TRAMA

Un ispettore scolastico controlla lo strano andazzo di un liceo in cui gli studenti e gli insegnanti sono letteralmente in guerra. Professori violenti od oggetto di violenza, studenti minacciati e minacciosi. Le cose si risolvono come si fosse in un campo di battaglia.


MEDLEY - Brandelli di Scuola
Italia - 2000 - 76' - Colore

di Jonathan Zarantonello

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
Veramente poca roba e una diffusione difficilmente spiegabile
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Tu considera che la maggior parte dei professori che viene in classe da noi, quando spiega, si tiene i libri davanti, quindi vuol dire che a casa non si prepara un cazzo. A consegnarci i compiti impiegano 2 o 3 settimane poi hanno anche il giorno libero. Visto che il professore vuol fare i soldi può dare anche 5 ore di ripetizioni al giorno. Ora, un professore diciamo prende anche 50.000 lire all'ora e per 5 ore al giorno fanno 250.000 lire. 250.000 lire per 20 giorni, che è il minimo, sono 5.000.000. Cinque milioni per 10 mesi sono 50.000.000: metti netti, tutti in nero"

Discorso interessante. Il film un po' meno. Nel vedere Medley - Brandelli di Scuola, di quel Zarantonello che fece anche la commedia Uncut (2003) e torna nel 2011 con il thriller The Butterfly Room, mi è venuto in mente un vecchio pezzo rap dei Sottotono che così diceva: "Col tuo D.J. fai uno di quei bei demo grezzi / almeno di otto pezzi / parti mettendo radici / con tipici modi di dire che dici / per far fare due risate ai tuoi amici / ci spendi / se non fai lo scemo / ma è quello che temo / almeno duecento demo li vendi / scacco tirare fuori due lire ma ricorda che l'hai fatto / per ricavarne quattro". Vi prego, non scrivetemi chiedendomi perché ascoltavo i Sottotono. Ecco, guardando il film di Zarantonello ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad una simpatica sperimentazione di cinema fatta fra giovani ragazzi di liceo realizzata per farsi due risate. Abbastanza simpatica da costare 20 milioni delle vecchie lire. Anche io, anni fa, avevo preso la handycam in mano e avevo girato dei cortometraggio con un manipolo di sbandati. Era una porcata impresentabile, una specie di sitcom ultratrash intitolata "Il Camerata", titolo derivato dal fatto che uno dei miei amici aveva in casa una bottiglia di quelle per alcolisti nostalgici con la faccia del Duce sull'etichetta. Vi prego non scrivetemi per chiedermi come mai un mio amico avesse in casa una bottiglia del Ventennio. Sta di fatto che a girare quella boiata (che vedrete solo se mai diventassi famoso e dopo morto qualche mio conoscente volesse lucrare e disonorare la mia memoria) noi fresconi ci divertimmo un sacco. Però a nessuno venne mai in mente di spacciare per film "Il Camerata", vicenda di un ragazzo comune che viene beccato dalla mamma mentre si fa una sega guardando le Letterine di Passaparola (storia vera). O per qualcosa di simile ad un film. Era una cosa fra di noi, tanto per ridere, indegna persino di uno spazio su Youtube, a maggior ragione per il fatto che i protagonisti ora sono tutti seri professionisti, sposati e padri o madri di famiglia. Ora, mi sfugge quale sia la qualità intrinseca della pellicola di Zarantonello tale da farla definire un cult, come si scrive sulla locandina. Medley è una sorta di pellicola Troma (e la Troma infatti ha distribuito), diciamo Class of Nuk'em High (1986) visto che c'è di mezzo un liceo, ma talmente scarso da stare al di qua della linea che separa il girato amatoriale dal film amatoriale. Nonostante io abbia grande simpatia per le produzioni amatoriali e accetti di buon grado di vederle e di comprenderne limiti intrinseci che vanno dal basso budget alla non professionalità realizzativa, non capisco davvero come Medley sia riuscito a far parlare di sé e ad ottenere una distribuzione, smacco per molti giovani con pochi mezzi e limitate possibilità che però dimostrano, in un minutaggio inferiore, ben altre doti potenziali. Medley è un ensemble assolutamente eterogeneo di idee per lo più volutamente demenziali e caricaturali che regge solo nell'ottica di una produzione fatta da amici e visibile da altri amici. Salvabile in qualche modo il soggetto, ma effetti speciali, recitazione, regia, montaggio, effetti sonori... E' tutto troppo grezzo anche volendo pensare che Medley sia la caricatura del cinema trash tromiano, che già di per sé è caricatura di altro. Non basta armarsi di telecamera, amici ben disposti, volontà postproduttiva per fare cinema. E pensare al film come qualcosa che è tale in quanto esiste un distributore che ne permette la diffusione è un discorso post-post-modernista che mi spaventa, in quanto in tal modo ciò che è arte (e il suo potenziale valore) è determinato solo dalla commercializzazione di essa, cioé tutto può essere arte basta che qualcuno ne stabilisca un prezzo ed un altro accetti di pagarlo. Spero di non risultare reazionario se dico che non tutto quello che passa attraverso un processo creativo è arte, non siamo tutti artisti e non basta produrre del girato per dire di aver fatto un Film. Che Medley sia stato definito tale è giustificabile solo pensando al fatto che l'Italia non ha una tradizione di commedia od horror demenziale a basso budget e quindi il film di Zarantonello deve aver beneficiato dell'effetto "originalità" e del passaparola fra appassionati... appassionati di Passaparola. Nel giro di soli 10 anni, però, il buon senso prevale sulle chiacchiere e Medley riprende il suo modesto posto nella storia, schiacciato da una miriade di produzioni di videomakers e dei loro prodotti, inferiori di netto al lavoro di Zarantonello ma altri ben più meritevoli eppure, dure leggi di mercato, più sfortunati. Francamente sconsigliato.

eXXagon fecit MMX