La Frase dal Film:
"Fino a che punto voi siete disposti ad andare? Per esempio: sareste disposti a vendere la vostra anima al Diavolo? "Per lei quasto cosa cosa significa?" "Esattamente quello che ho detto!"
Quinto film della Hammer sul Vampiro. Primo per il quale la regia va a Peter Sasdy, immigrato ungherese che si era fatto le ossa negli anni '60 con la televisione. Dopo Una messa per Dracula, Sasdy fu visto come una promettente new entry nel panorama horror inglese ma le aspettative vennero deluse dallo scarso successo della manciata di pellicole da lui girate (La morte va a braccetto con le vergini, 1971; Gli artigli dello squartatore, 1971; Doomwatch: i mostri del 2001, 1972; Il cervello dei morti viventi, 1973). Il futuro di Sasdy era dietro le spalle e infatti il regista tornò alla televisione, fra l'altro dirigendo alcuni episodi di un serial prodotto dalla Hammer (Hammer’s House of Mystery and Suspense). La mano di Sasdy trasforma il "solito" Dracula in qualcosa di decisamente diverso. La cosa tuttavia era nell'aria visto che, da progetto iniziale, il film doveva portare il nome di Dracula ma senza farlo comparire, un po' com'era successo con Le Spose di Dracula (1960) che aveva come protagonista un barone non-Christopher Lee. Il motivo era che proprio Lee iniziava a stancarsi della parte e la Hammer dava già per scontato che avrebbe dato forfait; Lee si presentò all'appello e quindi lo script venne riadattato in fretta e furia per inserire il Dracula originale. Sasdy abbandonò l'opulenza gotica di Fisher, che aveva diretto i primi tre film, per far largo ad un approccio stilisticamente più asciutto ma anche imbastardito con elementi della controcultura, in qualche modo precorrendo tema e toni di 1972: Dracula colpisce ancora (1972). Come per molti film della Hammer, ciò che è represso nella società esce da essa in maniera tonitruante e mortifera, così il Diavolo-Dracula prende vita da un gruppo borghese corrotto nell'anima che però ama mostrarsi socialmente ineccepibile. Paradigmatica la scena in cui Hargood (Geoffrey Keen) picchia la figlia Alice (Linda Hayden) per aver sorriso da un ragazzo in chiesa, quando poi poco dopo si reca ad un bordello con gli amici a fare "opera di carità". Mentre per Fisher l'eliminazione della minaccia sessuale e trasgressiva (Dracula) porta sollievo nella società, per Sasdy lo status quo è comunque mediocremente garantito da un bigottismo ipocrita non proprio migliore della trasgressività che combatte (o che sollecita?). Riflessioni a parte, pare un po' debole la volontà di fare agire Dracula per vendicare un uomo che in pratica non ha neppure incontrato, e tenuto conto che per la resurrezione di Dracula pare necessario il sacrificio fisico di Courtley, la cosa pare anche più insensata. Interessante, invece, il fatto che per compiere la sua vendetta, Dracula (ricordo, incarnazione di ciò che è passionale e represso) scatena i figli, o meglio le figlie, contro i padri; metaforicamente ciò che accadeva negli anni della Protesta. Indimenticabile l'innocente Linda Hayden, nei panni di Alice, trasformata in una lasciva schiava di Dracula che dorme sul coperchio del sarcofago che contiene il Vampiro. Christopher Lee gestisce con la solita professionalità il suo personaggio ma in effetti pare più annoiato del solito: te credo, manca il degno rivale Van Helsing. Per molti il peggiore della saga hammeriana sul succhiasangue, per me non è così male: è vero però che la parte più intrigante è la prima, quella senza Dracula, che in un film che si chiama Una Messa per Dracula non è il massimo. Dateci un occhio.
Preceduto da Dracula il Vampiro (1958) Le Spose di Dracula (1960), Dracula principe delle tenebre (1965), Le amanti di Dracula (1968) e seguito da Il Marchio di Dracula (1970), 1972: Dracula colpisce ancora (1972), I satanici riti di Dracula (1973), La leggenda dei 7 vampiri d'oro (1974).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato all'Aldenham Country Park (Hertfordshire, UK), agli Elstree Studios, Borehamwood (Hertfordshire), al cimitero Highgate (Swain's Lane, Highgate, Londra), alla chiesa di Sant'Andrea (Totteridge Lane, Totteridge, Londra).
La porta di Lucy ha un lucchetto Yale, assolutamente anacronistico rispetto al tempo in cui si svolge la storia.
Vincent Price avrebbe dovuto avere una parte come quarto membro del terzetto di borghesi in cerca di brividi ma il budget a disposizione non permise di ingaggiare l'attorone.
Nei primi minuti del film, dopo che William Hargood vieta ad Alice di uscire e la manda in camera sua, l'attore torna a leggere il giornale... al contrario.