di
mazza in faccia ad un protagonista (evito lo spoiling) roba
che ricorda, anche se in versione meno barbara, qualcosa
già visto in Irréversible (2002).
Piatto forte del film, comunque, è il museo delle
cere stesso, un'enorme costruzione interamente in cera.
Anche se la cosa pare assurda e si presta a diversi interrogativi
(in estate che succede, ad esempio?) l'idea che ogni cosa
all'interno sia di paraffina non è male e ancor meglio
è ciò che accade all'edificio nel climax finale
del film. Menzione d'onore, quindi, ai curatori degli SFX
di questa pellicola. Meno memorabile l'interpretazione recitativa
dei giovani i quali non sono pessimi (soprattutto Elisha
Cuthbert) non si discostano nella performance dalle decine
e decine di altri giovani attori che hanno recitato in horror
del genere. Paris Hilton non merita un discorso a parte:
si ripropone per lo stereotipo che ha venduto (e sta vendendo)
da tempo alla stampa scandalistica: troietta, spocchiosa,
sexy. Nel film fa uno spogliarello, fa un pompino (off-screen)
ripreso con una telecamera (autocitazione del suo noto porno-finto-amatoriale)
e termina la sua apparizione facendosi immolare con falsissima
modestia. Il regista fa un buon lavoro
muovendo la mdp in maniera non del tutto scontata ma i tocchi
da maestro e le citazioni dotte (come Che fine ha fatto
Baby Jane?, 1962) proiettato nel cinema del paesino),
sono comunque inscritti in una produzione in sé non
originale nè di classe, quindi... In conclusione: buoni
effetti speciali e "belle morti" se vogliamo vedere
La maschera di cera da un punto di vista che privilegi
lo splatter e l'intrattenimento. Decisamente meno convincente
se volessimo guardare allo spessore, all'originalità
e alla tensione vera. Non è, in ogni caso, un prodotto
scadente: se riusciste a spegnere il cervello per due orette
un certo grado di intrattenimento è assicurato.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 30.000.000
di $.
Il 26 giugno 2004 un intero set del film
bruciò completamente a causa di un test per gli SFX
andato male. Un membro della crew si bruciò un braccio
ed il fumo provocato dall'incidente andò ad invadere
un'autostrada lì vicina creando non pochi problemi
ai motociclisti.
Paris Hilton fu ingaggiata senza audizione
dal momento che il regista aveva avuto in mente lei per
quel ruolo fin dall'inizio. Il resto del cast fu "costruito"
intorno a lei.
Il nome del "cattivo" principale
del film è Vincent, il che è un riferimento
a Vincent Price che recitò nell'originale La
Maschera di cera del 1953.
La Warner Bros diede a Paris Hilton il
permesso di vendere magliette che riportavano la scritta
"On May 6th, Watch Paris Die" (Il 6 maggio, guarda
Paris morire), in modo da promuovere il film prima della
sua uscita.
Jared Padalecki (che nel film è
Wade) è alto 30 cm in più di Elisha Cuthbert
(Carly). Per far sembrare la ragazza più alta nelle
scene in cui doveva recitare con lui, Elisha si doveva mettere
due rialzi di legno spessi 5 centimetri sotto gli stivali.
Questo fu fatto solo quando sarebbero stati ripresi insieme
dalle ginocchia in su.
Nella scena dell'inseguimento nel mulino
abbandonato, Paris Hilton era imbarazzata dalle sue stesse
grida (cioé aveva vergogna a gridare, suppongo... grande
attrice). Così, la prima volta che dovette gridare,
per supportarla tutto il cast e la crew urlò con
lei.
La scena della morte di Paris Hilton in
origine era più lunga e molto più sanguinolenta
ma fu tagliata per la versione cinematografica.
Il film fu girato in Australia anche se
la storia viene fatta passare come si svolgesse in USA.
La prova è che mentre i ragazzi guidano in autostrada
sui bordi della carreggiata si vedono piante di Eucalipto.