TRAMA

Gli scarafaggi sono la causa di una malattia chiamata morbo di Stingler che colpisce solo i bambini e sta decimando, in pratica, tutta una generazione. L'entomologa Susan Tyler Mira Sorvino), con una sapiente manipolazione genetica, crea un insetto tutto nuovo, chiamato Judas, che stermina tutti gli scarafaggi. Qualche anno dopo, però, si viene a scoprire che i Judas si sono riprodotti, nonostante nelle intenzioni le femmine dovessero essere sterili, e tramite mutazioni evolutive accelerate hanno decisamente aumentato di dimensioni.


MIMIC
titolo or.: Mimic - USA - 1997 - 105min - Colore

di Guillermo del Toro

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
L'intrattenimento c'è ma non brilla nessuna nuova stella nel cielo dei monster-movies
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Tornando ai Judas, qualcuno potrebbe essere sopravvissuto. La natura tende sempre a proteggere la vita" "Ma quelli in laboratorio sono morti" "Già, gli altri però li hai sparsi per il mondo e il mondo, Susan, è un laboratorio troppo grande."

La tradizione degli insettoni giganti è lunga e poco gloriosa. Dai formiconi giganti dei film anni cinquanta e le loro metamorfosi dovute alle radiazioni, alle zecche enormi di Ticks - larve di sangue (1992), ai ragni enormi di Aracnofobia (1990) a quelli ancora più grossi di Arac Attack (2002) fino agli scarafaggi manipolati come in Mimic visti (?) in They Crawl (2001), senza dimenticare quelli alieni di Starship Troopers (1997). Così, solo per dirne alcuni. Il problema sembra essere che la paura e lo schifo sia inversamente proporzionale alla dimensione della minaccia, e la cosa si aggrava se ci si mette di mezzo l'antropomorfismo, cioé se all'insettone viene data una vaga forma umana. Forse è l'argomento che ha difficoltà ad essere preso sul serio e quindi riesce con molta difficoltà ad elicitare paura e tensione. Credo, ma è una considerazione personale, che "l'insetto" colpisce nel segno se rimane quello che è (all'incirca) ma ne viene aumentato esponenzialmente il numero. Qualcuno questo lo aveva capito: Spielberg, per esempio nella scena "insettosa" di Indiana Jones e il tempio maledetto (1984) davvero disgustosa, oppure Romero nell'episodio finale di Creepshow (1982) o anche, ancora, Lieberman nel suo I carnivori venuti dalla savana (1976) e mettiamoci pure Slugs (1988) di J.P. Simon. Quindi, tornando a questo Mimic, gli insetti stanno bene quasi più nelle scene iniziali quando sono filmati in massa rispetto ai momenti in cui ci viene mostrato l'aspetto dell'enorme "Signor Buffescarpe". Tutto sommato rimane marginale lo spunto "di attualità" e di denuncia circa il fatto che gli scarafaggi si siano modificati a causa di una scienza che gioca a fare Dio con l'ingegneria genetica; i sensi di colpa di Susan, più che leciti, non hanno il tempo infatti di prendere forma presa com'è la donna fin da subito a combattere coltello in bocca nella subway. Il regista Del Toro fa comunque un buon lavoro a partire dai curati titoli di testa. La prima parte del film è decisamente più avvincente della seconda che sembra ridursi al solito gioco di "guardie e ladri" fra l'uomo e il mostro, immersi nei meandri della metropolitana con un tasso di oscurità a volte eccessivo che dà l'idea di voler coprire alcune imperfezioni, forse nelgi SFX. Tutti gli attori fanno un buon lavoro ma si ha la sensazioni che il cast sia sprecato dal momento che il vero protagonista è e rimane lo scarafaggione; la Sorvino (Yuk!) è bella, dolce e brava ma il suo personaggio è senza spessore (tutti in effetti appaiono solo come macchiette) e la sua vita si divide fra uno studio minuscolo ed oscuro e qualche test di gravidanza compiuto nel cesso per dare un nonsoché di intimità famigliare. Nonostante ogni volta che in un film si vedano dei bozzoli, la memoria torni, giustamente, ad Alien e nonostante questo Mimic si presti a soluzioni facilone, si nasconda troppo tempo nel buio e lesini eccessivamente sul sangue (ah, cosa si fa per accontentare il mainstream!), la pellicola di Del Toro rappresenta un buon momento di svago ma non aggiunge davvero nulla alla lunga ed ingloriosa stirpe degli insect-monster-movies.

Con due seguiti: Mimic 2 (2001), Mimic 3 - Sentinel (2003).

MI VUOI COGLIONARE?!

Chuy è un bambino un po' speciale e come tale la notte passa le ore a guardare fuori dalla finestra. Poi un giorno, cercando di inseguire il Signor Buffescarpe, esce dalla finestra, scende dalle scale anti-incendio e entra in una chiesa sconsacrata e sbarrata da assi di legno. Il tutto di notte, ovvio. Lì viene rapito dall'insettone ma non ucciso. Perché? Ma perché Chuy è un bambino un po' speciale!

La dottoressa Susan è l'entomologa che crea i Judas e che debella il morbo di Stingler. La cosa non deve essere valsa molto dal momento che la continuiamo a vedere chiusa in una stanzetta a lavorare come se fosse la più sfigata delle entomologhe. Ma se ha in pratica salvato milioni di bambini!

Da questo film si deduce che c'è più vita nelle stazioni delle metropolitana e nei tunnel dello sprofondo cittadino rispetto alla superficie. Barboni, poliziotti, entomologi, prostitute, bambini, insettoni. Che Movida!

Anche io da piccolo ero affascinato dagli insetti ma da qui ad andare coi miei amici sui binari del metrò in cerca bozzoli strani ce ne passa (e anche se avessimo voluto dubito che ci sarebbe stato concesso). Invece no: due bambini hanno scoperto il business di vendere insetti suburbani alla bella Sorvino e per questo business sono pronti a tutto; ah, sono uno nero e uno bianco...politically correct!