La Frase dal Film:
"Nessuno sa niente, eh! Tranne il defunto che,
come si suol dire, interrogato non rispose"
Notevole giallone all'italiana che parte
con una scena tosta di decapitazione praticata con uno scavatore,
roba che non se ne vede più così. Tonino Valerii,
più pratico di western (Una Ragione per vivere
e una per morire, 1972; Il Mio nome è Nessuno,
1973), si cimenta col genere portato in auge da Argento
e sembra averne appreso bene le regole. Di grande intrattenimento
e di qualche brivido, Mio caro assassino passa
da momenti grandguinoleschi (la decapitazione di cui sopra
ma anche l'aggressione "a suon" di sega circolare)
ad altri più pacifici di indagini in stile poliziesco
(come quando il commissario spiega che l'operaio non può
essersi impiccato da solo). Gli attori sono validi, soprattutto
il veterano Hilton (Lo
Strano vizio della Signora Wardh, 1971; La
Coda dello scorpione, 1971; Tutti
i colori del buio, 1972; Perché
quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?,
1972; L'Assassino
è costretto ad uccidere ancora, 1975), e le scene
di suspance vengono propriamente sottolineate dallo score
di Morricone con un coretto vocale sinistro. Il plot come
al solito è abbastanza intricato, anche se la soluzione,
cioé il movente, pare un po' blando visto tutto il
casino. Comunque l'idea del disegno della bambina, del pezzo
mancante, dell'identità del colpevole nascosta in
un particolare che sfugge sono tutti elementi che attraggono
l'attenzione dello spettatore, benché l'idea si rifaccia,
appunto, ai film di Argento (nella fattispecie L'uccello
dalle piume di cristallo, 1970). Tipico del genere anche
la ridda di personaggi (di cui è difficile ricordare
i nomi) tutti potenziali colpevoli: la presenza di un pittore-scultore
pedofilo darà l'occasione di mostrare una bambina
nuda, elemento d'exploitation forse evitabile. Il film vira
molto verso il genere poliziesco ed il finale con il commissario
che riunisce tutti i sospetti in una stanza e fa una filippica
accorata prima di rivelare l'identità del killer,
ricorda molto da vicino Agatha Christie & Co. Forse
Mio caro assassino è un po' lunghetto, con
degli approfondimenti sulla vita privata del commissario
Peretti abbastanza inutili, ma rimane il fatto che la pellicola
presenta tutti gli elementi che si aspetta un appassionato
di giallo all'italiana: decisamente uno dei film più
interessanti nel suo genere. Consigliato. Solo per afecionados,
però.
Noto all'estero come: My dear killer
(UK e USA), Sumario sangriento de la pequeña
Estefania (Spagna).