TRAMA

Il commissario Luca Peretti (George Hilton) indaga sulla morte di un investigatore di assicurazioni che è rimasto decapitato presso una cava. Altre persone iniziano a morire e tutto sembra riportare al rapimento e di una bambina avvenuto tempo prima. Forse la piccola aveva lasciato un indizio?


MIO CARO ASSASSINO
Italia/Spagna - 1972 - 100min - Colore

di Tonino Valerii

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Bel giallo. Qualche scena di paura in più non avrebbe guastato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Nessuno sa niente, eh! Tranne il defunto che, come si suol dire, interrogato non rispose"

Notevole giallone all'italiana che parte con una scena tosta di decapitazione praticata con uno scavatore, roba che non se ne vede più così. Tonino Valerii, più pratico di western (Una Ragione per vivere e una per morire, 1972; Il Mio nome è Nessuno, 1973), si cimenta col genere portato in auge da Argento e sembra averne appreso bene le regole. Di grande intrattenimento e di qualche brivido, Mio caro assassino passa da momenti grandguinoleschi (la decapitazione di cui sopra ma anche l'aggressione "a suon" di sega circolare) ad altri più pacifici di indagini in stile poliziesco (come quando il commissario spiega che l'operaio non può essersi impiccato da solo). Gli attori sono validi, soprattutto il veterano Hilton (Lo Strano vizio della Signora Wardh, 1971; La Coda dello scorpione, 1971; Tutti i colori del buio, 1972; Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?, 1972; L'Assassino è costretto ad uccidere ancora, 1975), e le scene di suspance vengono propriamente sottolineate dallo score di Morricone con un coretto vocale sinistro. Il plot come al solito è abbastanza intricato, anche se la soluzione, cioé il movente, pare un po' blando visto tutto il casino. Comunque l'idea del disegno della bambina, del pezzo mancante, dell'identità del colpevole nascosta in un particolare che sfugge sono tutti elementi che attraggono l'attenzione dello spettatore, benché l'idea si rifaccia, appunto, ai film di Argento (nella fattispecie L'uccello dalle piume di cristallo, 1970). Tipico del genere anche la ridda di personaggi (di cui è difficile ricordare i nomi) tutti potenziali colpevoli: la presenza di un pittore-scultore pedofilo darà l'occasione di mostrare una bambina nuda, elemento d'exploitation forse evitabile. Il film vira molto verso il genere poliziesco ed il finale con il commissario che riunisce tutti i sospetti in una stanza e fa una filippica accorata prima di rivelare l'identità del killer, ricorda molto da vicino Agatha Christie & Co. Forse Mio caro assassino è un po' lunghetto, con degli approfondimenti sulla vita privata del commissario Peretti abbastanza inutili, ma rimane il fatto che la pellicola presenta tutti gli elementi che si aspetta un appassionato di giallo all'italiana: decisamente uno dei film più interessanti nel suo genere. Consigliato. Solo per afecionados, però.

Noto all'estero come: My dear killer (UK e USA), Sumario sangriento de la pequeña Estefania (Spagna).

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